POSTE ITALIANE 70^ emissione del 09 novembre 2020 di un francobollo dedicato a Pietro Mennea, nel 40° anniversario della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca

POSTE ITALIANE 70^ emissione del 09 novembre 2020 di un francobollo dedicato a Pietro Mennea, nel 40° anniversario della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca

Il Ministero dello Sviluppo unitamente con le Poste Italiane emette il 9 novembre 2020 un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “lo Sport” dedicato a Pietro Mennea, nel 40° anniversario della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca, relativo al valore della tariffa B, corrispon-dente ad €1.10.

  • data: 09 novembre 2020
  • dentellatura: 11
  • stampa: rotocalcografia
  • tipo di carta: carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente
  • stampato: I.P.Z.S. Roma
  • tiratura: 400.000
  • dimensioni: 30 x 40 mm
  • valore: B = €1.10
  • bozzettista: Fabio Abbati
  • num. catalogo: Michel______ YT _______ UNIF 4095
  • La vignetta: raffigura Pietro Mennea nel momento d’esultanza al termine della gara di velocità dei “200 metri” alle XXII Olimpiadi di Mosca del 1980 in cui conquistò la medaglia d’oro riprodotta in basso con la fascia iridata che idealmente avvolge il grande atleta italiano.Completano il francobollo le leggende, “PIETRO MENNEA”, “ “1952 -2013”, “XXII OLIMPIADE”, “200 METRI” e “40 ANNIVERSARIO MEDAGLIA D’ORO” la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1.50 inviandomi una richiesta alla email: [email protected]

Pietro Paolo Mennea (Barletta, 28 giugno 1952 – Roma, 21 marzo 2013) è stato un velocista, politico e saggista italiano.

Campione olimpico dei 200 metri piani a Mosca 1980, è stato il primatista mondiale della specialità dal 1979 al 1996 con il tempo di 19″72 che tuttora costituisce, dopo più di 40 anni, il record europeo. Ha detenuto inoltre, dal 1979 al 2018, il record italiano dei 100 metri piani con il tempo di 10″01, poi battuto da Filippo Tortu.

Soprannominato Freccia del Sud, è l’unico duecentista della storia che si sia qualificato per quattro finali olimpiche consecutive (dal 1972 al 1984). In virtù della sua carriera sportiva è stato insignito dell’ordine olimpico nel 1997 e introdotto nella Hall of Fame della FIDAL.

Laureatosi quattro volte, dopo la carriera agonistica svolse attività politica e scrisse molti saggi su vari argomenti, esercitando le professioni di avvocato e commercialista.

Biografia

Pietro Mennea nacque in una modesta famiglia di Barletta. Il padre era sarto e la mamma casalinga; aveva tre fratelli e una sorella. Dopo le medie si iscrisse a ragioneria. Un curioso aneddoto racconta che all’età di 15 anni, su uno stradone di Barletta, sfidò in velocità una Porsche e un’Alfa Romeo 1750 sui 50 metri, battendo entrambe e guadagnando le 500 lire per pagarsi un biglietto d’ingresso al cinema o un panino. Successivamente proseguì gli studi all’ISEF di Cassino (FR).Si laureò a Bari una prima volta in scienze politiche, su consiglio di Aldo Moro, allora ministro degli Esteri. Conseguì poi anche le lauree in giurisprudenza, scienze motorie e sportive e lettere. Era sposato dal 1996 con Manuela Olivieri, avvocato e giornalista; non ebbero figli.Nel 2000 il nome di Mennea tornò agli onori delle cronache quando l’Università degli Studi dell’Aquila, presso cui aveva partecipato a un concorso per la cattedra di sistematica, regolamentazione e organizzazione dell’attività agonistica presso la facoltà di scienze motorie, gli propose l’assunzione, dato che si era classificato primo in graduatoria; ma, giudicando la posizione di professore a contratto incompatibile con la carica di membro del Parlamento europeo, gli chiese le dimissioni da deputato. La vicenda provocò polemiche e interrogazioni parlamentari. Tuttavia il Governo Amato II, rappresentato dall’allora Sottosegretario di Stato per l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica Luciano Guerzoni, diede ragione all’Università. Mennea è stato poi docente a contratto di Legislazione europea delle attività motorie e sportive presso la facoltà di scienze dell’educazione motoria dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Nel 2006 ha dato vita, insieme con la moglie, alla “Fondazione Pietro Mennea”, onlus di carattere filantropico che, attraverso progetti specifici, effettua donazioni e assistenza sociale ad enti caritatevoli o di ricerca medico-scientifica, associazioni culturali e sportive. Lo scopo secondario è di carattere culturale e consiste nel diffondere lo sport e i suoi valori, nonché promuovere la lotta al doping.Oltre alla carriera sportiva, ha operato come insegnante di educazione fisica, avvocato, curatore fallimentare, eurodeputato (a Bruxelles dal 1999 al 2004) e commercialista. È stato, per alcuni mesi, anche direttore generale della squadra di calcio della Salernitana nell’annata 1998-1999. Nel 2010, insieme con la consorte (avevano uno studio a Roma, ubicato vicino al Tribunale Civile), si occupava di class action negli Stati Uniti per difendere alcuni risparmiatori italiani finiti nel crac della Lehman Brothers. Morì il 21 marzo 2013, a 60 anni e 9 mesi, in una clinica di Roma, per un tumore al pancreas. È sepolto nel Cimitero Flaminio a Roma.

Carriera sportiva

Tesserato per l’AVIS Barletta, iniziò l’attività agonistica nelle competizioni nazionali nel 1968 quando ad ottobre prese parte al trofeo “Vele dello Sport” organizzato dal Corriere dello Sport a Termoli. Trasferitosi a Formia, dove era allenato dal marchigiano Carlo Vittori, Mennea iniziò una lunga carriera atletica internazionale nel 1971quando debuttò ai Campionati europei con un terzo posto nella staffetta 4×100 metri e un sesto nei 200 metri piani.

Fece il suo debutto olimpico a Monaco di Baviera, ai Giochi olimpici estivi del 1972, dove raggiunse la finale dei 200 m piani. Fu terzo dietro al sovietico Valerij Borzov e allo statunitense Larry Black. A questa sarebbero seguite altre tre finali olimpiche consecutive nella stessa specialità. Ai Campionati europei del 1974 Mennea vinse l’oro nei 200 m davanti al pubblico di casa di Roma, e si piazzò secondo nei 100 m (dietro a Borzov, suo rivale storico) e nella staffetta veloce. Nel 1975 a Nizza vinse i 200 m in Coppa Europa.

Dopo alcune prestazioni deludenti, nel 1976 Mennea decise di saltare i Giochi olimpici, ma il pubblico italiano protestò e Mennea andò a Montréal. Riuscì a qualificarsi per la finale dei 200 m, ma vide l’oro finire nelle mani del giamaicano Don Quarrie, mentre lui finì ai piedi del podio, quarto. Lo stesso risultato, mancando di poco il bronzo, venne raggiunto nella staffetta 4×100 metri. Nel1978, a Praga, difese con successo il suo titolo europeo dei 200 m, ma mostrò le sue doti anche sulla distanza più breve, ugualmente vinta. In quell’anno si aggiudicò anche l’oro nei 400 metri piani agli Europei indoor.

Nel 1979 Mennea, studente di scienze politiche, prese parte alle Universiadi che si disputavano sulla pista di Città del Messico. Il tempo di 19″72 con cui vinse i 200 metri piani costituì il nuovo record mondiale: esso resistette per quasi 17 anni, fino ai trials statunitensi per i Giochi olimpici del 1996, quando Michael Johnson fermò il cronometro sul tempo di 19″66. In Messico ottenne pure il record europeo dei 100 metri con 10″01, tempo che ha rappresentato il record italiano fino al 22 giugno 2018 quando venne migliorato da Filippo Tortu. Mennea detenne anche la miglior prestazione mondiale a livello del mare dal 1980 al 1983, con 19″96, tempo stabilito nella sua città natale, Barletta. Sempre nel 1979 a Torino vinse i 100 m in Coppa Europa.

In quanto detentore del primato mondiale, Mennea era senz’altro uno dei favoriti per l’oro olimpico a Mosca nei Giochi olimpici del 1980, ai quali il barlettano poté partecipare poiché non fece parte di alcun corpo militare. Nella finale dei 200 m, Mennea affrontò, tra gli altri, il campione uscente Don Quarrie e il campione dei 100 m Allan Wells. Wells, in settima corsia, sorpassò subito Mennea, che gli correva a fianco in ottava corsia, e sembrò dirigersi verso una vittoria netta ma Mennea lo rimontò sul rettilineo e lo sopravanzò negli ultimi metri, aggiudicandosi l’oro per 2 centesimi di secondo; il barlettano vinse anche il bronzo con la staffetta 4×400 metri. Nel 1981 annunciò il suo ritiro concedendosi più tempo per lo studio. Successivamente ritornò sui suoi passi e l’anno dopo prese parte agli Europei gareggiando però solo nella 4×100 m in cui arrivò quarto.

Il 22 marzo 1983 stabilì la miglior prestazione mondiale (manuale) dei 150 metri piani, con 14″8 sulla pista dello stadio di Cassino: questo primato è ancora imbattuto, in quanto il tempo di 14″35, stabilito il 17 maggio 2009 da Usain Bolt a Manchester, è stato ottenuto su pista rettilinea.

Successivamente partecipò alla prima edizione dei Campionati mondiali che si svolse ad Helsinki dove vinse la medaglia di bronzo nei 200 m e quella d’argento con la staffetta 4×100 m. Un anno dopo, scese in pista nella sua quarta finale olimpica consecutiva dei 200 m piani, primo atleta al mondo a compiere tale impresa. In quest’occasione terminò al settimo posto e, a fine stagione, si ritirò dalle competizioni per la seconda volta.

Ancora una volta, Mennea fece il suo ritorno alle gare e gareggiò nelle sue quinte Olimpiadi a Seul nel 1988, sempre nei 200 metri, dove si ritirò dopo aver superato il primo turno delle batterie. In quest’edizione dei Giochi fu alfiere portabandiera della squadra azzurra durante la cerimonia d’apertura.

In un’intervista al quotidiano italiano La Repubblica del 1987, ha detto che nel 1984, durante i Giochi olimpici di Los Angeles 1984, un fisioterapista americano, il professor Kerr, gli propose un trattamento di doping. Tornato in Italia si sottopose a due iniezioni di ormone della crescita umana (somatotropina), ma la crisi di coscienza che ne scaturì fu tale da indurlo a ritirarsi dall’attività agonistica: «Ho capito che nella mia vita stavo cercando tutto tranne che quello». Anche se l’uso di tale sostanza è vietato nelle competizioni odierne, non lo era all’epoca per i regolamenti della IAAF. Dal punto di vista tecnico Mennea (come in seguito Carl Lewis) aveva una partenza dai blocchi relativamente lenta ma progressivamente accelerava riuscendo a raggiungere velocità di punta superiori a qualunque atleta. Questa partenza lenta ha relativamente penalizzato le sue prestazioni sui 100 metri (dove comunque ha primeggiato a livello europeo), mentre le gare sui 200 si concludevano spesso con rimonte ai limiti del prodigioso (come la finale dei Giochi olimpici di Mosca). Sempre grazie alla sua eccezionale velocità di punta le ultime frazioni e le relative rimonte di Mennea nella 4×100 m (nelle quali partiva lanciato) erano impressionanti per la superiorità sugli altri atleti.

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1.50 inviandomi una richiesta alla email: [email protected]

Ti potrebbe interessare anche...