POSTE ITALIANE 83^ EMISSIONE DEL 24 NOVEMBRE 2020 DI UN FRANCOBOLLO dedicato al MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, nel 10°anniversario della fondazione

Il Ministero dello Sviluppo con le Poste Italiane emette il 24 novembre 2020 un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “le Eccellenze del sapere” dedicato al MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, nel 10° anniversario della fondazione, relativo al valore della tariffa B, corrispondente ad € 1.10.

  • data: 24 novembre 2020
  • dentellatura: 11
  • stampa: rotocalcografia
  • tipo di carta: carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente
  • stampato: I.P.Z.S. Roma
  • tiratura: 400.000
  • dimensioni: 30 x 40 mm
  • valore: B = €1.10
  • bozzettista: Gaetano Ieluzzo
  • num. catalogo: Michel______ YT _______ UNIF 4108
  • La vignetta: raffigura, un particolare dell’avveniristico edificio progettato dall’architetto Zaha Hadid che ospita a Roma, dal 2010, il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo. In alto è riprodotto il logo del Museo. Completano il francobollo le leggende “10°ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE”, “MUSEO NAZIONALE DELLE ARTI DEL XXI SECOLO” la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1.50 inviandomi una richiesta alla email: [email protected]

Il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo è un museo con sede a Roma. Progettato dall’architetto Zaha Hadid e gestito dall’omonima fondazione del Ministero per i beni e le attività culturali, è diviso in due sezioni: MAXXI arte e MAXXI architettura.

La sede

La sede del MAXXI si trova nel quartiere Flaminio di Roma ed è realizzata nell’area delle ex caserma Montello accanto alla basilica di Santa Croce a Via Flaminia. Il complesso si trova tra via Masaccio e via Guido Reni, su quest’ultima l’ingresso principale. Dell’ex Caserma sopravvivono il corpo lungo la basilica di Santa Croce, e la facciata su via Guido Reni, integrata nel progetto di Zaha Hadid.

Storia

Il concorso, l’avvio dei lavori

Nel luglio del 1998 viene bandito dalla Soprintendenza Speciale Arte Contemporanea, su incarico del Ministero per i Beni Culturali, il concorso internazionale di idee per la realizzazione a Roma del nuovo polo nazionale, culturale ed espositivo, dedicato all’arte e all’architettura contemporanee.

La giuria internazionale è chiamata a valutare 273 candidature, tra cui vengono selezionati i 15 progettisti ammessi alla seconda fase, che nei tre mesi successivi elaborano i progetti di concorso. Intanto, la ricerca di un’area dismessa in una posizione centrale e strategica della città, aveva portato, l’anno precedente, all’individuazione del grande complesso delle officine e dei padiglioni militari della ex caserma Montello al Flaminio, da anni inutilizzato, come luogo deputato ad ospitare il campus.

Le linee di indirizzo del concorso prevedevano di integrare il progetto con il contesto del quartiere Flaminio, di conservare l’edificio che affaccia su via Guido Reni e il grande corpo a due piani al confine con la chiesa parrocchiale, di creare spazi aperti lungo il perimetro del progetto, di porre attenzione all’illuminazione naturale e al controllo ambientale, di creare continuità nella circolazione e nei percorsi.

A fine febbraio 1999 la giuria seleziona il progetto vincitore, realizzato da Zaha Hadid. È un campus multifunzionale che compone e integra diversi spazi articolati e complessi: funzioni museali e laboratori di ricerca, spazi di accoglienza e servizi di supporto al museo, funzioni commerciali e spazi per eventi, percorsi di collegamento interno e strade pedonali di carattere urbano si intrecciano su più livelli in un sistema dinamico e continuo. Gli studi e gli schizzi preliminari denunciano un’attenta lettura del contesto e delle preesistenze, tanto che la giuria sceglie il progetto non solo per la creatività della soluzione architettonica proposta, ma anche per la sua capacità di integrarsi nel tessuto urbano circostante.

Nel luglio 1999, viene approvata la legge che istituisce il “Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee”, prevedendo al suo interno il Museo delle Arti contemporanee e il Museo dell’architettura, finanziandone la progettazione e la realizzazione, oltre che il funzionamento e l’acquisizione delle prime opere. L’approvazione della legge istitutiva e l’attribuzione dei primi fondi per il funzionamento e la costituzione delle collezioni consente al Centro di divenire immediatamente operativo, avviando le sue prime attività di programmazione culturale ben prima del completamento delle fasi progettuali e dell’avvio dei lavori per la sua realizzazione. Il Centro prende il suo nuovo e definitivo nome: MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

Il progetto architettonico

Concluso il concorso, le linee guida e le forme iniziali sono coerentemente sviluppate nel corso della progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, che confermano l’idea di un campus urbano, in cui la tradizionale nozione di edificio si amplia in una dimensione più vasta, che investe tanto lo spazio della città quanto quello interno, a prevalente destinazione museale. L’articolazione funzionale, strutturata in aree con connotazioni precise, percorsi e zone polivalenti e flessibili, prevede sostanzialmente i due musei – MAXXI arte e MAXXI architettura – che ruotano intorno alla grande hall a tutta altezza attraverso la quale si accede ai servizi di accoglienza, alla caffetteria e alla libreria dedicata, ai laboratori didattici, all’auditorium e alle sale per eventi dal vivo e per convegni, alle gallerie dedicate alle esposizioni temporanee e alle collezioni di grafica e fotografia.

Il progetto si confronta con il sistema urbano delle caserme, adottandone il profilo contenuto e orizzontale. La circolazione interna confluisce in quella urbana, sovrapponendo più strati di percorsi intrecciati e di spazi aperti alle condizioni specifiche del luogo. Le complessità delle forme, il variare e l’intrecciarsi delle quote determinano una trama spaziale di grande complessità. L’andamento rigato della copertura contiene una memoria degli shed dei capannoni preesistenti. Il percorso pedonale – che all’interno diverrà museale – attraversa il sito seguendo la sagoma arrotondata del museo e scivolando sotto i volumi in aggetto degli edifici. Il progetto sembra alludere alle stratificazioni storiche e archeologiche della città di Roma che si presentano con la metafora dei layers digitali.

L’idea progettuale sul piano architettonico presenta un segno deciso che predomina negli spazi all’aria aperta, segnati dai volumi in aggetto, e negli ambienti di accoglienza, poi contraddetto dalla spazialità più sobria delle gallerie destinate a ospitare le collezioni dei due musei. Con differenti gradi di permeabilità, flessibilità e trasparenza, le diverse gallerie sono connotate dal controllo delle condizioni ambientali e di luce. Arte, architettura e spazi per eventi dal vivo convivono in una sequenza scenografica di suites caratterizzate da un uso modulato e zenitale della luce naturale. Lo spazio non si identifica esclusivamente in un percorso lineare, ma offre una gamma di scelte alternative per far sì che il visitatore non torni mai sui propri passi, godendo di suggestivi scorci panoramici sull’architettura, le opere e la città.

Il Maxxi viene ufficialmente inaugurato il 28 maggio 2010, con le mostre Spazio. Dalle collezioni di arte e architettura del MaxxiGino De Dominicis: L’immortaleKutluğ Ataman. Mesopotamian DramaturgiesLuigi Moretti. Dal Razionalismo all’informale.

Il MAXXI architettura

Il MAXXI architettura è il primo museo nazionale di architettura presente in Italia. Il suo interesse è centrato tanto sull’architettura “d’autore” quanto su quella cosiddetta “anonima”. Nel museo convivono due anime distinte, quella che procede verso la storicizzazione dell’architettura del XX secolo e quella contemporanea che vuole rispondere agli interrogativi del presente, interpretando le aspettative della società attuale. museo storico e museo contemporaneo, pur possedendo caratteri e prospettive di sviluppo decisamente distinte, determinano una dimensione multipla e trasversale. Il MAXXI architettura si pone come interlocutore delle altre istituzioni culturali italiane del settore (quali la Biennale di Venezia o la Triennale di Milano), nel campo della formazione secondaria e universitaria e della rete dei centri e archivi di architettura. A livello internazionale, il MAXXI architettura aderisce e condivide gli obiettivi dell’ICAM, la Confederazione internazionale dei musei d’architettura.

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