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POSTE ITALIANE 48^ emissione del 02 Ottobre 2019 di TRE francobolli dedicati ai cantautori italiani: Lucio Dalla, Pino Daniele e Giorgio Gaber.

Posted By thecollectibles on Ott 2, 2019 | 0 comments


POSTE ITALIANE 48^ emissione del 02 Ottobre 2019 di TRE francobolli dedicati ai cantautori italiani: Lucio Dalla, Pino Daniele e Giorgio Gaber.

Il Ministero ha emesso il 2 ottobre 2019 tre francobolli ordinari appartenenti alla serie tematica “LE ECCELLENZE ITALIANE DELLO SPETTACOLO” dedicati a Lucio Dalla, Pino Daniele e Giorgio Gaber, relativi al valore della tariffa B, corrispondente ad € 1.10 ognuno.

  • data / date 02 Ottobre 2019
  • dentellatura / serration 11
  • stampa / printing fustellatura/rotocalco
  • tipo di carta / paper type bianca patinata neutra
  • stampato / printed I.P.Z.S. Roma
  • tiratura / edition 800.000
  • fogli / sheet 45
  • dimensioni / dimension 30 x 40 mm
  • costo / price B = € 1,10
  • bozzettista/ designer Trinca per il francobollo dedicato a Lucio Dalla, Gaetano Ieluzzo per il francobollo dedicato a Pino Daniele e a cura del Centro Filatelico della Direzione Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. per il francobollo dedicato a Giorgio Gaber .

Lucio Dalla nasce a Bologna il giorno 4 marzo 1943 e comincia a suonare sin da giovane. A quattordici anni passa dalla fisarmonica al clarino. Trasferitosi a Roma, entra a far parte d’un complesso, la Second Roman New Orleans Jazz Band. Nel 1960 si esibisce con il gruppo musicale i “Flipper”. La svolta avviene nel 1963 quando al Cantagiro, Gino Paoli si offre come produttore. Nel 1964 approda alla scuderia discografica Rca. Incide “Lei” e “Ma questa sera”, ma senza successo.

Lucio Dalla debutta nel 1966 al Festival di Sanremo con “Paff…Bum”, in coppia con i “Yardbirds” di Jeff Beck. Nel 1967 è la spalla di Jimi Hendrix nel concerto al Piper di Milano. Esce il suo primo album “1999” (1966). Seguono “Terra di Gaibola” (1970, con “Occhi di ragazza” di Gianni Morandi) e nel 1971 “Storie di casa mia”, contenente canzoni quali “Il gigante e la bambina”, “Itaca”, “La casa in riva al mare”.

 Dal 1974 al 1977 collabora con il poeta bolognese Roberto Roversi, orientando la sua produzione verso contenuti civili. Insieme creano tre album significativi: “Il giorno aveva cinque teste”, “Anidride solforosa” e “Automobili”.

Nel 1977, sciolto il sodalizio con Roversi, diventa paroliere di se stesso. Scrive “Com’è profondo il mare”, a cui fa seguito nel 1978 “Lucio Dalla”. Il disco contiene classici quali “Anna e Marco” e “L’anno che verrà”.

Gli anni Ottanta per l’artista bolognese rappresentano un decennio ricco di consensi popolari e record di vendite. Fondamentali gli anni 1979 e 1981. Alla fine del 1981, il complesso di Lucio Dalla decide di intraprendere una carriera parallela, ufficializzando con l’uscita di un 45 giri, la nascita degli Stadio. Il nome della band – come ricordato da Gaetano Curreri – ha avuto origine nella tournée di Banana Republic, durante le estenuanti prove giornaliere, che avevano sempre come teatro all’aperto proprio uno stadio; da lì, la scelta del nome. Nel 1982 la neonata band pubblica un LP da sei tracce, con alcuni testi firmati dall’autore bolognese tra cui Un fiore per Hal (parte I e II), dove Dalla canta assieme al chitarrista Ricky Portera. Al contempo, l’attore e regista Carlo Verdone decide di dedicare al cantautore bolognese il proprio film Borotalco, dove una ragazza, interpretata da Eleonora Giorgi, cerca in tutti i modi di conoscere Lucio Dalla, suo idolo musicale. Per il lancio del film uscirà la canzone Grande figlio di puttana, presente anche nel primo album degli Stadio, scritta da Lucio Dalla, Gaetano Curreri e Giovanni Pezzoli che varrà ai tre artisti, nello stesso anno, il David di Donatello e il Nastro d’argento per la miglior colonna sonora originale

Nel 1984, Dalla cambia rotta musicale. Abbandonati gli Stadio, inizia a collaborare con Mauro Malavasi,. Nel 1985 torna a lavorare con gli Stadio e nel dicembre dello stesso anno esce Bugie (dove partecipano come batterista e autore Giovanni Pezzoli e come corista Gaetano Curreri). Trainato dal grande successo di Se io fossi un angelo, registra di nuovo ottimi riscontri di vendite, aggiudicandosi il disco di platino. L’album contiene canzoni romantiche come Chissà se lo sai (su musica di Ron) e Soli io e te.

Si esibisce dal vivo con il collega Francesco De Gregori nel tour Banana Republic (da cui l’omonimo “live”). Seguono nel 1980 “Dalla”, con le stupende “La sera dei miracoli”, “Cara” e “Futura”. Incide nel 1981 “Lucio Dalla (Q Disc)”, “1983” nel 1983 e “Viaggi organizzati” nel 1984.

Nel 1985 esce l’album “Bugie” e nel 1986 “Dallamericaruso”. In questo disco è inclusa la canzone “Caruso”, riconosciuta dalla critica come il capolavoro di Dalla. Vende oltre otto milioni di copie, viene incisa in trenta versioni, tra cui la versione di Luciano Pavarotti. Il brano circola per i paesi di tutto il mondo.

Nel 1988 si forma un’altra accoppiata vincente: Lucio Dalla e Gianni Morandi. Scrivono un album insieme, “Dalla/Morandi”, a cui segue una trionfale tournée nei più affascinanti luoghi d’arte d’Italia mai raggiunti prima d’ora dalla musica leggera.

Nel 1990 in televisione, presenta il suo nuovo brano “Attenti al lupo” e il seguente album “Cambio”. Il disco totalizza quasi 1.400.000 copie vendute. Seguono un prolungato Tour, documentato nel live “Amen” e, nel 1994, l’album “Henna”. Il 1996 segna l’ennesimo successo discografico con l’album “Canzoni”, che supera la cifra di 1.300.000 copie vendute.

Nelle estati del 1998 e 1999 è in concerto, accompagnato dall’Orchestra di Musica Sinfonica di 76 elementi, diretti dal Maestro Beppe D’Onghia. Reinterpreta i suoi brani più famosi, riarrangiati in chiave sinfonica.

Il 9 settembre 1999 pubblica “Ciao”, dopo esattamente trentatré anni di distanza dal suo primo album che si intitolava 1999. L’album contiene undici brani, prodotti ed arrangiati da Mauro Malavasi. La tiltle-track “Ciao” diventa il brano radiofonico dell’estate 1999. L’album conquista il doppio disco di platino.

Il 12 ottobre 2001 esce “Luna Matana”, interamente scritto e realizzato alle Isole Tremiti. Numerosi i camei: Carmen Consoli, Gianluca Grignani e Ron. L’album contiene undici nuove canzoni tra cui il singolo di lancio Siciliano.

Oltre ad essere autore e interprete di canzoni indimenticabili, Dalla è anche un talent scout. A Bologna ha sede la sua etichetta discografica Pressing S.r.l., che ha lanciato gli Stadio, Ron, Luca Carboni,Samuele Bersani e ha permesso la rinascita artistica di Gianni Morandi. Di questa attività fa parte anche il suo lavoro di compositore di musica per film. E’ autore di colonne sonore per i film di Mario Monicelli, Michelangelo Antonioni, Carlo Verdone, Giacomo Campiotti e Michele Placido. Ha anche aperto la galleria d’arte No Code, in Via dei Coltelli a Bologna.

Sconfina nella musica classica in “Pierino e il lupo” di Prokofiev nel 1997. Collabora con il poeta Roberto Roversi. Creano insieme un album di 6 canzoni inedite, non in commercio ma regalato all’Università di Bologna, diventando immediatamente oggetto di collezionismo e di culto.

E’ autore di programmi televisivi di successo: Te vojo bene assaie, Capodanno, RaiUno – Taxi, Rai Tre – S.Patrignano. Non ultimo il programma con Sabrina Ferilli, “La Bella e la Besthia” (2002).

Nel 2008 Lucio Dalla mette in scena “L’opera del Mendicante” di John Gay, interpretata dalla cantante e attrice Angela Baraldi e Peppe Servillo degli Avion Travel. A luglio dello stesso anno presenta l’inno ufficiale della squadra olimpica italiana, intitolato “Un uomo solo può vincere il mondo”, composto per i Giochi Olimpici di Pechino.

Il 10 ottobre 2009 viene trasmesso dalle radio il singolo “Puoi sentirmi?”, che anticipa l’uscita dell’album “Angoli nel cielo”. Il 2010 si apre con la notizia di un concerto insieme di Dalla con Francesco De Gregori, a trent’anni da “Banana Republic”.

A distanza di quarant’anni dalla sua ultima partecipazione, nel febbraio del 2012 torna al Festival di Sanremo, accompagnando il giovane cantautore Pierdavide Carone con il brano “Nanì”, del quale Dalla è co-autore. Pochi giorni più tardi, mentre si trova in tour in a Montreux (Svizzera), il giorno 1 marzo 2012 Lucio Dalla muore improvvisamente, a causa di un infarto. Avrebbe compiuto 69 anni tre giorni dopo.

Se sei interessato all’acquisto del francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1,50. Inviami una richiesta alla email: [email protected]

Lucio Dalla was born in Bologna on 4 March 1943 and started playing since his youth. At the age of fourteen he moved from clarinet to accordion. After moving to Rome, he joined a complex, the Second Roman New Orleans Jazz Band. In 1960 the “Flipper” performed with the musical group. The turning point came in 1963 when at Cantagiro, Gino Paoli offered himself as a producer. In 1964 he arrived at the Rca record company. He records “She” and “But tonight”, but without success.
Lucio Dalla debuts in 1966 at the Sanremo Festival with “Paff … Bum”, paired with Jeff Beck’s “Yardbirds”. In 1967 he was the shoulder of Jimi Hendrix in the concert at the Piper in Milan. His first album “1999” (1966) is released. Followed by “Terra di Gaibola” (1970, with “Occhi di ragazza” by Gianni Morandi) and in 1971 “Storie di casa mia”, containing songs such as “Il gigante e la bambina”, “Itaca”, “The house by the sea”.
 From 1974 to 1977 he collaborated with the Bolognese poet Roberto Roversi, directing his production towards civil contents. Together they create three significant albums: “The day had five heads”, “Sulfur dioxide” and “Cars”.
In 1977, having dissolved the association with Roversi, he became his own lyricist. He writes “Com’è Deep the Sea”, followed by “Lucio Dalla” in 1978. The disc contains classics such as “Anna and Marco” and “The year to come”.
The 80s for the Bolognese artist represent a decade full of popular consents and sales records. The years 1979 and 1981 were fundamental. At the end of 1981, the complex of Lucio Dalla decided to undertake a parallel career, formalizing with the release of a 45 rpm, the birth of the Stadio. The name of the band – as recalled by Gaetano Curreri – originated in the Banana Republic tour, during the grueling daily trials, which always had a stadium as its own outdoor theater; from there, the choice of the name. In 1982 the new band released an LP with six tracks, with some lyrics signed by the Bolognese author including Un fiore per Hal (part I and II), where Dalla sang along with guitarist Ricky Portera. At the same time, the actor and director Carlo Verdone decides to dedicate his film Borotalco to the Bolognese singer, where a girl, played by Eleonora Giorgi, tries in every way to get to know Lucio Dalla, her musical idol. For the launch of the film will be released the song Big son of a bitch, also present in the first album of the Stadio, written by Lucio Dalla, Gaetano Curreri and Giovanni Pezzoli which will be worth to the three artists, in the same year, the David di Donatello and the Nastro d ‘ silver for the best original soundtrack
In 1984, Dalla changes the musical course. After leaving the Stadium, he began working with Mauro Malavasi ,. In 1985 he returns to work with the Stadiums and in December of the same year Bugie comes out (where Giovanni Pezzoli and as singer Gaetano Curreri participate as drummer and author). Driven by the great success of If I were an angel, he registers excellent sales results again, winning the platinum record. The album contains romantic songs like Who knows if you know (based on Ron’s music) and Soli me and you.
He performs live with his colleague Francesco De Gregori on the Banana Republic tour (hence the homonymous “live”). In 1980, “Dalla” followed, with the wonderful “La sera dei miracoli”, “Cara” and “Futura”. In 1981 he recorded “Lucio Dalla (Q Disc)”, “1983” in 1983 and “Journeys organized” in 1984.
In 1985 the album “Bugie” was released and in 1986 “Dallamericaruso”. This record includes the song “Caruso”, recognized by critics as Dalla’s masterpiece. It sells over eight million copies, is recorded in thirty versions, including the version by Luciano Pavarotti. The song circulates for countries around the world.
In 1988 another winning pairing was formed: Lucio Dalla and Gianni Morandi. They write an album together, “Dalla / Morandi”, followed by a triumphant tour of the most fascinating places of art in Italy never before reached by pop music.
In 1990 on television, he presents his new song “Attenti al lupo” and the following album “Cambio”. The record totaled nearly 1,400,000 copies sold. An extended tour follows, documented in the live “Amen” and, in 1994, the album “Henna”. 1996 marks the umpteenth record success with the album “Canzoni”, which exceeds the figure of 1,300,000 copies sold.
In the summers of 1998 and 1999 he is in concert, accompanied by the 76-piece Symphonic Music Orchestra, conducted by Maestro Beppe D’Onghia. He reinterprets his most famous songs, rearranged in a symphonic key.
On September 9, 1999 he released “Ciao”, exactly thirty-three years after his first album called 1999. The album contains eleven songs, produced and arranged by Mauro Malavasi. The tiltle-track “Ciao” becomes the radio song of the summer of 1999. The album conquers the double platinum record.

On 12 October 2001, “Luna Matana” was released, entirely written and produced in the Tremiti Islands. Numerous cameos: Carmen Consoli, Gianluca Grignani and Ron. The album contains eleven new songs including the Sicilian launch single.
Besides being the author and performer of unforgettable songs, Dalla is also a talent scout. His record label Pressing S.r.l., which launched the Stadio, Ron, Luca Carboni, Samuele Bersani and allowed the artistic rebirth of Gianni Morandi is based in Bologna. His work as a film music composer is also part of this activity. He is the author of soundtracks for the films of Mario Monicelli, Michelangelo Antonioni, Carlo Verdone, Giacomo Campiotti and Michele Placido. He also opened the No Code art gallery, in Via dei Coltelli in Bologna.
Defeat in classical music in “Pierino e il lupo” by Prokofiev in 1997. He collaborates with the poet Roberto Roversi. Together they create an album of 6 unreleased songs, not on the market but given to the University of Bologna, immediately becoming the object of collecting and worship.
He is the author of successful television programs: Te vojo bene assaie, New Year, RaiUno – Taxi, Rai Tre – S.Patrignano. Not least the program with Sabrina Ferilli, “La Bella e la Besthia” (2002).
In 2008 Lucio Dalla stages John Gay’s “Opera del Mendicante”, played by singer and actress Angela Baraldi and Peppe Servillo of Avion Travel. In July of the same year he presented the official anthem of the Italian Olympic team, entitled “A single man can win the world”, composed for the Beijing Olympic Games.
On 10 October 2009 the single “Can Sentirmi?” Is broadcast on the radio, which anticipates the release of the album “Angoli nel cielo”. 2010 opens with the news of a concert together with Dalla with Francesco De Gregori, thirty years from “Banana Republic”.
Forty years after his last participation, in February 2012 he returns to the Sanremo Festival, accompanying the young songwriter Pierdavide Carone with the song “Nanì”, of which Dalla is co-author. A few days later, while on tour in Montreux (Switzerland), on 1 March 2012 Lucio Dalla died suddenly, due to a heart attack. He would have turned 69 three days later.

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Pino Daniele, uno dei simboli della musica partenopea e italiana, nasce a Napoli il 19 marzo 1955. Primo di cinque fratelli, si avvicina al mondo della musica molto presto. A soli 14 anni insieme ad altri amici coetanei imbraccia la sua prima chitarra.

Fin dai primissimi anni ’70, insieme ad altri giovani musicisti emergenti, Pino Daniele segue con passione tutto il panorama musicale dell’epoca, cerca di fondere tra loro diversi generi, diversi suoni che possano creare qualcosa di concreto e nuovo.

Dopo aver studiato chitarra prima come autodidatta ed in secondo momento a scuola, comincia ad acquisire esperienza con piccoli gruppi musicali come i “New Jet” formato insieme al suo grande amico Gino Giglio. Il gruppo partecipa a vari eventi musicali di piazza ricevendo i primi consensi di pubblico. Dopo alcuni anni di gavetta e sacrifici, nel 1977 la casa discografica EMI ospita il suo primo disco “Terra mia” che include alcuni brani ancora oggi pietre miliari della sua carriera come “‘Na tazzulella ‘e cafè” e “Napule è”.

Già in questo primo lavoro si nota l’obiettivo di fondere la sua musica con l’arte del Rock e del Blues, creando così un nuovo modo di fare musica da alcuni denominato “sound napoletano”, genere musicale fino a quel momento sconosciuto, anche perché la musica tradizionale napoletana era ancora legata ai classici cantautori del Novecento. Proprio in questi anni Pino Daniele costruisce il suo successo insieme a giovani emergenti della musica partenopea come l’amico percussionista Rosario Jermano, Rino Zurzolo, Tullio De Piscopo e James Senese.

Inizialmente la difficoltà di sfondare è data dal frequente uso del dialetto non facilmente comprensibile a tutti. Nel 1979 però, con l’uscita dell’album omonimo “Pino Daniele” che include la famosissima “Je so pazzo”, comincia ad essere apprezzato da un pubblico più ampio, tanto è vero che Renzo Arbore, sempre attento alla ricerca di giovani emergenti, gli permette di partecipare alla trasmissione radiofonica “Alto gradimento” ed a quella televisiva “L’altra domenica”.

Con il brano “Je so pazzo” partecipa al Festivalbar conquistando un ottimo successo.

La consacrazione arriva con i due album successivi “Nero a metà” del 1980 e “Vai mò” del 1981, epoca in cui brani eccezionali come “Yes I know my way”, “A me me piace ‘o blues” e “Quanno chiove” danno a Daniele la meritata popolarità.

Pino Daniele gira l’Italia con una band di tutto rispetto (James Senese al sax, Toni Esposito alle percussioni, Tullio De Piscopo alla batteria, Joe Amoruso al piano e tastiere, Rino Zurzolo al basso) riempiendo stadi in tutte le maggiori città italiane.

Nel 1982 Pino Daniele affronta nuove musicalità con l’album “Bella ‘mbriana” contaminando la sua musica con diversi ritmi e melodie europee. La collaborazione con il bassista Alphonso Johnson e con Wayne Shorter, session-men di fama internazionale, porta il nome di Pino Daniele ad essere apprezzato anche oltre i confini italiani.

Dopo aver prodotto nel 1983 l’album “Common Ground” per il cantante Richie Havens, fonda una propria etichetta discografica. Nascono così a Formia, cittadina a circa 60 chilometri da Napoli, gli studi di registrazione BAGARIA dove Pino realizza il suo album “Musicante” (1984). Registra poi un doppio album dal vivo dal titolo “Sciò Live”, che raccoglie esperienze diverse in luoghi diversi e che riuscirà a mettere insieme blues, rock, jazz, e il meglio della musica tradizionale napoletana.

Nel 1985 esce “Ferryboat” che viene costruito brano per brano, con la partecipazione di grandi artisti come Gato Barbieri e Steve Gadd. Pino Daniele, ormai consacrato come artista, cerca nuovi suoni e nuove melodie: ci prova con l’album “Bonne Soirèe” nel 1987 che conferma proprio questa voglia di cambiamento.

Nel 1988 esce l’album “Schizzechea with love” con il quale Pino Daniele vince il Premio Tenco. Pino deve poi affrontare gravi problemi di salute, risolti fortunatamente nel migliore dei modi grazie anche all’aiuto di tanti amici come Rosario Jermano e Massimo Troisi. Nel 1989 compone le musiche per il film di Troisi “Le vie del signore sono finite”; per Massimo Troisi aveva già composto la colonna sonora del film “Ricomincio da tre” del 1981. Il connubio tra i due artisti napoletani risulta essere perfetto. Pino nel 1991 realizzerà anche la colonna sonora per il film di Troisi “Pensavo fosse amore invece era un calesse”, dal titolo “Quando”.

Nel 1989 esce l’album “Mascalzone latino” che con il brano “Anna verrà” dedicato all’attrice Anna Magnani ottiene un ottimo successo di pubblico e di critica.

Nel 1990 avviene l’incontro con Mick Goodrick, grande chitarrista jazz americano: insieme danno vita prima all’album “Un uomo in blues” ricordato per i brani “Femmena” e “‘O scarrafone”, e poi “Sotto ‘o sole” nel quale si ritrovano alcune rivisitazioni di vecchi brani e la creazione di due nuovi inediti “Quando” e “‘O ssaje comme fa ‘o core” scritte dall’amico Massimo Troisi.

Nel 1993 nasce “Che Dio ti benedica”: l’album (in cui collaborano Chick Corea e Ralf Towner) ha un grande successo oltre che di pubblico anche di critica e viene rappresentato da Pino in un mitico tour in varie città italiane ed europee.

Pino Daniele inizia un nuovo periodo musicale nel 1995 con la pubblicazione dell’album “Non calpestare i fiori nel deserto” e nel 1997 con “Dimmi cosa succede sulla terra”. In questi due lavori Pino abbandona un po’ il dialetto napoletano collaborando anche con grandi artisti del panorama nazionale come Giorgia, Irene Grandi, gli Almamegretta e Jovanotti.

A 20 anni di distanza dal suo primo album esce l’album “The best of Yes I know my way” che vede una rivisitazione di 13 brani tra i più famosi, più tre inediti: “Amore senza fine”, “Per te” (pezzo strumentale) e “Senza peccato” registrato con la partecipazione dei britannici Simple Minds. In questo album il cambiamento di Pino Daniele è totale, si presenta al grande pubblico anche con un nuovo look, capelli corti, pizzetto e tante cose nuove da dire.

Nel 1999 esce l’album “Come un gelato all’equatore”; nel 2001 festeggia l’uscita del suo ultimo lavoro “Medina” con un mega tour estivo che parte proprio dalla sua città. Il disco vede un ritorno alle origini musicali. Alcuni pezzi scritti in dialetto evidenziano la voglia che Pino ha di proiettarsi verso una musicalità futura rimanendo comunque fortemente attaccato alle origini.

Dopo la positiva esperienza del tour condiviso con altre grandi voci italiane – Eros Ramazzotti e Jovanotti nel 1994 – Pino Daniele organizza nel 2002 una mega tourneè con altri tre grandi della musica italiana: Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e Ron.

Pino Daniele ritorna sulla scena musicale italiana con un nuovo album dal titolo “Pino Daniele Project – Passi D’Autore” nell’aprile del 2004. Nel disco è presente un brano dedicato a Diego Armando Maradona, “Tango della buena suerte”.

In onore alla quasi trentennale carriera di Pino Daniele, alla fine del mese di giugno 2004 esce un album triplo “Pino Daniele Platinum Collection” (EMI) che ripercorre in 53 brani tutta la storia del cantautore.

Muore improvvisamente a causa di un infarto la notte del 4 gennaio 2015, mentre si trovava nella sua casa di Magliano in Toscana.

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Pino Daniele, one of the symbols of Neapolitan and Italian music, was born in Naples on March 19, 1955. The first of five brothers, he approached the world of music very soon. At the age of 14, together with other friends of his age, he plays his first guitar.
Since the early 1970s, along with other young emerging musicians, Pino Daniele has been passionately following the entire musical scene of the time, trying to blend different genres, different sounds that can create something concrete and new.
After having studied guitar first as a self-taught and later in school, he began to gain experience with small musical groups like the “New Jet” formed together with his great friend Gino Giglio. The group participates in various musical events in the square receiving the first public approval. After some years of hard work and sacrifices, in 1977 the record company EMI hosts its first album “Terra mia” which includes some songs still today milestones of his career as “‘Na tazzulella’ e cafè” and “Napule è”.
Already in this first work we note the goal of merging his music with the art of Rock and Blues, thus creating a new way of making music by some called “Neapolitan sound”, a musical genre hitherto unknown, even because traditional Neapolitan music was still linked to the classic twentieth century songwriters. Just in these years Pino Daniele builds his success together with young emerging Neapolitan music such as his percussionist friend Rosario Jermano, Rino Zurzolo, Tullio De Piscopo and James Senese.
Initially the difficulty of breaking through is given by the frequent use of the dialect not easily understood by everyone. In 1979, however, with the release of the homonymous album “Pino Daniele” which includes the famous “Je so pazzo”, it began to be appreciated by a wider audience, so much so that Lorenzo Arbore, always attentive to the search for emerging young people, allows him to participate in the “Alto gradimento” radio show and in the “L’altra domenica” television show.
With the song “Je so pazzo” he participates in the Festivalbar, gaining great success.
The consecration arrives with the two following albums “Nero a half” of 1980 and “Vai mò” of 1981, an era in which exceptional songs like “Yes I know my way”, “To me I like ‘or blues” and “Quanno chiove “they give Daniele the deserved popularity.
Pino Daniele toured Italy with a respectable band (James Senese on sax, Toni Esposito on percussion, Tullio De Piscopo on drums, Joe Amoruso on piano and keyboards, Rino Zurzolo on bass) filling stadiums in all major Italian cities.
In 1982 Pino Daniele faced new musicality with the album “Bella ‘mbriana” contaminating his music with different European rhythms and melodies. The collaboration with the bassist Alphonso Johnson and with Wayne Shorter, internationally renowned session-men, brings the name of Pino Daniele to be appreciated even beyond the Italian borders.
After producing the “Common Ground” album for the singer Richie Havens in 1983, he founded his own record label. Thus the recording studios BAGARIA were born in Formia, a town about 60 kilometers from Naples, where Pino made his album “Musicante” (1984). Then he records a double live album entitled “Sciò Live”, which brings together different experiences in different places and which will bring together blues, rock, jazz, and the best of traditional Neapolitan music.
In 1985 “Ferryboat” was released, which was built piece by piece, with the participation of great artists such as Gato Barbieri and Steve Gadd. Pino Daniele, now consecrated as an artist, looks for new sounds and new melodies: he tries with the album “Bonne Soirèe” in 1987 which confirms this desire for change.
In 1988 he released the album “Schizzechea with love” with which Pino Daniele won the Premio Tenco. Pino must then face serious health problems, fortunately solved in the best way thanks to the help of many friends like Rosario Jermano and Massimo Troisi. In 1989 he composed the music for Troisi’s film “Le vie del signore è finite”; for Massimo Troisi he had already composed the soundtrack of the movie “Ricomincio da tre” of 1981. The union between the two Neapolitan artists turns out to be perfect. In 1991 Pino will also produce the soundtrack for the Troisi film “I thought it was love instead it was a gig”, titled “When”.
In 1989 he released the album “Mascalzone latino” which with the song “Anna will be dedicated to the actress Anna Magnani gets a great success with the public and critics.
In 1990 the meeting took place with Mick Goodrick, great American jazz guitarist: together they give life before to the album “Un uomo in blues” remembered for the songs “Femmena” and “‘O scarrafone”, and then “Sotto’ o sole” in which we find some reinterpretations of old songs and the creation of two new unreleased songs “Quando” and “‘O ssaje comme fa’ o core” written by his friend Massimo Troisi.

In 1993 “Che Dio ti benedica” was born: the album (in which Chick Corea and Ralf Towner collaborate) has a great success as well as a critical audience and is represented by Pino in a mythical tour in various Italian and European cities.
Pino Daniele starts a new musical period in 1995 with the release of the album “Do not trample on flowers in the desert” and in 1997 with “Tell me what happens on earth”. In these two works Pino abandons the Neapolitan dialect a little, also collaborating with great artists on the national scene such as Giorgia, Irene Grandi, the Almamegretta and Jovanotti.
Twenty years after his first album, the album “The best of Yes I know my way” comes out, featuring a reinterpretation of 13 of the most famous tracks, plus three unreleased tracks: “Amore senza fine”, “Per te” ( instrumental piece) and “Without sin” recorded with the participation of the British Simple Minds. In this album the change of Pino Daniele is total, it presents itself to the general public also with a new look, short hair, goatee and many new things to say.
In 1999 he released the album “Like an ice cream at the equator”; in 2001 he celebrates the release of his latest work “Medina” with a mega summer tour that starts right from his city. The disc sees a return to musical origins. Some pieces written in dialect highlight Pino’s desire to project himself towards a future musicality while remaining strongly attached to his origins.
After the positive experience of the tour shared with other great Italian voices – Eros Ramazzotti and Jovanotti in 1994 – Pino Daniele organized in 2002 a mega tourneè with other three great of Italian music: Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia and Ron.
Pino Daniele returns to the Italian music scene with a new album entitled “Pino Daniele Project – Passi D’Autore” in April 2004. The album features a song dedicated to Diego Armando Maradona, “Tango della buena suerte”.
In honor of Pino Daniele’s almost thirty-year career, at the end of June 2004 he released a triple album “Pino Daniele Platinum Collection” (EMI) which traces the entire history of the singer-songwriter in 53 tracks.
He died suddenly of a heart attack on the night of 4 January 2015, while he was at his home in Magliano in Toscana.

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Giorgio Gaberscik, nasce a Milano il giorno 25 gennaio 1939. Adolescente, per curare il braccio sinistro colpito da paralisi, a 15 anni inizia a suonare la chitarra.

Dopo aver conseguito il diploma in ragioneria frequenta la facoltà di Economia e Commercio alla Bocconi pagandosi gli studi con i guadagni provenienti dalle serate in cui suona al Santa Tecla, famoso locale milanese. Conoscerà qui Adriano Celentano, Enzo Jannacci e Mogol; quest’ultimo lo invita alla Ricordi per un’audizione: è lo stesso Ricordi a proporgli di incidere un disco.

Comincia una brillante carriera con “Ciao, ti dirò”, scritta con Luigi Tenco. Sono degli anni successivi le indimenticabili “Non arrossire”, “Le nostre serate”, “Le strade di notte”, “Il Riccardo”, “Trani a gogò”, “La ballata del Cerruti”, “Torpedo blu”, “Barbera e champagne”. Nel 1965 sposa Ombretta Colli. Partecipa inoltre a quattro edizioni del Festival di Sanremo (con “Benzina e cerini”, 1961; “Così felice”, 1964; “Mai mai mai Valentina”, 1966; “E allora dai”, 1967), oltre a condurre vari spettacoli televisivi; nell’edizione 1969 di “Canzonissima” propone “Com’è bella la città”, uno dei primi brani che lasciano intravedere il successivo cambio di passo.

Nello stesso periodo, il Piccolo Teatro di Milano gli offre la possibilità di allestire un recital, “Il signor G”, il primo di una lunga serie di spettacoli musicali portati in teatro che alternando canzoni a monologhi trasportano lo spettatore in una atmosfera che sa di sociale, politica, amore, sofferenza e speranza, il tutto condito con un’ironia tutta particolare, che smuove risate ma anche la coscienza.

«Credo che il pubblico mi riconosca una certa onesta’ intellettuale. Non sono ne’ un filosofo ne’ un politico, ma una persona che si sforza di restituire, sotto forma di spettacolo, le percezioni, gli umori, i segnali che avverte nell’aria.»

– Far finta di essere sani (1972) – Libertà obbligatoria” (1976) – Polli d’allevamento (1978) – Il grigio (1989) – E pensare che c’era il pensiero (1995) – Un’idiozia conquistata a fatica (1998) sono i suoi lavori più significativi.

Dopo gli album dedicati esclusivamente alla registrazione integrale dei suoi spettacoli, torna al mercato discografico ufficiale con l’album “La mia generazione ha perso” (2001) che include il singolo “Destra-Sinistra”: ironico, con le solite graffianti insinuazioni, è un brano decisamente attuale, visto il periodo pre-elettorale in cui esce.

Scompare il giorno 1 gennaio del 2003, all’età di 63 anni, stroncato da una lunga malattia nella sua villa di Montemagno a Versilia, dove si era recato per trascorrere il Natale accanto alla moglie e alla figlia Dalia.

Il 24 gennaio dello stesso anno uscirà, quasi come un testamento artistico, “Io non mi sento italiano”, l’ultimo lavoro dell’indimenticabile artista.

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Giorgio Gaberscik, was born in Milan on 25 January 1939. As an adolescent, to cure his left arm affected by paralysis, at 15 he started playing guitar.
After graduating in accounting, he attended the Faculty of Economics and Commerce at Bocconi, paying for his studies with earnings from the evenings when he played at Santa Tecla, a famous Milanese venue. Here you will meet Adriano Celentano, Enzo Jannacci and Mogol; the latter invites him to the Ricordi for an audition: Ricordi himself proposes to him to record a record.
He starts a brilliant career with “Ciao, ti dirò”, written with Luigi Tenco. In the following years the unforgettable “Non arrossire”, “Our evenings”, “The streets at night”, “Il Rccardo”, “Trani a gogò”, “La ballata del Cerruti”, “Torpedo blu”, “Barbera and Champagne”.
In 1965 he married Ombretta Colli. He also participates in four editions of the Sanremo Festival (with “Benzina e cerini”, 1961; “Così felice”, 1964; “Mai mai mai mai Valentina”, 1966; “Then come on”, 1967), in addition to conducting various TV shows ; in the 1969 edition of “Canzonissima” proposes “Com’è bella la città”, one of the first tracks that allow a glimpse of the next change of pace.
In the same period, the Piccolo Teatro di Milano offers him the possibility of setting up a recital, “Il signor G”, the first of a long series of musical performances brought to the theater that alternating songs with monologues transport the spectator into an atmosphere that smacks of social, political, love, suffering and hope, all seasoned with a very special irony, which stirs laughter but also conscience.
“I think the public recognizes me as a certain intellectual honesty. I am neither a philosopher nor a politician, but a person who strives to give back, in the form of a show, the perceptions, the moods, the signals he feels in the air. “

  • Pretending to be healthy (1972)
  • Compulsory freedom “(1976)
  • Farmed chickens (1978)
  • Il grigio (1989)
  • And to think that there was thought (1995)
  • An idiocically conquered idiocy (1998)
    are his most significant works.
    After the albums dedicated exclusively to the complete recording of his shows, he returns to the official recording market with the album “My generation has lost” (2001) which includes the single “Destra-Sinistra”: ironic, with the usual biting insinuations, it is a very current track, given the pre-election period in which it comes out.
    He died on 1 January 2003, at the age of 63, struck down by a long illness at his villa in Montemagno in Versilia, where he had gone to spend Christmas next to his wife and daughter Dalia.
    On January 24th of the same year, “I don’t feel Italian”, the last work of the unforgettable artist, will be released, almost like an artistic testament.

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