POSTE ITALIANE 43^ emissione del 22 Settembre 2020 di un francobollo celebrativo di Parma, capitale italiana della cultura

POSTE ITALIANE 43^ emissione del 22 Settembre 2020 di un francobollo celebrativo di Parma, capitale italiana della cultura

Il Ministero dello Sviluppo con le Poste Italiane emette il 22 settembre 2020 un francobollo celebrativo di Parma, capitale italiana della cultura relativo al valore della tariffa B, corrispondente ad € 1.10.

  • data: 22 settembre 2020
  • dentellatura: 11
  • stampa: rotocalcografia
  • tipo di carta; carta bianca patinata neutra -autoadesiva non fluorescente
  • stampato: I.P.Z.S. Roma
  • tiratura: 400.000
  • dimensioni: 30 x 40 mm
  • contenuto foglio: 45 esemplari
  • valore: B = €1.10
  • bozzettista: a cura del Comune di Parma e ottimizzato dal Centro Filatelico della Direzione Operativa dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A .
  • num. catalogo: Michel _______ YT _______ UNIF __4068__
  • La vignetta: raffigura il Battistero di Parma, capolavoro architettonico che armonizza l’architettura romanica e l’architettura gotica, delimitato, in alto, dal logo di Parma capitale italiana della cultura 2020 e 2021. Completano il francobollo, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1.50. Inviandomi una richiesta alla email: [email protected]

Parma  è un comune italiano di 198 292 abitanti capoluogo dell’omonima provincia e seconda città dell’Emilia-Romagna per popolazione dopo il capoluogo regionale Bologna.

Antica capitale del ducato di Parma e Piacenza (1545-1859), la città di Parma è sede universitaria dall’XI secolo.  Tutti gli anni nel mese di ottobre si tiene il Festival Verdi. Nel dicembre 2015 Parma ha ricevuto il riconoscimento di “Città Creativa UNESCO per la Gastronomia”.Il nome di Parma è inoltre legato ad alcune città degli Stati Uniti d’America, tra cui la più nota è quella che sorge nello stato dell’Ohio, a breve distanza da Cleveland; chiamata originariamente Greenbrier, la località fu rinominata nel 1826 su proposta del medico David Long, che durante la sua visita al ducato emiliano era rimasto “impressionato dalla grandezza e bellezza” della città italiana. La città è stata nominata il 16 febbraio 2018 capitale italiana della cultura per l’anno 2020; il 12 marzo 2020 la pandemia di COVID-19 ha costretto l’organizzazione alla sospensione ufficiale della rassegna fino a data da destinarsi e alla cancellazione o al rinvio di gran parte degli eventi previsti; in seguito, col decreto Rilancio approvato dal Consiglio dei ministri il 13 maggio seguente, il titolo è stato conferito anche per il 2021.

Situata nel Nord Italia, nella parte occidentale dell’Emilia, tra gli Appennini e la Pianura Padana, la città è divisa in due dal torrente Parma, affluente del Po che, appena prima di entrare nel cuore del centro storico, riceve le acque dell’affluente Baganza. La Parma è un torrente, quindi un corso d’acqua a regime mutevole, che alterna le piene tumultuose della stagione invernale, quando prende il nome di Parma voladora, alle desolate secche estive.

All’inizio dell’Ottocento lo stesso letto del torrente fu ristretto entro alte mura, il “lungoparma” appunto, che consegnano alla città un profilo continuo.

Territorio

Per mettere in sicurezza il territorio di Parma dai rischi idrogeologici di una piena del torrente Parma, nel 2005 è stata creata una cassa di espansione, pochi chilometri a sud del centro urbano, in località Marano. L’invaso può arrivare a contenere dodici milioni di metri cubi d’acqua: si tratta del bacino più grande della regione, diventandone effettivamente il terzo lago per estensione durante gli eventi di piena del torrente. È costituito da una barriera lunga oltre 260 metri e alta 24.

Origini del nome

Secondo numerosi storici, il toponimo deriverebbe dallo scudo rotondo utilizzato dall’esercito Romano, che probabilmente richiamava la forma del primo nucleo cittadino. Secondo altri studiosi, avrebbe invece un’origine più antica, derivata dai gentilizi etruschi Parmnie, al femminile Parmni, dall’antroponimo Parme. Le due tesi apparentemente contraddittorie sono sintetizzate dal linguista Massimo Pittau, che ritiene che la voce latina parma/parmae fosse un prestito della lingua etrusca e che l’antico popolo utilizzasse già lo stesso scudo metallico di forma circolare. Non viene da tutti esclusa nemmeno un’indefinita origine ligure o celtica del toponimo latinizzato. Esiste infine l’ipotesi che il nome derivi dal torrente omonimo che l’attraversa.

Nome degli abitanti

Benché per secoli gli abitanti della città e del suo territorio siano stati indifferentemente chiamati parmigiani o parmensi, soprattutto dal XX secolo è molto diffuso l’uso di indicare con il primo soltanto i nativi o residenti di Parma e con il secondo esclusivamente quelli della sua provincia, detta per l’appunto Parmense.

 Storia

Le più antiche tracce della presenza dell’uomo nel territorio di Parma risalgono al neolitico antico, compreso all’incirca tra il 5600 e il 5000 a.C., ma all’epoca la zona risultava scarsamente abitata; la situazione mutò dopo il 5000 a.C., quando si svilupparono vari insediamenti riferibili alla cultura dei vasi a bocca quadrata. Durante l’età del bronzo antico, tra il XVIII e il XVII secolo a.C., furono fondati alcuni villaggi ascrivibili alla cultura di Polada, ma fu con l’inizio dell’età del bronzo medio, a partire dal XVI secolo a.C., che si diffusero nel territorio numerosi insediamenti terramaricoli. Benché non esistano tracce testimoniali, per alcuni storici e secondo una menzione di Tito Livio, Parma sarebbe stata fondata dagli Etruschi, che si insediarono nell’Emilia occidentale tra il VII e il VI secolo a.C. Successivamente, verso il IV secolo a.C., la regione venne occupata dai celti Boi. Con la progressiva conquista del Nord Italia da parte dei Romani, nel 183 a.C. Parma divenne una colonia romana e ad ognuna delle 2.000 famiglie installate vennero affidati lotti di terra in prossimità della via Emilia, dalla quale, a est della città, partiva un cardo della centuriazione che si insinuava lungo la valle del torrente Parma, dando origine alla strada delle cento miglia, che collegava Parma a Luni attraverso il passo del Lagastrello. Col trascorrere degli anni, la fedeltà dimostrata nei confronti dell’Impero valse alla città il titolo di Augusta Parmensis.

In tempi successivi, la crisi dell’Impero Romano causerà anche a Parma la perdita di una certa stabilità e floridezza economica fino al culmine di una decadenza demografica, che nel 377obbligò l’imperatore Graziano a stabilire nella zona una tribù di barbari, i Taifali. Seguirono periodi di alternanza tra benessere e decadenza: ai saccheggi di Attila del 452, si contrappose, dopo il 502, la rinascita ad opera di Teodorico; alle successive conseguenze drammatiche causate dalle guerre gotiche ci fu nuovamente il rifiorire durante il breve periodo bizantino (539-568), che valse a Parma l’appellativo di “Crisopoli” (Città d’oro).

Fu in seguito, con l’arrivo dei Longobardi nel 593, che Parma divenne per la prima volta un centro militare e amministrativo, la capitale di un ducato in cui risiedeva una delle figlie del re Agilulfo. I Franchi succedettero ai duchi longobardi e nell’879 Carlomanno accordò al vescovo Guibodo il potere temporale sulla città. Ai saccheggi provocati nel IX secolo dalle invasioni dei Magiari, seguì un periodo di pace e crescita demografica. In questa fase Parma continuò ad essere governata da una lunga serie di conti-vescovi fino al XII secolo, quando la città divenne un libero comune, amministrato da un podestà e da un capitano del popolo. Nel 1160 Federico Barbarossa sottomise i parmigiani obbligandoli a dichiarare fedeltà all’Impero, ma l’autorità imperiale verrà sconfitta nella battaglia di Legnano del 1176 dalle città riunite nella Lega Lombarda (tra cui Parma). Nel 1183 la Pace di Costanza ristabilì l’autonomia cittadina.

Nella lunga contesa tra guelfi e ghibellini, che dominò la vita politica italiana dal XII al XIV secolo, Parma si schierò dapprima coi ghibellini, favorevoli all’Imperatore, e successivamente con i guelfi, dopo la battaglia di Borghetto del Taro (nei pressi dell’attuale Castelguelfo). Seguì un periodo di dominazione straniera: Parma fu sottoposta al dominio milanese dei Visconti dal 1346 al 1447, salvo un breve intermezzo, tra il 1404 ed il 1409, in cui il potere passa nelle mani di Ottobuono de’ Terzi. Ai Visconti, succederanno gli Sforza ma anche le dominazioni francesi.

Nel 1521 l’esercito pontificio e spagnolo, dopo un assedio di tre giorni, sconfisse i francesi e la città fu conquistata. Nel 1545 il papa Paolo III (nato Alessandro Farnese), creò il Ducato di Parma affidandolo al figlio illegittimo Pier Luigi Farnese e la famiglia farnesiana mantenne il governo ducale fino al 1731, facendo di Parma una piccola capitale italiana, ricca delle opere di grandi artisti quali il Correggio ed il Parmigianino.

Ai Farnese succedettero i Borbone con l’Infante di Spagna Carlo I, figlio di Elisabetta Farnese e di Filippo V di Spagna. Nel 1734, in seguito allo scoppio della guerra di successione polacca e alla conquista borbonica delle Due Sicilie, Carlo I venne riconosciuto Re di Napoli, ma fu obbligato a cedere nel 1735 il ducato di Parma all’imperatore Carlo VI d’Asburgo, senza prima dimenticarsi di spogliare Parma di tutte le raccolte di famiglia conservate nei palazzi e portarle con sé a Napoli.  Nel 1748 il ducato di Parma e Piacenza, con l’aggiunta di Guastalla, tornò ai Borbone con la stipula del Trattato di Aquisgrana, che pose fine alla guerra di successione austriaca; Filippo fondò la dinastia dei Borbone-Parma, che contribuì a rendere Parma un faro culturale in Europa. Nel 1802 Napoleone Bonaparte annetté il ducato alla Francia, trasformandolo in semplice dipartimento (dipartimento del Taro). Durante l’occupazione francese, diverse opere d’arte presero la via della Francia a causa delle spoliazioni napoleoniche. Parma fu insieme Firenze la più saccheggiata. Secondo il catalogo del Canova, delle 47 opere d’arte inviate in Francia e catalogate, solo 28 tornarono a Parma, la maggior parte di quelle che rimasero in Francia vennero esposte al Louvre e nei musei di provincia francese.

Solo con l’abdicazione di Napoleone, avvenuta nel 1814, e il successivo Congresso di Vienna, venne ristabilito il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, affidato temporaneamente agli Asburgo. Maria Luigia d’Austria, sposa di Napoleone e figlia dell’imperatore Francesco I, divenne in questo modo la nuova duchessa della città e, malgrado gli episodi rivoluzionari del 1831, conservò il potere fino alla sua morte, avvenuta nel 1847, senza però il potere di trasmettere il trono ad eredi. Nello stesso anno i Borbone-Parma tornano a governare il ducato, dapprima con Carlo II (1847-1849), al quale succedette il figlio, Carlo III (1849-1854), pugnalato a morte per strada il 26 marzo 1854 da un attentatore rimasto sconosciuto, e infine con Roberto I che, essendo troppo giovane per governare, ebbe la reggenza assicurata dalla madre Luisa Maria di Borbone-Francia. Roberto I venne deposto nel 1859, ad undici anni, quando, allo scoppio della seconda guerra di indipendenza, la madre preferì fuggire nel Regno Lombardo-Veneto, in attesa dell’esito della guerra. Con l’Armistizio di Villafranca il Regno di Sardegna annetté il Ducato dopo un plebiscito celebrato nel 1860. Il ramo dei Borbone-Parma prospera tuttora e, dal 1964, i nipoti di Roberto sono Granduchi del Lussemburgo.

Nel 1922 la città di Parma si distinse per aver combattuto le milizie fasciste comandate da Italo Balbo erigendo barricate in numerosi quartieri della città. Il 23 aprile 1945 iniziò la ritirata delle truppe nazi-fasciste da Parma e il 24 aprile un gruppo di cittadini prese provvisoriamente in consegna il quotidiano locale La Gazzetta di Parma, con lo scopo di cederlo al Comitato di Liberazione Nazionale; infine, il 26 aprile, partigiani e truppe alleate fecero il loro ingresso in città. Per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale Parma è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione e insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare. Durante l’Assemblea Costituente ci fu il tentativo, da parte del sen. Giuseppe Micheli e di alcuni politici, di creare la regione Emilia Lunense, avente come capoluogo Parma: la proposta dapprima venne approvata, ma in seguito venne sospesa con l’articolo Mortati.

Monumenti e luoghi d’interesse

I principali monumenti religiosi per cui la città è nota sorgono nei pressi di piazza Duomo: il Duomo, consacrato nel 1106, che, considerato fra le maggiori opere dell’architettura romanica in Italia, al suo interno conserva la Deposizione dalla croce, bassorilievo del 1178 di Benedetto Antelami, oltre agli importanti affreschi rinascimentali della cupola, opera del Correggio, e delle tre navate; il Battistero dell’Antelami, consacrato nel 1270, che, interamente rivestito in marmo rosa di Verona, è arricchito da affreschi e sculture risalenti al XIII e XIV secolo; altri monumenti religiosi troviamo:la rinascimentale abbazia di San Giovanni Evangelista, l’Antica Spezieria, il monastero di San Paolo, la basilica di Santa Maria della Steccata. Degne di nota sono inoltre: la neoclassica chiesa di San Pietro Apostolo, del Petitot; la barocca chiesa di San Vitale, con lo scenografico Monumento Beccaria; la barocca chiesa di Sant’Antonio Abate progettata da Ferdinando Galli da Bibbiena; l’antica chiesa di San Sepolcro; l’imponente chiesa di San Francesco del Prato, costruita in epoca gotica; l’adiacente piccolo oratorio dell’Immacolata Concezione; la gotica ex chiesa di Santa Maria del Carmine; la piccola chiesa di Santa Maria degli Angeli, ricca di affreschi cinquecenteschi e seicenteschi.

I principali palazzi cittadini vennero edificati nei secoli in cui Parma fu capitale del Ducato. Tra essi spicca per importanza l’enorme complesso monumentale del Palazzo della Pilotta, edificato per i duchi Farnese a partire dal 1580 quale contenitore di tutti i servizi della Corte e dello Stato; vi si accede attraverso un imponente scalone a forbice coperto da cupola progettato da Simone Moschino; oggi è sede della Galleria Nazionale di Parma, del Teatro Farnese, del Museo archeologico nazionale di Parma, della Biblioteca Palatina, del Museo Bodoniano e dell’istituto d’Arte Paolo Toschi. Tra gli antichi palazzi pubblici cittadini, sono degni di nota anche: il palazzo dell’Università, imponente edificio del XVI secolo, attuale sede centrale dell’Università di Parma; il barocco Palazzo delle Orsoline; il palazzo del Tribunale; il neorinascimentale Palazzo Ape Museo; il neoclassico Palazzo Imperiale dell’Arena, grande edificio ricco di importanti affreschi e sede del Convitto Nazionale Maria Luigia; il settecentesco palazzo delle Carrozze, sede dell’unità di lingue dell’Università degli Studi di Parma; l’elegante Casinetto Petitot, tra i primi eleganti Cafè italiani costruiti in epoca neoclassica; l’imponente Palazzo Giordani, in stile liberty, sede degli uffici della Provincia di Parma; il neogotico Seminario minore; la Casa madre dei Missionari Saveriani, sede del Museo d’arte cinese ed etnografico. La città di Parma è universalmente nota per la musica lirica. L’edificio più rappresentativo in tal senso è il neoclassico Teatro Regio, teatro d’opera cittadino, considerato uno tra i più importanti teatri di tradizione in Italia; fu costruito dal 1821 dall’architetto Nicola Bettoli per volere della duchessa Maria Luigia; l’interno si sviluppa su quattro ordini di palchi e loggione, decorati da Girolamo Magnani, e conserva l’antico sipario dipinto di Giovan Battista Borghesi.L’altro teatro storico per cui la città è conosciuta è il ligneo Teatro Farnese, situato all’interno del Palazzo della Pilotta; considerato uno dei primi teatri ad essere dotato di un arco di proscenio permanente, fu il primo teatro europeo a scena mobile; fu costruito dal 1617 da Giovan Battista Aleotti quale teatro di Corte per i duchi Farnese; distrutto da un bombardamento aereo del maggio 1944, fu ricostruito nel secondo dopoguerra secondo i disegni originali. La città conserva ancora alcune tracce della sua antica origine romana; tra queste, sotto l’attuale strada Mazzini sono visibili i resti del Pons Lapidis (noto anche come “Ponte Romano”), inizialmente edificato in muratura in età Augustea ma ricostruito in pietra da Teodorico nel 493.

Il centro cittadino ospita inoltre una serie di monumenti di notevole pregio: in piazzale Dalla Chiesa, di fronte alla stazione ferroviaria, il bronzeo monumento a Vittorio Bottego, eseguito nel 1907 dallo scultore Ettore Ximenes; in viale Toschi, alle spalle del Palazzo della Pilotta, l’alto obelisco del monumento alla Vittoria, realizzato nel 1917 dallo Ximenes su progetto dell’architetto Lamberto Cusani; in piazzale della Pace l’ara centrale dello scomparso monumento a Giuseppe Verdi, eseguito nel 1913 interamente in granito e bronzo dallo Ximenes.

Cultura

Il primo letterato nativo di Parma di cui si abbia notizia fu Gaio Cassio Parmense (I secolo a.C.), appartenente ad una delle famiglie romane fondatrici della città e autore di tragedie ed elegie, ma la storia parmense si è col tempo arricchita del contributo intellettuale di numerosi artisti, poeti e pittori che ne hanno determinato l’intenso fervore nei confronti di multiformi interessi culturali, confermato dalla presenza in città di numerosi teatri, musei, manifestazioni e rassegne internazionali nel campo dell’arte e degli scambi commerciali. Benedetto Antelami, il Parmigianino, il Correggio,Ireneo Affò, Giovanni Battista Bodoni con i Fratelli Amoretti, Ferdinando Paër, Macedonio Melloni, Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, Ennemond Alexandre Petitot, Étienne Bonnot de Condillac ed Attilio Bertolucci sono solo alcune delle personalità legate a Parma che hanno lasciato un’impronta importante nelle tradizioni artistiche e culturali cittadine.

Parma fu magnificata da Stendhal (al secolo Henri Beyle), che la visitò per la prima volta nel 1814 e la sognò nelle pagine della sua Chartreuse de Parme (La Certosa di Parma); successivamente fu desiderata da Marcel Proust nel suo Du côté de chez Swann (La strada di Swann).

Nel XVIII secolo lo sviluppo dell’arte e delle istituzioni cittadine contribuirono a definire Parma l'”Atene d’Italia”, mentre oggi, grazie al nuovo ruolo attribuitole all’interno dell’Unione europea con l’assegnazione di un’importante agenzia comunitaria, la città sta cercando di riaffermare l’antica tradizione di piccola capitale.

Il 16 febbraio 2018 è stata proclamata capitale italiana della cultura per l’anno 2020.

POSTE ITALIANE 43rd issue on 22 September 2020 of a celebratory stamp of Parma, the Italian capital of culture

The Ministry of Development with the Italian Post Office will issue on 22 September 2020 a commemorative stamp of Parma, the Italian capital of culture relating to the value of tariff B, corresponding to € 1.10.

date: September 22, 2020
indentation: 11
printing: rotogravure
Type of paper; neutral white coated paper – self-adhesive non-fluorescent
printed: I.P.Z.S. Rome
circulation: 400,000
dimensions: 30 x 40 mm
sheet content: 45 copies
value: B = € 1.10
sketch designer: edited by the Municipality of Parma and optimized by the Philatelic Center of the Operational Direction of the Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.
num. catalog: Michel______ YT __________ UNIF __________
The vignette
: depicts the Baptistery of Parma, an architectural masterpiece that harmonizes Romanesque and Gothic architecture, bordered, at the top, by the logo of Parma, the Italian capital of culture 2020 and 2021. The stamp is completed by the words “ITALIA” and the tariff indication “B”.

If you are interested in purchasing this stamp, you can buy it for € 1.50. By sending me a request to the email: [email protected]

Parma is an Italian town of 198 292 inhabitants, the capital of the province of the same name and the second largest city in Emilia-Romagna by population after the regional capital Bologna. Ancient capital of the Duchy of Parma and Piacenza (1545-1859), the city of Parma has been a university seat since the 11th century. The Verdi Festival is held every year in October. In December 2015 Parma received the recognition of “UNESCO Creative City for Gastronomy”. The name of Parma is also linked to some cities in the United States of America, among which the best known is the one located in the state of Ohio. within easy reach of Cleveland; originally called Greenbrier, the town was renamed in 1826 on the proposal of the doctor David Long, who during his visit to the Emilian dukedom was “impressed by the greatness and beauty” of the Italian city. The city was nominated on February 16, 2018 the Italian capital of culture for the year 2020; on 12 March 2020, the COVID-19 pandemic forced the organization to officially suspend the exhibition until a later date and to cancel or postpone most of the scheduled events; later, with the Relaunch decree approved by the Council of Ministers on the following 13 May, the title was also conferred for 2021.

Located in Northern Italy, in the western part of Emilia, between the Apennines and the Po Valley, the city is divided in two by the Parma stream, a tributary of the Po which, just before entering the heart of the historic center, receives the waters of the tributary Baganza. Parma is a torrent, therefore a watercourse with a changing regime, which alternates the tumultuous floods of the winter season, when it takes the name of Parma voladora, with the desolate summer shoals. At the beginning of the nineteenth century the same stream bed was restricted within high walls, the “lungoparma” in fact, which give the city a continuous profile.

Territory

To secure the Parma area from the hydrogeological risks of a flood in the Parma stream, in 2005 an expansion tank was created, a few kilometers south of the urban center, in the locality of Marano. The reservoir can contain twelve million cubic meters of water: it is the largest basin in the region, effectively becoming the third largest lake during flood events. It consists of a barrier over 260 meters long and 24 meters high.

Origins of the name

According to numerous historians, the toponym derives from the round shield used by the Roman army, which probably recalled the shape of the first city nucleus. According to other scholars, it would instead have an older origin, derived from the Etruscan noblemen Parmnie, in the feminine Parmni, from the anthroponym Parme. The two apparently contradictory theses are summarized by the linguist Massimo Pittau, who believes that the Latin word parma / parmae ​​was a loan from the Etruscan language and that the ancient people already used the same circular metal shield. Not even an indefinite Ligurian or Celtic origin of the Latinized toponym is excluded from all. Finally, there is the hypothesis that the name derives from the homonymous stream that crosses it.

Name of the inhabitants

Although for centuries the inhabitants of the city and its territory have been indifferently called Parmesan or Parma, especially since the twentieth century it is very common to indicate with the first only the natives or residents of Parma and with the second exclusively those of its province. , precisely called Parma.

History

The oldest traces of the presence of man in the Parma area date back to the ancient Neolithic, between approximately 5600 and 5000 BC, but at the time the area was sparsely inhabited; the situation changed after 5000 BC, when various settlements related to the culture of square-mouthed vases developed. During the Ancient Bronze Age, between the 18th and 17th centuries BC, some villages attributable to the Polada culture were founded, but it was with the beginning of the Middle Bronze Age, starting from the 16th century BC, that they spread in the territory numerous terramaricolo settlements. Although there are no testimonies, for some historians and according to a mention by Tito Livio, Parma was founded by the Etruscans, who settled in western Emilia between the seventh and sixth centuries BC. Subsequently, towards the 4th century BC, the region was occupied by the Celtic Boi. With the progressive conquest of Northern Italy by the Romans, in 183 BC. Parma became a Roman colony and each of the 2,000 families installed were entrusted with plots of land near the Via Emilia, from which, to the east of the city, a centuriation thistle departed and crept along the valley of the Parma stream, giving rise to the road of the hundred miles, which connected Parma to Luni through the Lagastrello pass. Over the years, the loyalty shown towards the Empire earned all in the city the title of Augusta Parmensis. In subsequent times, the crisis of the Roman Empire will also cause Parma to lose a certain stability and economic prosperity until the peak of a demographic decline, which in 377 obliged the Emperor Gratian to establish a tribe of barbarians, the Taifals, in the area. There followed periods of alternation between prosperity and decadence: the sackings of Attila in 452 were contrasted, after 502, by the rebirth by Theodoric; to the subsequent dramatic consequences caused by the Gothic wars there was a revival during the short Byzantine period (539-568), which earned Parma the nickname of “Crisopoli” (Golden City). It was later, with the arrival of the Lombards in 593, that Parma became a military and administrative center for the first time, the capital of a duchy where one of the daughters of King Agilulfo resided. The Franks succeeded the Lombard dukes and in 879 Carlomanno granted bishop Guibodo temporal power over the city. The looting caused in the 9th century by the Magyar invasions was followed by a period of peace and population growth. In this phase Parma continued to be governed by a long series of counts-bishops until the 12th century, when the city became a free municipality, administered by a mayor and a captain of the people. In 1160 Federico Barbarossa subdued the Parmesans, forcing them to declare loyalty to the Empire, but the imperial authority was defeated in the battle of Legnano in 1176 by the cities united in the Lombard League (including Parma). In 1183 the Peace of Constance restored the city’s autonomy.In the long dispute between the Guelphs and the Ghibellines, which dominated Italian political life from the 12th to the 14th century, Parma first sided with the Ghibellines, in favor of the Emperor, and subsequently with the Guelphs, after the battle of Borghetto del Taro (near the current Castelguelfo). A period of foreign domination followed: Parma was subjected to the Milanese dominion of the Visconti from 1346 to 1447, except for a brief interlude, between 1404 and 1409, in which power passed into the hands of Ottobuono de ‘Terzi. The Sforza but also the French dominations will succeed the Visconti. In 1521 the papal and Spanish armies, after a three-day siege, defeated the French and the city was conquered. In 1545 Pope Paul III (born Alessandro Farnese), created the Duchy of Parma entrusting it to his illegitimate son Pier Luigi Farnese and the Farnese family maintained the ducal government until 1731, making Parma a small Italian capital, rich in the works of great artists such as Correggio and Parmigianino. The Farnese were succeeded by the Bourbons with the Infante of Spain Charles I, son of Elisabetta Farnese and Philip V of Spain. In 1734, following the outbreak of the war of the Polish succession and the Bourbon conquest of the Two Sicilies, Charles I was recognized as King of Naples, but was forced to surrender the Duchy of Parma to the Emperor Charles VI of Habsburg in 1735, without first forgetting to strip Parma of all the family collections kept in the palaces and take them with them to Naples. In 1748 the Duchy of Parma and Piacenza, with the addition of Guastalla, returned to the Bourbons with the stipulation of the Treaty of Aachen, which put an end to the war of Austrian succession; Filippo founded the Bourbon-Parma dynasty, which helped make Parma a cultural beacon in Europe. In 1802 Napoleon Bonaparte annexed the duchy to France, transforming it into a simple department (department of Taro). During the French occupation, several works of art made their way to France due to the Napoleonic spoliation. Parma was at the same time Florence the most sacked. According to Canova’s catalog, of the 47 works of art sent to France and cataloged, only 28 returned to Parma, most of those that remained in France were exhibited in the Louvre and in French provincial museums. Only with the abdication of Napoleon, which took place in 1814, and the subsequent Congress of Vienna, was the Duchy of Parma, Piacenza and Guastalla re-established, temporarily entrusted to the Habsburgs. Maria Luigia of Austria, wife of Napoleon and daughter of Emperor Francis I, thus became the new duchess of the city and, despite the revolutionary episodes of 1831, she retained power until her death in 1847, but without the power to transmit the throne to heirs. In the same year the Bourbons-Parma returned to govern the duchy, first with Charles II (1847-1849), who was succeeded by his son, Charles III (1849-1854), stabbed to death in the street on March 26, 1854 by a bomber who remained unknown, and finally with Robert I who, being too young to govern, had the regency ensured by his mother Luisa Maria of Bourbon-France. Roberto I was deposed in 1859, at the age of eleven, when, at the outbreak of the second war of independence, his mother preferred to flee to the Lombard-Veneto Kingdom, awaiting the outcome of the war. With the Armistice of Villafranca the Kingdom of Sardinia annexed the Duchy after a plebiscite celebrated in 1860. The Bourbon-Parma branch still thrives and, since 1964, Roberto’s nephews are Grand Dukes of Luxembourg. In 1922 the city of Parma distinguished itself for having fought the fascist militias commanded by Italo Balbo by erecting barricades in numerous districts of the city. On 23 April 1945 the retrea t of the Nazi-Fascist troops from Parma began and on 24 April a group of citizens temporarily took over the local newspaper La Gazzetta di Parma, with the aim of selling it to the National Liberation Committee; finally, on April 26, partisans and allied troops entered the city. For the sacrifices of its populations and for its activity in the partisan struggle during the Second World War Parma is among the cities decorated with Military Valor for the War of Liberation and awarded the Gold Medal for Military Valor. During the Constituent Assembly there was an attempt by the sen. Giuseppe Micheli and some politicians, to create the Emilia Lunense region, having Parma as its capital: the proposal was first approved, but was later suspended with the Mortati article.

Monuments and places of interest

The main religious monuments for which the city is known are located near Piazza Duomo: the Duomo, consecrated in 1106, which, considered one of the greatest works of Romanesque architecture in Italy, preserves the Deposition from the cross, bas-relief from 1178. by Benedetto Antelami, in addition to the important Renaissance frescoes of the dome, by Correggio, and of the three naves; the Battistero dell’Antelami, consecrated in 1270, which, entirely covered in pink marble from Verona, is enriched with frescoes and sculptures dating back to the 13th and 14th centuries; other religious monuments are: the renaissance abbey of San Giovanni Evangelista, the Antica Spezieria, the monastery of San Paolo, the basilica of Santa Maria della Steccata. Also noteworthy are: the neoclassical church of San Pietro Apostolo, by Petitot; the baroque church of San Vitale, with the spectacular Beccaria Monument; the baroque church of Sant’Antonio Abate designed by Ferdinando Galli from Bibbiena; the ancient church of San Sepolcro; the imposing church of San Francesco del Prato, built in the Gothic period; the adjacent small oratory of the Immaculate Conception; the former Gothic church of Santa Maria del Carmine; the small church of Santa Maria degli Angeli, rich in 16th and 17th century frescoes. The main city palaces were built in the centuries when Parma was the capital of the Duchy. Among them, the enormous monumental complex of the Palazzo della Pilotta stands out for its importance, built for the Farnese dukes starting from 1580 as a container for all the services of the Court and the State; it is accessed through an imposing scissor staircase covered by a dome designed by Simone Moschino; today it houses the National Gallery of Parma, the Farnese Theater, the National Archaeological Museum of Parma, the Palatine Library, the Bodonian Museum and the Paolo Toschi Art Institute. Among the ancient public buildings of the city, the following are also worthy of note: the University building, an imposing 16th century building, current headquarters of the University of Parma; the baroque Palazzo delle Orsoline; the Court building; the neo-Renaissance Palazzo Ape Museo; the neoclassical Palazzo Imperiale dell’Arena, a large building rich in important frescoes and seat of the Maria Luigia National Boarding School; the eighteenth-century Palazzo delle Carrozze, seat of the language unit of the University of Parma; the elegant Casinetto Petitot, one of the first elegant Italian cafes built in the neoclassical era; the imposing Palazzo Giordani, in liberty style, seat of the offices of the Province of Parma; the neo-Gothic minor Seminary; the mother house of the Xaverian Missionaries, seat of the Chinese art and ethnographic museum. The city of Parma is universally known for its opera music. The most representative building in this sense is the neoclassical Teatro Regio, a city opera house, considered one of the most important traditional theaters in Italy; it was built in 1821 by the architect Nicola Bettoli at the behest of the Duchess Maria Luigia; the interior is spread over four tiers of boxes and gallery, decorated by Girolamo Magnani, and preserves the ancient painted curtain by Giovan Battista Borghesi.The other historical theater for which the city is known is the wooden Teatro Farnese, located at the interior of the Palazzo della Pilotta; considered one of the first theaters to be equipped with a permanent proscenium arch, it was the first European theater with a moving stage; it was built in 1617 by Giovan Battista Aleotti as a court theater for the Farnese dukes; destroyed by an air raid in May 1944, it was rebuilt after World War II according to the original designs. The city still retains some traces of its ancient Roman origin ; among these, under the current Mazzini road, the remains of the Pons Lapidis (also known as the “Roman Bridge”) are visible, initially built in masonry in the Augustan age but rebuilt in stone by Theodoric in 493. The city center also houses a series of monuments of considerable value: in piazzale Dalla Chiesa, in front of the railway station, the bronze monument to Vittorio Bottego, executed in 1907 by the sculptor Ettore Ximenes; in Viale Toschi, behind the Palazzo della Pilotta, the tall obelisk of the monument to Victory, built in 1917 by Ximenes on a project by the architect Lamberto Cusani; in piazzale della Pace the central altar of the disappeared monument to Giuseppe Verdi, made in 1913 entirely in granite and bronze by Ximenes.

Culture

The first native writer of Parma of whom we have news was Gaius Cassio Parmense (1st century BC), belonging to one of the Roman founding families of the city and author of tragedies and elegies, but the history of Parma has been enriched over time by the intellectual contribution of numerous artists, poets and painters who have determined the intense fervor towards multiform cultural interests, confirmed by the presence in the city of numerous theaters, museums, events and international exhibitions in the field of art and commercial exchanges. Benedetto Antelami, Parmigianino, Correggio, Ireneo Affò, Giovanni Battista Bodoni with the Amoretti brothers, Ferdinando Paër, Macedonio Melloni, Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, Ennemond Alexandre Petitot, Étienne Bonnot de Condillac and Attilio Bertolucci are just some of the personalities linked to Parma which have left an important mark on the city’s artistic and cultural traditions. Parma was magnified by Stendhal (aka Henri Beyle), who visited it for the first time in 1814 and dreamed of it in the pages of his Chartreuse de Parme (La Certosa di Parma); later it was desired by Marcel Proust in his Du côté de chez Swann (Swann’s road). In the eighteenth century the development of art and city institutions contributed to defining Parma the “Athens of Italy”, while today, thanks to the new role attributed to it within the European Union with the assignment of an important community agency , the city is trying to reaffirm the ancient tradition of a small capital.

On 16 February 2018 it was proclaimed the Italian capital of culture for the year 2020.

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