31^ EMISSIONE 2023, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del 14 giugno, di un francobollo commemorativo di PASQUALE SARACENO, nel 120° anniversario della nascita

31^ EMISSIONE 2023, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del 14 giugno, di un francobollo commemorativo di PASQUALE SARACENO, nel 120° anniversario della nascita, dal valore indicato in B, corrispondente ad €1.20

  • dentellatura:  11  effettuata con fustellatura
  • dimensioni francobollo: 30 x 40 mm.
  • stampa: in rotocalcografia
  • tipo di cartabianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente; grammatura: 90 g/mq; supporto: carta bianca, Kraft monosiliconata da 80 g/mq; adesivo: tipo acrilico ad acqua, distribuito in quantità di 20 g/mq (secco)
  • stampato: I.P.Z.S. Roma
  • tiratura: 270.000
  • valoreB
  • colori: due
  • bozzettistaC. Giusto
  • num. catalogo francobollo: Michel _4534_ YT _4294 SANS 3952___
  • Il francobollo: il francobollo raffigura un ritratto di Pasquale Saraceno su cui si incastona il logo della SVIMEZ, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno che l’economista italiano fondò nel 1946 insieme all’allora Ministro dell’Industria Rodolfo Morandi. Completano il francobollo la legenda “PASQUALE SARACENO”, le date “1903 – 1991”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1,80; basta inviare una richiesta alla email: protofilia1@gmail.com

Pasquale Saraceno (Morbegno, 14 giugno 1903 – Roma, 13 maggio 1991) è stato un economista italiano.

Biografia

Nato a Morbegno (Sondrio) da padre siciliano e madre campana. Laureato nel 1929 presso l’Università commerciale Luigi Bocconi, allievo di Gino Zappa, è stato docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e in quella di Venezia. Fu uno dei maggiori meridionalisti cattolici.

Consulente del conterraneo ministro Ezio Vanoni e di altri ministri democristiani, sostenitore della programmazione tramite l’IRI presso cui fu assunto nel 1933, influenzò la politica di intervento nel Mezzogiorno.

Nel luglio del 1943 prese parte ai lavori che portarono alla redazione del Codice di Camaldoli, un documento programmatico, stilato da esponenti delle forze cattoliche italiane, che ispirò la politica economica della Democrazia Cristiana.

Dopo aver fondato nel 1946 l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (Svimez), fu tra i più convinti sostenitori della costituzione della Cassa del Mezzogiorno. Saraceno non negava la validità dell’economia di mercato, ma riteneva che questa non fosse capace da sola di correggere gli squilibri socio economici sorti in seguito al passaggio da un’economia semiautarchica a una di mercato. Per questo era necessaria la creazione di aziende pubbliche di produzione che sostituissero o integrassero l’iniziativa privata.

È stato anche rappresentante italiano nella Commissione Economica per l’Europa e Consigliere della Banca europea degli investimenti. Si è interessato dei problemi relativi alla produzione industriale come attesta il conferimento del Premio Marzotto 1967 al suo libro La produzione industriale.

Tra i suoi allievi si ricordano Antonio Confalonieri e Sergio Vaccà.

Fra le sue opere di maggior interesse: L’Italia verso la piena occupazioneLo Stato e l’economiaLa questione meridionale nella ricostruzione post-bellica, e insieme a Lucio Villari, Intervista sulla ricostruzione 1943-1953(articolo estrapolato dal sito Wikipedia).

Testo bollettino

Nord e Sud del Paese convivono in Pasquale Saraceno sin dalla sua nascita, il 14 giugno 1903, a Morbegno, in Valtellina. I suoi genitori, Francesco e Orsola Lombardo, sono, infatti, meridionali: lui siciliano e lei campana. Dopo la morte del padre, nel 1918, Saraceno comincia a lavorare alla Banca Commerciale Italiana, ma continua a studiare seguendo corsi serali e, nel 1924, si iscrive all’Università Bocconi. È a Milano che incontra Donato Menichella, il quale, impressionato dalle capacità del giovane, nel 1933 lo porta all’IRI, dove rimarrà con incarichi apicali sino alla fine degli anni Sessanta e di cui, successivamente, sarà consulente.

Entrato in contatto con intellettuali cattolici impegnati sui temi del rapporto tra Stato ed economia, Saraceno è tra gli autori del Codice di Camaldoli e, nell’immediato dopoguerra, comincia una stagione di diretto impegno nell’arena pubblica. Nel dicembre del 1944 consegna al Ministro dell’Industria Giovanni Gronchi il Piano di primo aiuto, in cui mette in luce i problemi dell’industria italiana e che sarà poi aggiornato più volte, anche come base per gli aiuti del Piano Marshall. È in quel tempo che è tra i fondatori, nel 1946, della Svimez, Associazione per lo sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno: un centro di pensiero che, guidato da Rodolfo Morandi e dallo stesso Saraceno, ispira le politiche di sviluppo di quegli anni e la nascita dell’intervento pubblico nel Mezzogiorno.

Saraceno – che lungo tutta la sua vita insegnò nelle Università Cattolica di Milano e Ca’ Foscari di Venezia, formando generazioni di studiosi – è uno degli intellettuali dell’economia più influenti del suo tempo. Nel 1948, per conto del Comitato interministeriale per la ricostruzione, realizza studi economici per l’attuazione del Piano Marshall. Negli stessi anni contribuisce all’avvio della CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio), dell’OECE (Organizzazione europea di cooperazione economica) ed è tra gli estensori del Protocollo sul Mezzogiorno contenuto nel Trattato di Roma. Successivamente ispira l’ampliamento dell’ambito di azione della Cassa agli investimenti nel settore industriale; rivolge la sua attenzione al tema del capitale umano e promuove, insieme al Ministro Giulio Pastore, il Formez (Centro di formazione e studi per il Mezzogiorno); contribuisce in maniera determinante allo Schema di sviluppo dell’occupazione e del reddito in Italia nel decennio 1955-64, il c.d. Piano Vanoni.

Nel 1962 è Vicepresidente della Commissione nazionale per la programmazione economica e collabora alla “Nota aggiuntiva” del Ministro La Malfa. Nel 1970 diviene Presidente della Svimez, dopo esserne stato per anni Vicepresidente. Da quella postazione osserva l’epilogo dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno: con lucidità continua a valutare l’intervento pubblico ed a portare la “questione industriale” ed il suo intrecciarsi con quella meridionale, al centro del dibattito. Sino al termine della sua vita, il 13 maggio 1991, a Roma.

Adriano Giannola

Presidente della Svimez

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1,80; basta inviare una richiesta alla email: protofilia1@gmail.com

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