M.I.S.E. 83^ EMISSIONE di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica ” le Eccellenze dello Spettacolo” dedicato a Bud Spencer

Il Ministero dello Sviluppo Economico, emette il 29 ottobre 2021, distribuito dalle Poste Italiane, un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica ” le Eccellenze dello Spettacolo” dedicato a Bud Spencer, con indicazione tariffaria B, corrispondente ad €1,10.

  • data: 30 ottobre 2021
  • dentellatura: 11
  • dimensioni francobollo: 30 x 40 mm
  • stampa: rotocalcografia
  • tipo di cartacarta bianca, patinata gommata, autoadesiva, non fluorescente
  • colori: sei
  • stampato: I.P.Z.S. Roma
  • tiratura: 300.000
  • valoreB = €1.10
  • bozzettista Bozzetto a cura del Centro Filatelico della Direzione Operativa dell’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato SpA.
  • num. catalogo francobolloMichel__4362_ YT _______ UNIF _4205_
  • Il francobollo: La vignetta raffigura, entro la stilizzazione di una pellicola cinematografica che caratterizza la serie, un ritratto di Bud Spencer delimitato, in alto, dalla firma autografa dell’attore italiano. Completano il francobollo le leggende “Bud Spencer”, “(Carlo Pedersoli”) e “1929 – 2016”, la scritta “Italia” e l’indicazione tariffaria “B”. Nota: la foto raffigurante Bud Spencer è riprodotta su gentile concessione di Goffredo Lombardo e Giulio Lombardo della casa di produzione cinematografica Titanus.

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1,50 inviandomi una richiesta alla mia email: [email protected]

Bud Spencer, pseudonimo di Carlo Pedersoli (Napoli, 31 ottobre 1929 – Roma, 27 giugno 2016), è stato un attore, nuotatore, pallanuotista, sceneggiatore e produttore televisivo italiano Ha raggiunto il successo per i suoi film in coppia con Terence Hill e il duo di attori “ha ottenuto fama mondiale e ha attirato milioni di spettatori al cinema”. Il 7 maggio 2010 ha ricevuto il David di Donatello alla carriera. Nel nuoto è stato il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 m stile libero il 19 settembre 1950, e ha vinto più volte i campionati italiani di nuoto nello stile libero e nella staffetta. Ha conseguito la licenza di pilota di linea e di pilota di elicottero. Nel corso degli anni si è impegnato anche a sostenere e finanziare enti di beneficenza per bambini tra cui il Fondo Scholarship Spencer.

Bud Spencer

Biografia

Le origini

Carlo Pedersoli nacque a Napoli il 31 ottobre 1929 in una famiglia benestante, da Rosa Facchetti, di Chiari, e da Alessandro Pedersoli, napoletano di origini bresciane, nel rione di Santa Lucia, precisamente in via Generale Giordano Orsini, al civico 40, come ricorderà più volte, nello stesso palazzo dello scrittore Luciano De Crescenzo. Pochi anni più tardi, il 28 giugno 1934, nacque la sorella minore di Carlo, Vera Pedersoli. Si appassionò a diversi sport, in particolare al nuoto, per il quale dimostrò una grande predisposizione, vincendo subito alcuni premi.

Nel 1940 Pedersoli lasciò Napoli insieme alla famiglia per motivi legati al lavoro del padre e si trasferì a Roma, dove iniziò le scuole superiori ed entrò a far parte di un circolo di nuoto. Dopo essersi diplomato al liceo scientifico con il massimo dei voti, non ancora diciassettenne, si iscrisse al corso di laurea in Chimica presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Nel gennaio del 1947 la famiglia si trasferì nuovamente, questa volta in Sud America, e Pedersoli fu quindi obbligato ad abbandonare gli studi. In Brasile lavorò presso il consolato italiano di Recife.

Carriera sportiva

Pedersoli tornò in Italia verso la fine degli anni quaranta, dopo essere stato tesserato dalla S.S. Lazio Nuoto; si affermò ai campionati italiani di nuoto nello stile libero e nelle staffette miste. Nei cento metri stile libero è entrato nella storia per essere stato il primo italiano a infrangere la barriera del minuto netto: precisamente con il tempo di 59″5 nel 1950 sia a Salsomaggiore in vasca da 25 metri sia a Vienna, primato che avrebbe superato nel 1951 a Genova, con il tempo di 58″9. Nel 1949 esordì in nazionale e l’anno seguente venne convocato per i campionati europei di Vienna dove nuotò in due finali, quinto nei 100 m e quarto con la staffetta 4×200 m.

Nel 1951 ai Giochi del Mediterraneo di Alessandria d’Egitto vinse due medaglie internazionali nel nuoto: secondo sia nei 100 m, sia con la 3×100 metri mista. È stato giocatore di rugby come seconda linea e in gioventù, da dilettante, ha praticato con ottimi risultati anche il pugilato. Nel frattempo ne approfittò per riprendere gli studi e si iscrisse nuovamente all’Università di Roma, trasferendosi al corso di laurea in Giurisprudenza, dando numerosi esami (successivamente, superati i sessant’anni, studiò anche Sociologia “per spronare sua figlia”, dando tre esami, tutti con votazione trenta e lode, senza tuttavia mai laurearsi).

Il suo fisico massiccio e imponente venne tuttavia notato dall’ambiente cinematografico. Il suo esordio avvenne nel 1950 nel film di Camillo Mastrocinque Quel fantasma di mio marito nel ruolo di un nuotatore impegnato in piscina nel salvataggio di una bagnante; poi nella grande produzione hollywoodiana Quo vadis, un peplum del 1951 nel quale impersonò una guardia dell’Impero romano. In seguito continuò occasionalmente a recitare in piccole parti, la più nota delle quali fu quella nel film di Mario Monicelli Un eroe dei nostri tempi, che lo vide contrapposto ad Alberto Sordi nei panni di Fernando, fidanzato manesco e nerboruto della giovane Marcella (interpretata da Giovanna Ralli). Nel 1954 figurò, insieme a Raf Vallone, tra gli interpreti di Siluri umani, film di guerra che rievoca alcuni aspetti particolari della guerra sul mare.

Contemporaneamente gareggiò per i colori italiani ai Giochi della XV Olimpiade di Helsinki nel 1952 la gara dei 100 m stile libero, classificandosi al nono posto. Nel 1955 venne convocato ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona come pallanuotista, e in quell’occasione vinse con la nazionale la medaglia d’oro. Nello stesso anno conquistò con la Lazio il campionato nazionale indoor. L’anno dopo partecipò ai Giochi della XVI Olimpiade a Melbourne in cui nei 100 m stile libero giunse ancora fino alla semifinale. Dopo i Giochi olimpici, insieme ad altri promettenti atleti, venne invitato alla Yale University, dove trascorse alcuni mesi negli Stati Uniti, ottenendo il suo record personale nei 100 m stile libero.

Carriera cinematografica e televisiva

Dopo le Olimpiadi di Melbourne Pedersoli decise di dare una svolta alla sua vita e ritornò in Sud America, luogo cui era rimasto legato. Per nove mesi lavorò alle dipendenze di un’impresa statunitense impegnata nella costruzione della strada di collegamento tra Panama e Buenos Aires (la celebre Panamericana), nel tratto tra il Venezuela e la Colombia. Dirà più tardi che quella vita tanto dura gli fece “ritrovare se stesso, nei limiti e nelle potenzialità”. Conclusa questa esperienza passò alle dipendenze dell’Alfa Romeo di Caracas, nella quale lavorò fino al 1960 e con cui disputò, come pilota, la Caracas-Maracaibo. Nel frattempo partecipò con la squadra venezuelana di nuoto a numerose gare nazionali e internazionali.

Nello stesso anno tornò a Roma e partecipò alle Olimpiadi di Roma 1960. Il 25 febbraio 1960 presso la chiesa di San Giovanni a Porta Latina sposò Maria Amato, conosciuta ben quindici anni prima. Il padre della moglie era il produttore cinematografico Giuseppe Amato, ma inizialmente Carlo non sembrò interessato al grande schermo; ciò nonostante firmò un contratto con l’etichetta musicale RCA, scrivendo i testi per noti cantanti italiani, come Ornella Vanoni e Nico Fidenco e anche qualche colonna sonora.

L’anno seguente, nel 1961, nacque Giuseppe, il primo figlio, al quale seguì nel 1962 Cristiana. Nel 1964 il suo contratto con la RCA scadde e il suocero morì. La situazione spinse Pedersoli a cambiare attività, diventando un produttore di documentari per la Rai. Nel 1967 Giuseppe Colizzi gli offrì un ruolo in un film che accettò dopo qualche esitazione. Pedersoli raccontò infatti di avere inizialmente rifiutato la parte a causa della paga offerta di solo un milione di lire, di fronte alla sua richiesta di 2 milioni di lire dovuta alle quattro cambiali in scadenza.

Anche il colloquio con il regista non andò particolarmente bene: non si faceva ancora crescere la barba e non sapeva andare a cavallo. Nonostante questo il regista non riuscì a trovare nessuno con la sua struttura fisica, pertanto dopo qualche tempo lo richiamò e gli offrì la parte alle condizioni che Pedersoli aveva richiesto. Sul set conobbe il suo compagno di lavoro, un altro giovane attore con al suo attivo varie pellicole ma in ruoli secondari e sconosciuto al grande pubblico, Mario Girotti, il futuro inseparabile compagno, meglio noto come Terence Hill. Il film Dio perdona… io no! fu la prima pellicola della coppia, diventata poi nel tempo inossidabile per questo genere di produzioni.

Ai due attori venne consigliato, per le presentazioni in locandina, di cambiare i propri nomi, considerati “troppo italiani” per un film western e per fare colpo a livello internazionale; inoltre, questa trovata avrebbe reso più appetitose le opere e i personaggi interpretati. Carlo Pedersoli creò quindi il suo pseudonimo, ovvero Bud Spencer (in omaggio all’attore Spencer Tracy e giocando con ironia sul nome della birra Budweiser, commercializzata in Italia come Bud), la figlia, in un’intervista trasmessa su rai 1 del 18 luglio 2020, dichiara che il nome “Bud”, in inglese “bocciolo” o “germoglio” lo aveva scelto anche come contrapposizione alle sue grandi dimensioni fisiche, mentre Mario Girotti scelse il suo da una lista di venti nomi inventati. Bud e Terence girarono insieme diciotto film, sedici dei quali come coppia protagonista: in Annibale (1959) Bud e Terence (ancora Carlo Pedersoli e Mario Girotti) recitarono infatti in scene separate senza mai incontrarsi sul set, mentre in Il corsaro nero (1971) l’interprete principale fu solo Terence e a Bud venne riservata una parte minore in un ruolo da cattivo.

La notorietà nel mondo e il sodalizio con Terence Hill

Nel 1969 interpretò il ruolo di Mesito nel film “Un esercito di 5 uomini” diretto da Italo Zingarelli e sceneggiato da Dario Argento.

Nel 1970 la coppia girò lo spaghetti-western Lo chiamavano Trinità…, per la regia di E.B. Clucher (pseudonimo di Enzo Barboni), diventato nel tempo un vero e proprio “classico” del cinema, non solo in Italia:[37] in particolare in Germania riscosse un grandissimo successo. L’anno seguente arrivò la consacrazione definitiva con il seguito del film …continuavano a chiamarlo Trinità, sempre con la regia di E.B. Clucher, che riuscì a replicare il successo al botteghino in tutta Europa, elevando Bud e Terence al rango di stelle internazionali.

Bud Spencer sperimentò anche altri generi cinematografici: il thriller, lasciandosi dirigere da Dario Argento in 4 mosche di velluto grigio (1971), e il dramma di denuncia civile con Gott mit uns (Dio è con noi) (1970) di Giuliano Montaldo e Torino nera (1972) di Carlo Lizzani, ma il successo fu sicuramente minore rispetto alla popolarità internazionale che riguardava le pellicole che lo accoppiavano a Terence Hill. Nel 1972 nacque Diamante, la terza figlia di Bud, che diverrà anch’essa attrice, lavorando col nome d’arte di Diamy Spencer insieme al padre in Superfantagenio (1986) di Bruno Corbucci e Un piede in paradiso (1991) di E.B. Clucher.

Nel 1973 interpretò Piedone lo sbirro, cui seguirono Piedone a Hong Kong (1975), Piedone l’africano (1978) e Piedone d’Egitto (1980): questa tetralogia nacque da una sua stessa idea e lo vide protagonista assoluto (senza quindi la compagnia dell’amico Terence) per la regia di Steno, famoso maestro della commedia all’italiana. Negli stessi anni il collaudato sodalizio con Hill proseguì il proprio cammino trionfale, girando pellicole come …più forte ragazzi! (1972), …altrimenti ci arrabbiamo! e Porgi l’altra guancia (ambedue del 1974), che si piazzarono immancabilmente ai primi posti dei film più visti nelle sale cinematografiche italiane.

Sei anni dopo il successo dei due Trinità, i due tornarono ad essere diretti da E.B. Clucher in I due superpiedi quasi piatti (1977), riscuotendo ancora una volta un ottimo successo di pubblico: pertanto girarono altri due film insieme, Pari e dispari (1978) di Sergio Corbucci e Io sto con gli ippopotami (1979) di Italo Zingarelli. Nello stesso anno Bud ricevette il premio Jupiter come attore più popolare in Germania, e si cimentò anche nel genere fantascientifico con Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre, per la regia di Michele Lupo. Nel 1981 tornò al genere western a quasi dieci anni dall’ultima esperienza con la pellicola Occhio alla penna. Dopo la breve parentesi con il western, tornò in coppia con Terence Hill per girare altre quattro pellicole di successo quali Chi trova un amico trova un tesoro (1981) di Sergio Corbucci, Nati con la camicia (1983) e Non c’è due senza quattro (1984) entrambi diretti ancora una volta da E.B. Clucher e Miami Supercops (I poliziotti dell’8ª strada) (1985) diretto da Bruno Corbucci.

Gli ultimi lavori

Nel 1994, nove anni dopo Miami Supercops (I poliziotti dell’8ª strada), il loro ultimo film insieme, e dopo diversi progetti andati a vuoto, la coppia si riunì (senza troppa fortuna) sul set di Botte di Natale, un western diretto dallo stesso Terence Hill. Tuttavia nel frattempo Bud Spencer riscosse un grande successo con la serie televisiva Big Man (1988). Nel 1990 girò sei film per la televisione Detective Extralarge – regia di Enzo G. Castellari – vinse il Telegatto come miglior “telefilm” italiano della stagione – cui seguì la seconda serie e quella Noi siamo angeli nel 1997, anno in cui fece un cameo nel film di Leonardo Pieraccioni Fuochi d’artificio.

Nel 1999, pochi giorni dopo il trionfo di Roberto Benigni a Los Angeles nella notte degli Oscar per La vita è bella, la rivista statunitense TIME, sulla scia dell’evento, pubblicò una classifica degli “attori italiani più famosi del mondo” nella quale Bud Spencer occupava il primo posto, seguito da Terence Hill al secondo: nonostante ciò, rivelerà in seguito l’amarezza per essere stato quasi sempre snobbato dalla critica cinematografica:

«in Italia io e Terence Hill semplicemente non esistiamo, nonostante la grande popolarità che abbiamo anche oggi tra i bambini e i più giovani. Non ci hanno mai dato un premio, non ci invitano neppure ai festival.»
(Bud Spencer)

Sempre per il cinema prese parte alle produzioni spagnole Al limite (1997) e Figli del vento (2000), a quella australiana Tre per sempre (1998) e a quella tedesca Tesoro, sono un killer (2009), tornando a lavorare in Italia con la partecipazione al film di Ermanno Olmi Cantando dietro i paraventi (2003), che gli permise di dimostrare anche le sue qualità di attore drammatico, e come protagonista del film TV Padre Speranza (girato nel 2001), pilota di una serie poi mai realizzata mandato in onda su Rai 2 nel 2005, e della serie televisiva di Canale 5 I delitti del cuoco (2010). Ha inoltre partecipato nel 2007 a uno spot di Natale per la Melegatti, impersonando Babbo Natale, e nel 2009 a uno per la banca spagnola Bancaja. Insieme a Terence Hill, il 7 maggio 2010 ha ricevuto il David di Donatello alla carriera dopo essere stato pubblicamente lodato dal regista Ermanno Olmi.

Vita privata

Parallelamente al cinema, Spencer portò avanti le sue passioni, fra le quali anche quella del volo; nel 1975 conseguì la licenza di pilota di elicottero per l’Italia, la Svizzera e gli Stati Uniti. Il primo volo effettuato da Carlo Pedersoli, si ebbe sul set di …più forte ragazzi!. In seguito a quest’esperienza Carlo Pedersoli coltiverà la passione per il volo: possedeva infatti il brevetto sia per l’elicottero, con cui collezionò 1.000 ore di volo, sia per gli aerei, con cui volò per 2.000 ore e che ha continuato a pilotare fino alla sua morte.

Nel 1976 Bud Spencer lanciò una linea di jeans. Nel 1981 fu tra i soci fondatori della compagnia aerea Mistral Air, poi diventata di proprietà di Poste italiane.  In merito ha dichiarato: «Era una compagnia molto piccola, con appena tre aeroplani. Di fatto, l’avventura durò poco perché non la potevo supportare». Da non dimenticare è anche l’amore per la musica; nonostante egli avesse dichiarato più volte di non saper suonare alcuno strumento musicale, nel 1977 scrisse alcune canzoni per il suo film Lo chiamavano Bulldozer insieme ai fratelli Guido e Maurizio De Angelis (in arte Oliver Onions), delle quali una venne da lui stesso interpretata durante il film. Nel gennaio del 2007 la Federazione Italiana Nuoto (FIN) concesse a Carlo Pedersoli i brevetti di allenatore di nuoto e pallanuoto, iscrivendolo all’Associazione Nazionale Tecnici di nuoto. Nel 2010 pubblicò la sua biografia ufficiale, intitolata Altrimenti mi arrabbio: la mia vita, scritta assieme a Lorenzo De Luca, già sceneggiatore in tre delle sue serie televisive, e curata dal biografo David De Filippi.

Nel 2011 pubblicò la seconda parte della biografia espressamente per il mercato tedesco, scrivendola nuovamente con Lorenzo De Luca. Nel 2014 apparve il suo terzo libro, Mangio ergo sum, in cui mescola filosofia e gastronomia, scritto nuovamente a quattro mani con De Luca, edito da NPE, con prefazione dell’amico Luciano De Crescenzo. Come spiegò in un’intervista uscita su Il Messaggero del 27 novembre 2014, il libro nacque dalla sua «sincera passione per il cibo e per la filosofia»: «Adoro mangiare e per questo non ho mai seguito una dieta, nonostante sia arrivato a pesare anche 156 kg. Inoltre, mi sono sempre dilettato nella lettura dei filosofi: da Platone ad Aristotele, da Cartesio a Kant. Nel libro mi immagino costretto dal medico a stare a stecchetto per un paio di settimane, un vero calvario! La sera, mentre mi rigiro nel letto per colpa della fame, mi vengono a trovare i maggiori filosofi per un dialogo divertente, ma allo stesso tempo profondo. Il titolo è un chiaro riferimento a Cartesio, che ha rivoluzionato la storia del pensiero dicendo “cogito ergo sum“, ovvero “penso, dunque sono”. Ma io credo che sarebbe più corretto affermare: “Mangio, dunque sono”, perché non solo siamo quello che mangiamo, ma se non mangiamo non siamo e non pensiamo».

Sapeva parlare sei lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese, portoghese e tedesco; tuttavia nei film venne quasi sempre doppiato, salvo rare eccezioni.

Carlo Pedersoli, durante la sua carriera giovanile nel mondo del nuoto, aveva praticato anche lotta greco-romana e pugilato. Pedersoli era anche un grande appassionato di calcio ed era tifoso del Napoli.

Politica

Si dichiarò da sempre di destra e si candidò alle elezioni regionali italiane del 2005 nel Lazio, a sostegno del presidente uscente Francesco Storace, nelle liste di Forza Italia, raccogliendo 4.896 voti che non gli valsero un seggio. Alle elezioni comunali a Roma del 2013 sostenne attivamente la candidatura di sua figlia Cristiana con Il Popolo della Libertà.

Morte

«Non temo la morte. Dalla vita non ne esci vivo, disse qualcuno: siamo tutti destinati a morire. Da cattolico, provo curiosità, piuttosto: la curiosità di sbirciare oltre, come il ragazzino che smonta il giocattolo per vedere come funziona. Naturalmente è una curiosità che non ho alcuna fretta di soddisfare, ma non vivo nell’attesa e nel timore. C’è una mia canzone che racchiude bene la mia filosofia: “Futtetenne”, ovvero fregatene. E ridici su.»
(Estratto di un’intervista a Bud Spencer nel 2014)

Bud Spencer è morto il 27 giugno 2016 all’età di 86 anni nella sua abitazione romana a causa di serie complicazioni derivate da una caduta in casa. La sua morte è stata annunciata dal figlio Giuseppe così: «Papà è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata “grazie”». Il 29 giugno è stata allestita la camera ardente presso la sala della protomoteca in Campidoglio. Le esequie si sono svolte il 30 giugno nella Chiesa degli Artisti; all’uscita del feretro dalla chiesa, al termine del funerale, amici e ammiratori hanno cantato la canzone Dune Buggy (colonna sonora del film …altrimenti ci arrabbiamo!).

È sepolto a Roma, nel cimitero storico del Verano. (articolo parzialmente estrapolato dal sito Wikipedia)

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