POSTE ITALIANE 85^ EMISSIONE DEL 01 diceMBRE 2020 DI UN FRANCOBOLLO celebrativo della Presidenza italiana del G20

Il Ministero dello Sviluppo con le Poste Italiane emette il 1 dicembre 2020 un francobollo celebrativo della Presidenza italiana del G 20 relativo al valore della tariffa A zona 1, corrispondente ad € 3.50.

  • data: 01 dicembre 2020
  • dentellatura: 11
  • stampa: rotocalcografia
  • tipo di carta: carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente
  • stampato: I.P.Z.S. Roma
  • tiratura: 400.000
  • dimensioni: 40 x 30 mm
  • valore: A zona 1 = €3.50
  • bozzettista: Tiziana Trinca
  • num. catalogo: Michel______ YT _______ UNIF 4110
  • La vignetta: riproduce la facciata di Palazzo Chigi in Roma, sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su cui si stagliano, in trasparenza i colori della bandiera italiana. Completano il francobollo le leggende “PRESIDENZA ITALIANA” e “G 20”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “A ZONA 1”. La foto raffigurante Palazzo Chigi © Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 4.20 inviandomi una richiesta alla email: [email protected]

“L’Italia si appresta a ricoprire un ruolo di primo piano a livello internazionale. Dal 1° dicembre sarà infatti presidente di turno del G20, il gruppo che riunisce le più importanti economie del mondo. È una sfida di non poco conto perché il G20 italiano del 2021 si tiene mentre la pandemia non è ancora alle spalle e in un contesto internazionale di elevata rivalità tra gli Stati. Quali saranno i maggiori obiettivi che l’Italia dovrà fare in futuro sulle principali sfide gobali: dall’ambiente al commercio, dal futuro del lavoro alla trasformazione digitale.”

Nel 2021 l’Italia assumerà la presidenza del G20, il summit dei capi di stato e di governo dei 20 “grandi” del mondo. Dal 2009 il G20 riunisce ogni anno 19 delle prime economie del mondo, più l’Unione europea, e dal 2011 il vertice si tiene una volta l’anno in uno dei 19 paesi ospitanti.

Il summit G20 è stato elevato al livello dei capi di stato e di governo nel corso della Grande recessione del 2009, con lo specifico intento di dare una risposta comune alla crisi economica. Risposta che in effetti c’è stata, con uno stimolo globale coordinato di quasi 700 miliardi di dollari (equivalente all’1,1% del Pil mondiale di allora) e l’avvio della riforma dell’architettura finanziaria internazionale.

Nel corso del tempo il vertice si è arricchito, venendo a includere un numero sempre maggiore di temi che trascendono le capacità di risposta dei singoli paesi e che, dunque, necessitano di soluzioni a livello globale: dalla lotta al cambiamento climatico alla salvaguardia del libero commercio internazionale, dalla cooperazione per lo sviluppo dei paesi più poveri all’antiterrorismo. Inevitabile che nel 2020 il vertice trattasse anche temi di carattere sanitario, in particolare per discutere sul possibile coordinamento della risposta alla pandemia di Covid-19.

L’espansione dell’agenda è stata resa possibile anche dal fatto che i 19 membri nazionali che partecipano al vertice detengono una “quota di maggioranza” – spesso molto netta – in molti ambiti internazionali, fornendo così particolare credibilità e rappresentatività al G20. Tuttavia, negli ultimi anni accresciute tensioni internazionali tra le grandi potenze, una maggiore sfiducia nei confronti della cooperazione internazionale e la crescita di populismi e nazionalismi all’interno dei singoli paesi hanno reso sempre più difficile la ricerca di soluzioni multilaterali alle sfide globali.

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