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POSTE ITALIANE 62^ emissione del 19 novembre 2019 di un francobollo dedicato al Prosecco, nel 10° anniversario del riconoscimento DOC

Posted By thecollectibles on Nov 19, 2019 | 0 comments


POSTE ITALIANE 62^ emissione del 19 novembre 2019 di un francobollo dedicato al Prosecco, nel 10° anniversario del riconoscimento DOC

Il Ministero dello Sviluppo ha emesso il 19 novembre 2019 un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “le Eccellenze del sistema produttivo ed economico” dedicato al Prosecco nel 10° anniversario del riconoscimento DOC, relativo al valore della tariffa B, corrispondente ad €1.10.

  • data / date 19 novembre 2019
  • dentellatura / serration 11
  • stampa / printing rotocalcografia
  • tipo di carta / paper type carta patinata gommata, adesiva
  • stampato / printed I.P.Z.S. Roma
  • tiratura / edition 1.000.000
  • fogli / sheet 45
  • dimensioni / dimension 40 x 30 mm
  • costo / price B = € 1,10
  • bozzettista/ designer a cura del Consorzio di tutela della Denominazione di Origine Controllata Prosecco e ottimizzato dal Centro Filatelico della Direzione Operativa dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.
  • num. catalogo/catalog num. Michel YT UN

Il Prosecco è un vino bianco a Denominazione di Origine Controllata prodotto in Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Divenuto noto negli anni novanta come Prosecco IGT (indicazione geografica tipica), ha conseguito nel 2009 la denominazione di origine controllata (DOC).

Alcune storiche denominazioni di questo vino hanno assunto il marchio DOCG (Montello e Colli Asolani prosecco, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene).

Il prosecco è il vino italiano più esportato all’estero. Nel 2014 ha superato per la prima volta lo Champagne per numero di bottiglie vendute nel mondo.

Dal 2019 le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono inserite nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Storia

In antichità veniva decantato il vino pucino, celebrato da Plinio nella sua Naturalis historia e prediletto per le sue doti medicinali da Livia, moglie dell’imperatore Augusto.

Ai primi del Cinquecento a Trieste, per dare maggiore visibilità al principale prodotto locale, la ribolla, si dichiarò che questa fosse la naturale erede proprio del pucino, che la città di Trieste inviava annualmente nella quantità di cento anfore alla casa d’Asburgo, a partire dall’atto di dedizione del 1382. Ciò derivò dalla necessità di distinguere la ribolla triestina dagli altri vini dallo stesso nome, prodotti nel Goriziano e a costi inferiori in Istria. Venne quindi definita una precisa caratterizzazione geografica, suggerita dall’identificazione del luogo di produzione dell’antichità, il castellum nobile vino Pucinum con il Castello di Prosecco, nei pressi della località di Prosecco.

Il vitigno, vero elemento caratterizzante del Prosecco delle origini, si diffuse prima nel Goriziano, poi – tramite Venezia – in Dalmazia, a Vicenza e nel Trevigiano. Col passare dei secoli, la produzione nella zona d’origine andò scemando, mentre conobbe un sempre maggiore sviluppo proprio nelle zone dell’attuale provincia di Treviso e segnatamente fra le colline di Conegliano, Asolo e Valdobbiadene.

Il termine “Prosecco”, così come lo conosciamo, compare per la prima volta nel poemetto Il Roccolo Ditirambo, scritto nel 1754 da Valeriano Canati sotto lo pseudonimo di Aureliano Acanti: “(…) Ed or ora immollarmi voglio il becco con quel melaromatico Prosecco….”.

Il riconoscimento della DOC “Prosecco” e delle DOCG “Conegliano Valdobbiadene” e “Asolo”

Abbandonata completamente la produzione del Prosecco dai viticoltori del Carso triestino e del Collio friulano, essa si sviluppò invece lungo le colline venete, in particolare nella provincia di Treviso (zone di Valdobbiadene, Conegliano ed Asolo). Lo straordinario successo ottenuto dal Prosecco a partire dal secondo dopoguerra ha pure creato una serie di tentativi di imitazione: vini denominati “Prosecco” sono stati prodotti in Sudamerica (“Prosecco Garibaldi” in Brasile), in Croazia (“Prošek”), in Australia (“Prosecco Vintage”) eccetera. Diventando quindi urgente una regolamentazione legislativa che arginasse il fenomeno ed essendo vietato dalle norme internazionali proteggere il nome di un vitigno (era invalso infatti l’uso di chiamare “Prosecco” il vitigno produttore del vino), si rese necessario ricollegare la produzione veneta col nome della località originaria del Prosecco, e cioè la località omonima presso Trieste, nel contempo ripristinando gli antichi nomi – “Glera” e “Glera lunga” – dei vitigni. Si decise quindi di creare un’area di produzione contigua costituita dalle province del Veneto e del Friuli Venezia Giulia ove il vitigno era autorizzato o era stato avviato il procedimento autorizzativo. L’iter venne concluso il 17 luglio 2009, con la promulgazione del decreto di riconoscimento della DOC “Prosecco”, delle due DOCG “Conegliano Valdobbiadene – Prosecco” e “Colli Asolani – Prosecco” (o “Asolo – Prosecco”) e del relativo disciplinare di produzione. La riorganizzazione di tutta la produzione ha avuto luogo a partire dalla vendemmia iniziata il 1º agosto 2009.

Quando si parla di Prosecco occorre quindi distinguere le seguenti aree di produzione coi relativi prodotti:

  • Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e Asolo Prosecco DOCG (le 2 denominazioni delle colline trevigiane) che per la tipologia spumante possono fregiarsi della menzione Superiore;
  • Prosecco DOC (prodotto in tutto il Friuli Venezia Giulia e in 5 province del Veneto).

Area di produzione e dati di vendita

Il Prosecco viene prodotto per l’80% circa del totale nelle province del Veneto, escluse Rovigo e Verona, e per il 20% circa nelle province del Friuli-Venezia Giulia. All’interno di questo territorio, nella zona collinare trevigiana, ci sono anche due DOCG per la produzione del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene e del Colli Asolani-Prosecco. Negli anni s’è imposto fra le varie tipologie di prosecco il Cartizze, prodotto in una ristretta area di 106 ettari in una zona omonima, compresa all’interno di una frazione del comune di Valdobbiadene. Secondo il disciplinare, la produzione delle varianti “spumante” o “frizzante” è peraltro possibile anche in aree diverse da quelle di produzione delle uve, laddove esiste una tradizione di tali pratiche: pertanto il Prosecco continua ad essere prodotto anche in Piemonte.

Il Prosecco ha conosciuto un vero e proprio boom a partire dagli anni ’90 del XX secolo, con un’impennata tra il 2005 e il 2010. Alla produzione sono dedicate oltre 8000 cantine vitivinicole e 269 case spumantistiche, che immettono sul mercato oltre 330 milioni di bottiglie all’anno – in buona parte esportate – per un giro d’affari complessivo superiore ai 3 miliardi di euro. Nel 2013 le vendite nel mondo hanno superato per la prima volta quelle dello champagne. Occorre sottolineare che si tratta però di due prodotti molto diversi (accomunati dal solo essere spumanti) per caratteristiche sensoriali, metodologia produttiva, uvaggio e, soprattutto, prezzi di vendita: infatti, lo Champagne nello stesso anno ha registrato un giro d’affari ben superiore (4,3 miliardi di euro).

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di €1.50. Inviami una richiesta alla email: [email protected]

POSTE ITALIANE 62 ^ issue of 19 November 2019 of a stamp dedicated to Prosecco, on the 10th anniversary of the DOC recognition

Prosecco is a white wine with Denomination of Controlled Origin produced in Veneto and Friuli-Venezia Giulia. It became known in the nineties as Prosecco IGT (typical geographical indication), and in 2009 it obtained the denomination of controlled origin (DOC).

Some historical denominations of this wine have taken the DOCG mark (Montello and Colli Asolani prosecco, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene).

Prosecco is the most exported Italian wine abroad. In 2014 it surpassed Champagne for the first time in the number of bottles sold in the world.

From 2019 the Hills of Prosecco di Conegliano and Valdobbiadene are included in the list of UNESCO World Heritage Sites.

History

In ancient times the pucino wine was praised, celebrated by Pliny in his Naturalis historia and favored for his medicinal gifts by Livia, wife of the emperor Augustus.

At the beginning of the sixteenth century in Trieste, to give greater visibility to the main local product, the ribolla, it was declared that this was the natural heir of the Pucino, which the city of Trieste sent annually in the quantity of one hundred amphorae to the house of Habsburg, starting from the act of dedication in 1382. This stemmed from the need to distinguish the Trieste ribolla from other wines of the same name, produced in the Gorizia region and at lower costs in Istria. A precise geographical characterization was then defined, suggested by the identification of the place of production of antiquity, the castellum nobile vino Pucinum with the Castle of Prosecco, near the town of Prosecco.

The grape, a true characterizing element of the Prosecco of the origins, first spread in the Goriška area, then – through Venice – in Dalmatia, Vicenza and Treviso. As the centuries passed, production in the area of ​​origin declined, while it experienced ever greater development in the areas of the present province of Treviso and in particular in the hills of Conegliano, Asolo and Valdobbiadene.

The term “Prosecco”, as we know it, appears for the first time in the poem Il Roccolo Ditirambo, written in 1754 by Valeriano Canati under the pseudonym of Aureliano Acanti: “(…) And now I am immortalizing myself, I want the beak with that melaromatico Prosecco …. “.

The recognition of the DOC “Prosecco” and the DOCG “Conegliano Valdobbiadene” and “Asolo

Completely abandoned the production of Prosecco by the winemakers of the Trieste Karst and the Friulian Collio, it developed instead along the Venetian hills, particularly in the province of Treviso (areas of Valdobbiadene, Conegliano and Asolo). The extraordinary success obtained by Prosecco since the second post-war period has also created a series of attempts at imitation: wines called “Prosecco” have been produced in South America (“Prosecco Garibaldi” in Brazil), in Croatia (“Prošek”), in Australia (“Prosecco Vintage”) etc. Thus becoming a legislative regulation urging to limit the phenomenon and being forbidden by international rules to protect the name of a vine (it was in fact the use to call “Prosecco” the vine producing wine), it was necessary to reconnect Veneto production with the name of the original town of Prosecco, that is the town of the same name near Trieste, at the same time restoring the ancient names – “Glera” and “Glera lunga” – of the vines. It was therefore decided to create a contiguous production area consisting of the provinces of Veneto and Friuli Venezia Giulia where the vine was authorized or the authorization procedure had been started. The process was concluded on 17 July 2009, with the promulgation of the decree of recognition of the DOC “Prosecco”, of the two DOCG “Conegliano Valdobbiadene – Prosecco” and “Colli Asolani – Prosecco” (or “Asolo – Prosecco”) and of the relative production disciplinary. The reorganization of all production took place starting from the harvest which began on 1 August 2009.

When talking about Prosecco it is therefore necessary to distinguish the following production areas with the related products:

• Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG and Asolo Prosecco DOCG (the two denominations of the Treviso hills) which, due to the sparkling wine typology, can boast the Superiore mention;

• Prosecco DOC (produced throughout Friuli Venezia Giulia and in 5 provinces of Veneto).

Production area and sales data

Prosecco is produced for about 80% of the total in the provinces of Veneto, excluding Rovigo and Verona, and about 20% in the provinces of Friuli-Venezia Giulia. Within this area, in the Treviso hills, there are also two DOCGs for the production of Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene and Colli Asolani-Prosecco. Over the years it has established itself among the various types of Prosecco Cartizze, produced in a restricted area of ​​106 hectares in an area of ​​the same name, included within a fraction of the municipality of Valdobbiadene. According to the disciplinary, the production of the “spumante” or “sparkling” variants is also possible in areas other than those used to produce the grapes, where there is a tradition of such practices: therefore Prosecco continues to be produced also in Piedmont.

Prosecco has experienced a real boom since the 1990s, with a surge between 2005 and 2010. Over 8000 wine cellars and 269 sparkling wine houses are dedicated to the production, placing over 330 million on the market of bottles per year – mostly exported – for a total turnover of over 3 billion euros. In 2013, sales in the world exceeded those of champagne for the first time. It should be emphasized, however, that these are two very different products (united by the only being sparkling wines) for sensory characteristics, production method, blending and, above all, selling prices: in fact, Champagne in the same year registered a much higher turnover (4.3 billion euros).

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