POSTE ITALIANE 32^ emissione del 03 Settembre 2020 di un francobollo dedicato alla Buton nel II centenario della fondazione

POSTE ITALIANE 32^ emissione del 03 Settembre 2020 di un francobollo dedicato alla Buton nel II centenario della fondazione

Il Ministero dello Sviluppo con le Poste Italiane emette il 3 settembre 2020 un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “ le Eccellenze del sistema produttivo ed economico” dedicato alla Buton, nel II centenario della fondazione, relativo al valore della tariffa B, corrispondente ad €1.10.

  • data: 03 settembre 2020
  • dentellatura: 11
  • stampa: rotocalcografia
  • tipo di carta; carta bianca patinata neutra -autoadesiva non fluorescente
  • stampato: I.P.Z.S. Roma
  • tiratura: 400.000
  • dimensioni: 30 x 40 mm
  • contenuto foglio: 45 esemplari
  • valore: B= €1.10
  • bozzettista: Tiziana Trinca
  • num. catalogo: Michel 4057 YT _______ UN _4057

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1.50. Inviandomi una richiesta alla email: [email protected]

Buton (già Distilleria Giovanni Buton) è un’azienda italiana produttrice di distillati fondata a Bologna nel 1820. Il suo prodotto più noto è il distillato Vecchia Romagna; negli anni novanta del XX secolo controllava il trenta per cento del mercato italiano dei brandy.

Storia

Jean Bouton, erede di una famiglia di distillatori proveniente dalla regione francese della Charente, nel 1820 fondò a Bologna la “Distilleria Giovanni Buton” italianizzando il proprio nome. La zona venne scelta per le caratteristiche geologiche e fisiche simili a quelle della Charente al fine di produrre un distillato dalle caratteristiche simili a quelli prodotti in patria e, a tal scopo, venne scelto un vitigno Trebbiano bianco; inoltre venne avviata la produzione anche di liquori come la Crema Cacao, l’Amaro Felsina e la Coca Buton.

Il marchese Filippo Sassoli dé Bianchi rifonda la distilleria di liquori Buton, nata nel 1820 dal sodalizio fra il reduce napoleonico Jean Bouton (ex fornitore della casa reale francese, proveniente da una famiglia di distillatori della Charente) e Giacomo Rovinazzi, pasticcere sotto il portico del Pavaglione. Dal 1830 la “Gio. Buton s.p.a” ha sede a Bologna in viale Pietramellara, dove ha prodotto distillati di grande successo, come l’Amaro Felsina, la Crema Cacao, il Cognac Buton, la Coca Boliviana e persino uno sciroppo a base di gomma, descritto come “preservativo sovrano contro le malattie di petto”. La ditta partecipa nel 1900 all’Esposizione Universale di Parigi con un fastoso chiosco in stile liberty, opera di Ermete Maccaferri, premiato con medaglia d’oro. Nel 1939 il conte Achille Sassoli de Bianchi lancia il prodotto che farà della Buton l’azienda italiana leader per i liquori: il brandy “Vecchia Romagna”. Dopo la Liberazione esso avrà grande successo presso i soldati americani di stanza a Bologna. Negli anni Sessanta, grazie anche all’efficace pubblicità che avrà come protagonista l’attore petroniano Gino Cervi, la “Vecchia” diventerà il brandy che “crea un’atmosfera”. La costante crescita dell’azienda Buton sarà interrotta solo dalla crisi degli anni Ottanta, quando il marchio sarà acquisito dalla famiglia Seragnoli, proprietaria della Montenegro.

Da “L’Ancora – giornale quotidiano per le Romagne, Marche ed Umbria”, Bologna, anno VII n. 10 – 15 gennaio 1874: Per chi nol sapesse, diremo che i signori Paluggay sono i proprietarii del palazzo dei Vini, grandioso ed elegante stabilimento enologico eretto in vicinanza di Presburgo (Ungheria) dove si fabbricano ed accolgono i più rinomati vini ungheresi, non solo, ma i prodotti vinicoli eziandio di tutte parti d’Europa che si meritarono fama di squisiti. Botti innumerevoli, e migliaia di bottiglie, pronte a partire per qualunque destinazione, sono nei sotterranei dello stabilimento provvisto di tutto gli strumenti ed attrezzi che l’arte enologica propone e suggerisce. (…) La posizione geografica centrale in cui trovasi la città nostra, e molto più la fama che la ditta Buton e C., diretta si bene dal sig. Camillo Rovinazzi, si è saputa acquistare colle sue specialità e in Italia e all’Estero, e la specchiata sua onestà hanno diretto i signori Palugyay nella scelta del loro rappresentante in Italia: scelta che, ci piace il dirlo, non poteva esser fatta meglio.

Viene così descritta nella ‘Guida illustrata di Bologna – Storica artistica industriale’, edita nel 1892 dalla Tipografia Successori Monti: La Distilleria a vapore della Ditta Giovanni Buton e Comp., di proprietà dei fratelli Rovinazzi è, senza dubbio una delle più importanti di Bologna. Questa Distilleria, tra le specialità rinomatissime in tutto il mondo, vanta l’Elixir Coca Boliviana e l’Amaro di Felsina, oltre ad alcune altre. L’Elixir Coca, preparato colle foglie della vera Coca Boliviana, è certamente valido ristoratore delle forze. Uno dei primi a raccomandare in Italia l’uso della Coca fu il Mantegazza, il quale si fondò su osservazioni fatte nei suoi viaggi attraverso il Perù e la Bolivia. Egli vide che quei popoli ne facevano spesso consumo, masticandone le foglie, quando specialmente avevano bisogno di resistere a grandi fatiche o intraprendere lunghe camminate, sotto il sole cocente. Esperienze in proposito dimostrarono poscia che la Coca vale ad eccitare le funzioni nervose, specialmente quelle del cervello. Tali effetti risultano dalla cocama, un alcaloide che è contenuto nelle foglie di Coca, come dimostrò l’analisi chimica. La cocaina ha azione benefica anche nelle indigestioni, nei dolori intestinali, nei cosidetti bruciori di stomaco. Se non che l’uso della masticazione delle foglie di Coca non avrebbe certo attecchito in Europa, se da esse non si fossero preparati liquori speciali. Di cui quello fuor di dubbio più efficace è l’Elixir Coca della Ditta Buton di Bologna, meritatamente premiato a molte Esposizioni, tra cui quella di Torino del 1884. Quando difatti la Ditta Buton mise in commercio questa sua specialità, ottenne un vero successo di ammirazione e di fiducia e da ogni parte a lei provennero ordinazioni. Pel suo grande esito, per la nomea che gode, l’Elixir Coca soltanto potrebbe paragonarsi al Benedectine di Francia. Anche l’Amaro di Felsina è apprezzato per le sue qualità toniche e digestive, essendo esso preparato a base di China Peruviana e scorza d’arancio. Il successo arrise alla nuova attività e, a un’Esposizione universale di Parigi lo stand Buton ottiene come riconoscimento il Gran Prix con medaglia d’oro.

L’azienda venne ereditata nel 1939 dal conte Achille Sassoli de Bianchi dalla consorte Maria Rovinazzi, il quale rinominò il distillato di uve trebbiane come Vecchia Romagna imbottigliato in una riconoscibile bottiglia triangolare che divenne nel tempo una delle sue caratteristiche più distintive che nel primo dopoguerra ebbe grande successo presso i soldati americani di stanza a Bologna. Negli anni sessanta, grazie anche a una efficace campagna pubblicitaria che avrà come testimonial l’attore Gino Cervi. A seguito di un periodo di crisi negli anni ottanta, l’azienda venne venduta alla multinazionale Grand Metropolitan nel 1993 che poi diverrà noto come Diageo dopo aver già rilevato dalla famiglia Sassoli dè Bianchi una prima quota minoritaria della Buton l’anno precedente. Nel 1999 la famiglia Seragnoli, proprietaria anche della Montenegro, acquisì dalla multinazionale Diageo la proprietà dell’azienda e del marchio. Il processo produttivo venne poi spostato nell’attigua cittadina di San Lazzaro dove una vasta area venne destinata alla produzione e all’invecchiamento del distillato. La Ditta Buton, premiata con trenta medaglie a Esposizioni Nazionali e Mondiali, ottenne ultimamente anche a Bologna il diploma di benemerenza

POSTE ITALIANE 32nd issue on 03 September 2020 of a postage stamp dedicated to Buton in the second centenary of the foundation

The Ministry of Development with the Italian Post Office issues on September 3, 2020 an ordinary stamp belonging to the thematic series “The Excellencies of the productive and economic system” dedicated to Buton, in the second centenary of the foundation, relating to the value of tariff B, corresponding to € 1.10

date: 03 September 2020
indentation: 11
printing: rotogravure
Type of paper: neutral white coated paper – self-adhesive non fluorescent
printed: I.P.Z.S. Rome
circulation: 400,000
dimensions: 30 x 40 mm
sheet content: 45 copies
value: B = € 1.10
sketch artist: Tiziana Trinca
num. catalog: Michel______ YT ______ UNI _

If you are interested in purchasing this stamp, you can buy it for € 1.50. Send me a request to the email: [email protected]

Buton (formerly Giovanni Buton Distillery) is an Italian distillate company founded in Bologna in 1820. Its best known product is the Vecchia Romagna distillate; in the 1990s it controlled thirty percent of the Italian brandy market.

History

Jean Bouton, heir to a family of distillers from the Charente region of France, founded the “Giovanni Buton Distillery” in Bologna in 1820, bringing his name into Italian. The area was chosen for its geological and physical characteristics similar to those of the Charente in order to produce a distillate with characteristics similar to those produced at home and, for this purpose, a white Trebbiano grape was chosen; in addition, the production of liqueurs such as Crema Cacao, Amaro Felsina and Coca Buton was also started.

The Marquis Filippo Sassoli dé Bianchi re-founded the Buton liqueur distillery, founded in 1820 by the partnership between the Napoleonic veteran Jean Bouton (former supplier of the French royal house, coming from a family of Charente distillers) and Giacomo Rovinazzi, pastry chef under the portico of the Pavaglione. Since 1830 “Gio. Buton spa” has been based in Bologna in Viale Pietramellara, where it has produced highly successful spirits, such as Amaro Felsina, Crema Cacao, Cognac Buton, Coca Boliviana and even a gum-based syrup. , described as “sovereign condom against chest diseases”. The company took part in the Universal Exhibition in Paris in 1900 with a sumptuous Art Nouveau kiosk, the work of Ermete Maccaferri, awarded with a gold medal. In 1939 Count Achille Sassoli de Bianchi launched the product that would make Buton the leading Italian company for liqueurs: the “Vecchia Romagna” brandy. After the Liberation it will have great success with the American soldiers stationed in Bologna. In the Sixties, thanks also to the effective advertising featuring the Petronian actor Gino Cervi, the “Vecchia” will become the brandy that “creates an atmosphere”. The constant growth of the Buton company will only be interrupted by the crisis of the Eighties, when the brand will be acquired by the Seragnoli family, owner of Montenegro.

From “L’Ancora – daily newspaper for Romagne, Marche and Umbria”, Bologna, year VII n. 10 – 15 January 1874: For those who do not know, we will say that the Paluggays are the owners of the Palazzo dei Vini, a grandiose and elegant oenological establishment erected near Presburgo (Hungary) where the most renowned Hungarian wines are produced and welcomed, not only , but the wine products also from all parts of Europe which deserved a reputation as exquisite. Countless barrels, and thousands of bottles, ready to leave for any destination, are in the basement of the establishment equipped with all the tools and equipment that the art of wine proposes and suggests. (…) The central geographical position in which our city is located, and much more the fame than the Buton and C. company, directed by Mr. Camillo Rovinazzi, was able to buy with her specialties both in Italy and abroad, and her honesty directed the Palugyay family in choosing their representative in Italy: a choice that, we like to say, could not have been made better.

It is thus described in the ‘Illustrated Guide of Bologna – Industrial Art History’, published in 1892 by the Successori Monti Typography: The steam distillery of the Giovanni Buton e Comp. Firm, owned by the Rovinazzi brothers, is undoubtedly one of the most important in Bologna . This Distillery, among the world-renowned specialties, boasts the Elixir Coca Boliviana and the Amaro di Felsina, among others. Elixir Coca, prepared with the leaves of the real Bolivian Coca, is certainly a valid restorer of strength. One of the first to recommend the use of Coca in Italy was Mantegazza, which was based on observations made in his travels through Peru and Bolivia. He saw that those peoples often consumed it, chewing its leaves, especially when they needed to resist great efforts or undertake long walks, under the scorching sun. Experiences in this regard later showed that Coca is good for stimulating the nervous functions, especially those of the brain. These effects result from cocama, an alkaloid that is contained in coca leaves, as chemical analysis showed. Cocaine also has a beneficial action in indigestion, intestinal pain, in the so-called heartburn. Except that the use of chewing Coca leaves would certainly not have taken root in Europe, if special liqueurs had not been prepared from them. Of which the most effective undoubtedly is the Elixir Coca of the Buton Company of Bologna, deservedly awarded at many Exhibitions, including that of Turin in 1884.

When, in fact, the Buton Company put this specialty on the market, it achieved a real success of admiration and trust and orders came from everywhere. Due to its great success, due to the reputation it enjoys, Elixir Coca could only be compared to the Benedectine of France. Amaro di Felsina is also appreciated for its tonic and digestive qualities, being prepared based on Peruvian China and orange peel. Success came to the new business and, at a Universal Exhibition in Paris, the Buton stand was awarded the Grand Prix with a gold medal.

The company was inherited in 1939 by Count Achille Sassoli de Bianchi from his wife Maria Rovinazzi, who renamed the Trebbiane grape distillate as Vecchia Romagna bottled in a recognizable triangular bottle which over time became one of its most distinctive characteristics which in the first post-war period had great success with the American soldiers stationed in Bologna. In the sixties, thanks also to an effective advertising campaign that will have the actor Gino Cervi as testimonial. Following a period of crisis in the eighties, the company was sold to the multinational Grand Metropolitan in 1993 which later became known as Diageo after having already acquired a first minority stake in Buton from the Sassoli dè Bianchi family the previous year. In 1999 the Seragnoli family, also owner of Montenegro, acquired ownership of the company and the brand from the multinational Diageo. The production process was then moved to the adjacent town of San Lazzaro where a large area was used for the production and aging of the distillate.

The Buton Company, awarded with thirty medals at National and World Expositions, recently obtained the diploma of merit in Bologna as well.

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