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POSTE ITALIANE 37^ emissione del 04 luglio 2019 di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “LE ECCELLENZE DEL SISTEMA PRODUTTIVO ED ECONOMICO” dedicato alla FIAT, nel 120° anniversario della fondazione.

Posted By thecollectibles on Lug 4, 2019 |


POSTE ITALIANE 37^ emissione del 04 luglio 2019 di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “LE ECCELLENZE DEL SISTEMA PRODUTTIVO ED ECONOMICO” dedicato alla FIAT, nel 120° anniversario della fondazione.

Il Ministero dello Sviluppo e le Poste Italiane hanno emesso il 4 luglio 2019 un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “LE ECCELLENZE DEL SISTEMA PRODUTTIVO ED ECONOMICO” dedicato alla FIAT, nel 120° anniversario della fondazione, relativo al valore della tariffa A zona 1, corrispondente ad € 1.15.

  • data / date 04 luglio 2019
  • dentellatura / serration 11
  • stampa / printing fustellatura/rotocalco
  • tipo di carta / paper type bianca patinata neutra
  • stampato / printed I.P.Z.S. Roma
  • tiratura / edition 400.000
  • fogli / sheet 28
  • dimensioni / dimension 48 x 40 mm
  • costo / price A Zona 1 = € 3.50
  • bozzettista/ designer a cura del Centro Stile Fiat e IPZS

FIAT (acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino) è un marchio automobilistico di FCA Italy, a sua volta facente parte del gruppo industriale Fiat Chrysler Automobiles.

Il marchio ha una lunga storia, essendo stato fondato l’11 luglio 1899 a Torino come casa produttrice di automobili, per poi sviluppare la propria attività in numerosi altri settori, dando vita a quello che sarebbe diventato il più importante gruppo finanziario e industriale privato italiano del XX secolo, oltreché la prima holding del Paese, e, limitatamente al settore automobilistico, la maggior casa produttrice del continente europeo e terza a livello mondiale, dopo le statunitensi General Motors Co. e Ford Motor Co., per un ventennio, fino allo scoppio della crisi dell’industria automobilistica torinese iniziata alla fine degli anni ottanta.

L’azienda nacque dalla comune volontà di una dozzina tra aristocratici, possidenti, imprenditori e professionisti torinesi di impiantare una fabbrica per la produzione di automobili.

Storia e direzione aziendale

L’idea di produrre automobili su scala industriale era venuta agli amici Emanuele Cacherano di Bricherasio e Cesare Goria Gatti (già fondatori dell’ACI Automobile Club d’Italia) che avevano precedentemente costituito e finanziato la “Accomandita Ceirano & C.”, finalizzata alla costruzione della “Welleyes”, un’automobile progettata dall’ing. Aristide Faccioli e costruita artigianalmente da Giovanni Battista Ceirano.

Oltre ai due promotori, si mostrarono disposti a partecipare il conte Roberto Biscaretti di Ruffia, il marchese Alfonso Ferrero de Gubernatis Ventimiglia, il banchiere e industriale della seta Michele Ceriana Mayneri, l’avvocato Carlo Racca, il possidente Lodovico Scarfiotti, l’agente di cambio Luigi Damevino e l’industriale della cera Michele Lanza. La costituenda società non era ancora stata ufficializzata che la stampa piemontese già pubblicava la notizia come certa.

Visto il successo ottenuto dalla “Welleyes” alla sua presentazione, Bricherasio e Gatti proposero a un gruppo di conoscenti di acquisire le esperienze, le maestranze e la competenza della “Accomandita Ceirano & C.” per trasferirle su scala industriale, come già avveniva nella fabbriche dell’Europa settentrionale.

Il gruppo di notabili, dopo vari incontri tenuti nel caffè di madame Burello per fissare le linee dell’accordo e dopo aver ottenuto l’appoggio finanziario del “Banco di Sconto e Sete” di Torino, si riunì a Palazzo Bricherasio per sottoscrivere l’atto di “Costituzione della Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili – Torino” redatto dal Cav. Dott. Ernesto Torretta, Notaio Patrimoniale della Real Casa: era l’11 luglio 1899. I soci versarono un capitale di 800.000 lire in 4.000 azioni (circa 3,6 milioni di euro attuali) e affidarono la presidenza a Ludovico Scarfiotti.

Occorre aggiungere che, il giorno precedente alla costituzione della società, Michele Lanza decise di ritirarsi, abbandonando il sodalizio FIAT. Lanza aveva già realizzato in proprio, nel 1895, una delle prime automobili italiane e, ben conoscendo le difficoltà tecniche a cui si andava incontro, riteneva inopportuno escludere Giovanni Battista Ceirano dalla società, principale esperto meccanico, per mere questioni di rango. Parte della quota azionaria destinata a Lanza venne assunta dal possidente Giovanni Agnelli, coinvolto in extremis dall’amico ed ex commilitone Scarfiotti, mentre la rimanente quota azionaria venne sostenuta dal Banco di Sconto e Sete.

Durante la prima seduta, il consiglio d’amministrazione della neonata FIA (Fabbrica Italiana di Automobili) deliberò l’acquisto dell’ “Accomandita Ceirano & C.”, liquidando Ceirano con la somma di 20.000 lire, oltre ad assumerlo quale agente di vendita.
La prima vettura costruita dalla FIAT fu il modello “3½ HP”, copia della “Welleyes” e prodotta in 8 esemplari nel corso del 1899. Sempre in quell’anno, l’azienda mutò la denominazione in FIAT dietro suggerimento di Aristide Faccioli e con l’entusiastico sostegno di Cesare Goria-Gatti che, dalle colonne del giornale L’Automobile, invitava all’adozione di tale acronimo anche per il suo benaugurante significato latino (terza persona singolare nel verbo fio = diviene, diventa, è fatto, conseguito, accade) circa il futuro dell’intrapresa.  L’unico a sollevare alcune perplessità fu Emanuele Cacherano di Bricherasio, cui l’acronimo pareva richiamarsi a concetti biblico-religiosi, in contrasto con le sue convinzioni marxiste.

Le prime 8 vetture furono realizzate nell’acquisita officina Ceirano, poi la produzione si trasferì nel nuovo opificio di corso Dante Alighieri, terminato a tempo di record nei primi mesi del 1900. La FIAT iniziò la costruzione del famoso stabilimento produttivo denominato Lingotto nel 1916 e lo fece entrare in funzione nel 1923.

Dopo un primo periodo di difficile sviluppo, segnato da diverse ricapitalizzazioni e da modifiche nella composizione del capitale azionario (non sempre in maniera pacifica ma anche sfociate in processi clamorosi per l’epoca), la proprietà della casa automobilistica viene assunta quasi integralmente da Giovanni Agnelli, che diventerà senatore durante il Fascismo e resterà a capo dell’azienda sino al termine della seconda guerra mondiale.

Dopo aver rischiato di perdere la proprietà dell’azienda per la propria compromissione con il regime fascista, Agnelli passa il comando a Valletta, essendo l’unico figlio maschio, Edoardo, morto in un incidente aereo. Valletta, uomo di qualità non comuni, si occupò di reggere per conto della famiglia Agnelli una delle poche aziende italiane non completamente inginocchiate dalla disfatta, riuscì a farla rialzare e contemporaneamente fornì l’opportuna preparazione al ruolo che appena possibile avrebbe dovuto assumere il giovane discendente “primo in linea dinastica” .

Gianni Agnelli, l’erede, divenne presidente della FIAT nel 1966 e lo rimase fino al compimento del 75º compleanno, quando le norme statutarie lo obbligarono a cedere la presidenza.

La carica viene assunta prima (1996) dall’ex amministratore delegato Cesare Romiti e poi (1998) dal genovese Paolo Fresco, in arrivo dagli Stati Uniti, ex vicepresidente della General Electric.

La crisi del gruppo porta il fratello Umberto alla presidenza (2003); e dopo la morte di Umberto è la volta (2004) di Luca Cordero di Montezemolo. L’erede designato dalla famiglia Agnelli, John Elkann, è stato nominato vice presidente all’età di 28 anni e altri membri della famiglia fanno parte del consiglio di amministrazione. L’Amministratore Delegato, Giuseppe Morchio, dimissionario, viene sostituito da Sergio Marchionne, dal 1º giugno 2004.

La gestione di Gianni Agnelli incrementò notevolmente la vocazione multinazionale e plurisettoriale dell’azienda; una vocazione che affondava le proprie radici nelle realtà industriali create dalla Fiat in tutta Europa, già nel primo ventennio del secolo. La crescita, certo aiutata anche dal cosiddetto “boom economico” degli anni sessanta, fu rilevante sia in campo nazionale che nei mercati esteri.

Le attività e le strategie del gruppo, in origine dirette alla sola produzione industriale di autovetture (e poco dopo anche di veicoli industriali e agricoli), con il passare del tempo e a causa delle mutate condizioni di mercato e del consolidato assetto di gruppo, sono andate verso una diversificazione in molti altri settori. Il gruppo ha al momento attività in una vasta gamma di settori dell’industria e nei servizi finanziari.

Si tratta del maggiore gruppo aziendale italiano, che vanta inoltre significative attività anche all’estero, dove è presente in 61 nazioni con 1063 aziende che impiegano oltre 223.000 persone, 111.000 delle quali al di fuori dell’Italia.

La FIAT ha lanciato sul mercato automobilistico migliaia di modelli tra autovetture, autocarri ma anche nell’ambito bellico in tempo di guerra e post con modelli aerovolanti. Tra i più famosi modelli di autovetture bisogna ricordare la Fiat 3 1/2 hp del 1899, la FIAT tipo 1 (il primo taxi), la Fiat 509, la Fiat 500 Topolino, la Fiat Balilla e nel periodo post guerra: la Fiat 1500, la Fiat 1100, la Fiat Campagnola (derivata dalla Jeep americana), nel periodo 1960/70 bisogna ricordare la Fiat 850, la Fiat 127, la Fiat Panda ed Uno e la Fiat Punto; per poi passare ai nostri giorni troviamo la Fiat Tipo, la Fiat Multipla e così via come le tante riedizioni di precedenti modelli come la bellissima Barchetta o la 124.

Se sei interessato all’acquisto del francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 4.50. Inviami una richiesta alla email: [email protected]

ITALIAN POSTE 37th issue of July 4th 2019 of an ordinary stamp belonging to the thematic series “THE EXCELLENCES OF THE PRODUCTION AND ECONOMIC SYSTEM” dedicated to FIAT, in the 120th anniversary of the foundation.

On 4 July 2019 the Ministry of Development and the Italian Post Office issued an ordinary stamp belonging to the thematic series “THE EXCELLENCES OF THE PRODUCTION AND ECONOMIC SYSTEM” dedicated to FIAT, on the 120th anniversary of the foundation, relating to the value of the A Zone 1 tariff, corresponding to € 1.15.

FIAT (acronym of Fabbrica Italiana Automobili Torino) is a car brand of FCA Italy, which in turn is part of the Fiat Chrysler Automobiles industrial group.

The brand has a long history, having been founded on 11 July 1899 in Turin as a car manufacturer, and then developing its business in numerous other sectors, giving life to what would become the most important Italian private financial and industrial group of the twentieth century, as well as the country’s first holding company, and, limitedly to the automotive sector, the largest manufacturer of the European continent and third in the world, after the US General Motors Co. and Ford Motor Co., for twenty years, until outbreak of the crisis in the Turin automotive industry that began in the late 1980s.

 History and company management

The company was born out of the common will of a dozen aristocrats, landowners, entrepreneurs and professionals from Turin to set up a factory for the production of cars.

The idea of ​​producing cars on an industrial scale had come to friends Emanuele Cacherano of Bricherasio and Cesare Goria Gatti (already founders of the ACI Automobile Club of Italy) who had previously established and financed the “Accomandita Ceirano & C.”, aimed at construction of the “Welleyes”, a car designed by the engineer Aristide Faccioli and handcrafted by Giovanni Battista Ceirano.

Given the success achieved by the “Welleyes” at its presentation, Bricherasio and Gatti proposed to a group of acquaintances to acquire the experiences, the workers and the competence of the “Accomandita Ceirano & C.” to transfer them on an industrial scale, as was already the case in the factories of northern Europe.

In addition to the two promoters, Count Roberto Biscaretti di Ruffia, the Marquis Alfonso Ferrero de Gubernatis Ventimiglia, the silk banker and industrialist Michele Ceriana Mayneri, the lawyer Carlo Racca, the owner Lodovico Scarfiotti, the agent of I change Luigi Damevino and the wax industrial Michele Lanza. The established company had not yet been made official that the Piedmontese press already published the news as certain.

The group of notables, after several meetings held in Madame Burello’s cafe to fix the lines of the agreement and after obtaining financial support from the “Banco di Sconto e Sete” of Turin, met at Palazzo Bricherasio to sign the deed of “Constitution of the Limited Company Italian Factory of Automobiles – Turin” prepared by Cav. Dr. Ernesto Torretta, Notary of the Real House: it was 11 July 1899. The shareholders paid a capital of 800,000 lire in 4,000 shares (about 3.6 million current) and entrusted Ludovico Scarfiotti to the presidency.

It should be added that, the day before the company was founded, Michele Lanza decided to retire, abandoning the FIAT association. Lanza had already built his own, in 1895, one of the first Italian cars and, well aware of the technical difficulties faced, he considered it inappropriate to exclude Giovanni Battista Ceirano from the company, the main mechanical expert, for mere matters of rank. Part of the share allocated to Lanza was assumed by the owner Giovanni Agnelli, involved in extremis by his friend and former comrade Scarfiotti, while the remaining share was supported by the Discount Bank and Sete.

During the first session, the board of directors of the newly formed FIA (Fabbrica Italiana di Automobili) approved the purchase of “Accomandita Ceirano & C.”, liquidating Ceirano with the sum of 20,000 lire, in addition to hiring him as a sales agent.

The first car built by FIAT was the “3½ HP” model, a copy of the “Welleyes” and produced in 8 copies during 1899. Also in that year, the company changed its name to FIAT at the suggestion of Aristide Faccioli and with the enthusiastic support of Cesare Goria-Gatti who, from the columns of the newspaper L’Automobile, invited the adoption of this acronym also for its auspicious Latin meaning (third person singular in the verb fio = becomes, becomes, is made, achieved, happens) about the future of the company. The only one to raise some doubts was Emanuele Cacherano di Bricherasio, whose acronym seemed to refer to biblical-religious concepts, in contrast to his Marxist convictions.

The first 8 cars were built in the acquired Ceirano workshop, then the production moved to the new factory in Corso Dante Alighieri, finished in record time in the early months of 1900. FIAT began the construction of the famous production plant called Lingotto in 1916 and made it work in 1923.

After an initial period of difficult development, marked by various recapitalisations and changes in the composition of the share capital (not always in a peaceful manner but also resulted in sensational processes for the time), ownership of the automaker is assumed almost entirely by Giovanni Agnelli , who will become a senator during Fascism and will remain at the head of the company until the end of the Second World War.

Having risked losing ownership of the company due to his compromise with the fascist regime, Agnelli passes the command to Valletta, being the only son, Edward, who died in a plane crash. Valletta, a man of uncommon qualities, took care of holding on behalf of the Agnelli family one of the few Italian companies not completely kneeling by defeat, he managed to get her up and at the same time provided the appropriate preparation for the role that should have hired the descendant young as soon as possible “first in dynastic line” (definition attributed to Montanelli).

Gianni Agnelli, the heir, became president of FIAT in 1966 and remained so until his 75th birthday, when statutory regulations forced him to cede the presidency.

The position is taken first (1996) by the former CEO Cesare Romiti and then (1998) by the Genoese Paolo Fresco, arriving from the United States, former vice president of General Electric.

The crisis of the group brings his brother Umberto to the presidency (2003); and after the death of Umberto it is the turn (2004) of Luca Cordero di Montezemolo. The heir appointed by the Agnelli family, John Elkann, was appointed vice president at the age of 28 and other family members are members of the board of directors. The Chief Executive Officer, Giuseppe Morchio, who resigned, was replaced by Sergio Marchionne, from 1 June 2004.

The management of Gianni Agnelli greatly increased the multinational and multi-sector vocation of the company; a vocation that had its roots in the industrial realities created by Fiat throughout Europe, already in the first twenty years of the century. Growth, certainly aided by the so-called “economic boom” of the 1960s, was significant both nationally and in foreign markets.

The activities and strategies of the group, originally aimed solely at the industrial production of cars (and soon after also of industrial and agricultural vehicles), with the passage of time and due to the changed market conditions and the consolidated group structure, went towards diversification in many other sectors. The group currently has activities in a wide range of sectors of industry and financial services.

It is the largest Italian corporate group, which also boasts significant activities abroad, where it is present in 61 countries with 1063 companies employing over 223,000 people, 111,000 of which are outside Italy.

FIAT has launched thousands of models on the automotive market including cars, trucks but also in war time and posts with aircraft models. Among the most famous car models we must remember the FIAT type 1 (the first taxi), the Fiat 509, the Fiat 500 Topolino, the Fiat Balilla and in the post war period: the Fiat 1500, the Fiat 1100, the Fiat Campagnola (derivative from the American Jeep), in the period 1960/70 we must remember the Fiat 850, the Fiat 127, the Fiat Panda and the Fiat Punto; to then move on to our days we find the Fiat Tipo, the Fiat Multipla and so on like the many reissues of previous models like the beautiful Barchetta or the 124.

If you are interested in buying the stamp you can buy it for € 4.50. Send me a request to the email: [email protected]