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POSTE ITALIANE 79^ EMISSIONE DEL 19 NOVEMBRE 2020 DI UN FRANCOBOLLO DEDICATO AL MAGISTRATO Gaetano costa, NEL 40° ANNIVERSARIO DELLA MORTE

POSTE ITALIANE 79^ EMISSIONE DEL 19 NOVEMBRE 2020 DI UN FRANCOBOLLO DEDICATO AL MAGISTRATO GAETANO COSTA, NEL 40° ANNIVERSARIO DELLA MORTE

Il Ministero dello Sviluppo con le Poste Italiane emette il 19 novembre 2020 quattro francobolli ordinari appartenenti alla serie tematica “il Senso civico” dedicati ai magistrati Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Guido Galli, Gaetano Costa, nel 40° anniversario della morte, relativo al valore della tariffa B, corrispondenti ognuno ad € 1.10.

  • data: 19 novembre 2020
  • dentellatura: 11
  • stampa: rotocalcografia
  • tipo di carta: carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente
  • stampato: I.P.Z.S. Roma
  • tiratura: 400.000
  • dimensioni: 30 x 40 mm
  • valore: B = €1.10
  • bozzettista: a cura del Centro Filatelico della Direzione Operativa dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.
  • num. catalogo: Michel______ YT _______ UNIF ________
  • La vignetta: le vignette raffigurano, ognuna, i ritratti dei magistrati Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Guido Galli, vittime rispettivamente il 16, 18 e 19 marzo 1980 di attentati terroristici, e Gaetano Costa, vittima il 6 agosto 1980 di un attentato mafioso. Completano i francobolli le leggende “NICOLA GIACUMBI – MAGISTRATO” e “40° ANNIVERSARIO DELLA MORTE 1928 – 1980”, “GIROLAMO MINERVINI – MAGISTRATO” e “40° ANNIVERSARIO DELLA MORTE 1919 – 1980”, “GUIDO GALLI – MAGISTRATO” e “40° ANNIVERSARIO DELLA MORTE 1932 – 1980”, “GAETANO COSTA – MAGISTRATO” e “40° ANNIVERSARIO DELLA MORTE 1916 – 1980”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1.50 inviandomi una richiesta alla email: [email protected]

Gaetano Costa (Caltanissetta, 1º marzo 1916 – Palermo, 6 agosto 1980) è stato un magistrato italiano ucciso dalla mafia.

Biografia

Gaetano Costa nacque a Caltanissetta, dove studiò fino al conseguimento della licenza liceale, laureandosi poi nella Facoltà di Giurisprudenza di Palermo. Sin da ragazzo aderì al Partito Comunista, allora clandestino. Dopo aver vinto il concorso in Magistratura fu arruolato come ufficiale nell’aviazione, ottenendo due croci di guerra. L’8 settembre raggiunse la Val di Susa unendosi ai partigiani che ivi operavano. All’inizio degli anni quaranta fu immesso in servizio in Magistratura, inizialmente presso il Tribunale di Roma; successivamente, su sua richiesta, fu trasferito alla Procura della Repubblica di Caltanissetta dove restò dal 1944 al 1978.

In quella Procura espletò la maggior parte della Sua attività di magistrato, da Sostituto procuratore prima e da Procuratore capo poi, dando sempre chiare manifestazioni di alta preparazione professionale, indipendenza, ed equilibrio. Nonostante il carattere apparentemente freddo e distaccato e la poca inclinazione ai rapporti sociali, gli fu sempre unanimemente riconosciuta una grande umanità ed attenzione soprattutto nei confronti dei soggetti più deboli. Sin dagli anni sessanta, come risulta dalla sua deposizione alla prima Commissione Antimafia, intuì che la mafia aveva subito una radicale mutazione e che si era annidata nei gangli vitali della pubblica amministrazione, controllandone gli appalti, le assunzioni e la gestione in genere.

Inutilmente, all’epoca, richiamò l’attenzione delle massime autorità sul fatto che un’efficace lotta alla mafia imponeva la predisposizione di strumenti legislativi che consentissero di indagare sui patrimoni dei presunti mafiosi e di colpirli. Nel gennaio del 1978 fu nominato Procuratore capo di Palermo ma la reazione del “Palazzo” fu, in larga misura, negativa, tanto da far sì che si ritardasse la sua immissione in possesso sino al luglio di quell’anno, consapevole delle resistenze che avrebbe dovuto affrontare.

L’attentato

Costa fu assassinato dalla mafia il 6 agosto 1980. Alle 19:30, passeggiando da solo ed a piedi a due passi da casa sua, fu freddato da sei colpi di pistola P38 sparatigli alle spalle da due killer scappati forse in moto o forse su una A112 trovata poi bruciata. Costa stava sfogliando dei libri su una bancarella; il Procuratore Capo di Palermo morì dissanguato su un marciapiede di via Cavour a Palermo. Al funerale parteciparono poche persone e soprattutto pochi magistrati.

Di lui scrisse un suo sostituto che era un uomo “di cui si poteva comperare solo la morte”. Non va dimenticato che, pur essendo l’unico magistrato a Palermo al quale, in quel momento, erano state assegnate un’auto blindata ed una scorta, non ne usufruiva, ritenendo che la sua protezione avrebbe messo in pericolo altri e che lui era uno di quelli che “aveva il dovere di avere coraggio”.

Causa di quella spietata esecuzione, il fatto che egli avesse firmato personalmente dei mandati di cattura nei confronti del boss Rosario Spatola e di alcuni dei suoi uomini che altri suoi colleghi si erano rifiutati di firmare. Il delitto venne ordinato dal clan mafioso capeggiato da Salvatore Inzerillo.

Nessuno è stato condannato per la sua morte, ancorché la Corte di assise di Catania ne abbia accertato il contesto individuandolo nella zona grigia tra affari, politica e crimine organizzato. Da molti settori, compresa la Magistratura, si è cercato di farlo dimenticare anche, forse, per nascondere le colpe di coloro che lo lasciarono solo e, come disse Sciascia, lo additarono alla vendetta mafiosa. Il suo impegno fu continuato da Rocco Chinnici, allora tra i pochi che lo capirono e ne condivisero gli intenti e l’azione. E a cui, per questo, toccò la stessa sorte.

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1.50 inviandomi una richiesta alla email: [email protected]

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