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POSTE ITALIANE 11^ emissione del 25 Maggio 2020 di un francobollo dedicato a Bruno Ielo, nel 3°anniversario dell’uccisione

Posted By thecollectibles on Mag 25, 2020 |


POSTE ITALIANE 11^ emissione del 25 Maggio 2020 di un francobollo dedicato a Bruno Ielo, nel 3°anniversario dell’uccisione

Il Ministero dello Sviluppo con le Poste Italiane emette il 25 maggio 2020 un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica” il Senso civico” dedicato a Bruno Ielo nel 3° anniversario dell’uccisione, relativo al valore della tariffa B, corrispondente ad €1.10.

  • data / date 25 maggio 2020
  • dentellatura / serration 11
  • stampa / printing rotocalcografia
  • tipo di carta / paper type carta bianca autoadesiva
  • stampato / printed I.P.Z.S. Roma
  • tiratura / edition 300.000
  • dimensioni / dimension 40 x 30 mm
  • bozzettista/ designer C. Giusto
  • num. catalogo/catalog num. Michel YT UN

Notizie estrapolate da articoli comparsi su internet.

BRUNO IELO, ucciso dalla Mafia.

 Per la squadra mobile e per la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Bruno Ielo era “un semplice e onesto tabaccaio” che, da solo, aveva messo in discussione il ruolo e il prestigio della cosca Tegano. Lo hanno freddato in strada con un gesto eclatante e dimostrativo, davanti agli occhi della figlia e abbandonando l’arma sulla scena del crimine. Un messaggio alle cosche del territorio dove si è consumato l’omicidio ma anche in modo che tutti potessero capire le conseguenze per chi non abbassava la testa. Un’esecuzione in piena regola come quella riservata ai boss. Due colpi di pistola calibro 7,65 che non gli hanno lasciato scampo.

Nonostante gli avvertimenti e le pressioni subiti per quasi un anno, non si era piegato ai voleri del clan di Archi che voleva fargli chiudere l’esercizio commerciale. Ex carabiniere, Bruno Ielo non aveva abbassato la testa davanti a Franco Polimeni che, pur non avendo mai riportato condanne definitive per associazione mafiosa, è ritenuto uno dei vertici della cosca Tegano. Cognato del boss Pasquale Tegano, infatti, Polimeni gestiva un rivendita di tabacchi a poche centinaia di metri da quello di Bruno Ielo che più volte era stato avvertito di chiudere. “Ambasciate” e avvertimenti che non sono mai andati a buon fine. Nemmeno quando nell’agosto 2016, due persone con il casco sono entrate nella sua tabaccheria e gli hanno sparato in bocca. Bruno Ielo andava eliminato. E così è stato il 25 maggio 2017. Quella sera stava rientrando a casa con lo scooter. La figlia lo anticipava di qualche metro in auto. Erano da poco passate le 21, quando un altro scooter con una persona a bordo lo ha affiancato e ha fatto fuoco. Una manciata di secondi e Bruno Ielo è caduto a terra sulla via Nazionale a Catona, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. Aveva ancora in tasca l’incasso della giornata quando sono arrivati gli agenti della squadra mobile, guidata da Francesco Rattà. Coordinata dalla Dda, la sezione omicidi della squadra Mobile, guidata da Sandra Manfré, ha ricostruito a ritroso la dinamica dell’agguato: a sparare è stato Francesco Mario Dattilo, lo stesso soggetto che l’anno prima, assieme a Giuseppe Antonio Giaramita aveva rapinato il tabaccaio ferendolo gravemente. Anche in quella occasione buona parte dei soldi che i sicari erano riusciti a prendere dalla cassa dopo aver sparato a Ielo, è caduta davanti all’ingresso dell’esercizio commerciale.

Nella fase esecutiva dell’omicidio, lo scooter del killer è stato supportato da una Fiat Panda rossa guidata proprio Franco Polimeni in compagnia del suo uomo di fiducia Cosimo Scaramozzino. L’operazione “Giù la testa” è scattata stamattina all’alba. Già detenuto perché coinvolto in un’altra inchiesta antimafia, Franco Polimeni si è visto notificare l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Karin Catalano su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri e dei sostituti della Dda Stefano Musolino e Giovanni Gullo. Come mandante del delitto Ielo, Polimeni è accusato di omicidio aggravato dalle modalità mafiose assieme al complice Cosimo Scaramozzino e all’esecutore materiale Francesco Mario Dattilo. Anche loro sono stati destinatari dell’ordinanza di arresto così come il siciliano Giuseppe Giaramita, già detenuto e accusato di tentato omicidio. “Mio padre era una persona ligia che non avrebbe accettato i soprusi da parte di chiunque. – Aveva spiegato la figlia del tabaccaio ucciso agli inquirenti – D’altronde, qualcuno, parlando della morte di mio padre mi ha detto, qualche tempo fa, che ha sbagliato a non andare a presentarsi dal malavitoso che controlla la zona nel momento in cui ci siamo trasferiti”. Alla cosca Tegano aveva dato fastidio il modo di lavorare di Bruno Ielo che lasciava aperto il suo tabacchino dalla mattina alle 5 fino alla sera alle 21 senza nemmeno una pausa pranzo. Lo faceva nell’intento di garantire un dignitoso futuro alla figlia Daniela che lavorava con lui e alla quale, ogni volta che discuteva dei rischi collegati all’attività commerciale, replicava: “Hai un pezzo di pane. Io lo tengo per questo, perché non c’è lavoro”.

Così facendo, Bruno Ielo incrementava le vendite senza curarsi degli altri commercianti o dell’effetto che tale atteggiamento potesse ingenerare negli stessi e, in particolare, in Franco Polimeni. Quest’ultimo, ritenuto un pezzo da novanta della ‘ndrangheta di Archi, era convinto che eliminando il tabaccaio avrebbe risolto ogni problema della sua attività commerciale. Non aveva fatto i conti con la figlia di Bruno Ielo che, anziché desistere dal portare avanti la gestione della tabaccheria, anche dopo l’omicidio del padre manteneva le stesse abitudini, garantendo alla clientela un servizio continuativo senza interruzione durante la giornata e mantenendo aperta l’attività anche nei giorni festivi. Questo dava fastidio a Polimeni che controllava i movimenti e gli orari di Daniela Ielo anche dopo averle ucciso il padre. Parlando con sua figlia Rita (anche lei denunciata dalla squadra Mobile), infatti, il cognato dei Tegano si lascia andare uno sfogo commentando la crisi del proprio esercizio commerciale: “Doveva chiudere quella là fuori e chiudiamo noi…e abbiamo perso barca e rizza”.Una chiarissima frase che, per la Dda e per gli investigatori della squadra mobile, è una sorta di confessione.

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1.50. Inviami una richiesta alla email: [email protected]

ITALIAN POST 11th issue of 25 May 2020 of a stamp dedicated to Bruno Ielo, on the 3rd anniversary of the killing

On 25 May 2020, the Ministry of Development with the Italian Post Office issues an ordinary stamp belonging to the thematic series “the civic sense” dedicated to Bruno Ielo on the 3rd anniversary of the killing, relating to the value of tariff B, corresponding to € 1.10.

date / dates May 25, 2020
serration / serration 11
gravure printing / printing paper type / paper type white self-adhesive paper
printed / printed I.P.Z.S. Rome
edition / edition 300.000
dimensions / dimension 40 x 30 mm
sketcher / designer C. Giusto
num. catalog / catalog no. Michel YT UN

News extrapolated from articles that appeared on the internet.

BRUNO IELO, killed by the Mafia.
 For the mobile team and the District Anti-Mafia Directorate of Reggio Calabria, Bruno Ielo was “a simple and honest tobacconist” who, alone, had questioned the role and prestige of the Tegano gang. They killed him on the street with a striking and demonstrative gesture, in front of his daughter’s eyes and abandoning the weapon at the crime scene. A message to the gangs of the territory where the murder took place but also so that everyone could understand the consequences for those who did not lower their heads. A full-blown execution such as that reserved for bosses. Two 7.65 caliber pistol shots that left no way out.
Despite the warnings and pressures he had undergone for almost a year, he had not bowed to the wishes of the Archi clan who wanted him to close the business. Former carabiniere, Bruno Ielo had not lowered his head in front of Franco Polimeni who, although he never reported definitive convictions for mafia association, is considered one of the leaders of the Tegano gang. In fact, the brother-in-law of the boss Pasquale Tegano, in fact, Polimeni managed a tobacconist’s shop a few hundred meters from that of Bruno Ielo who had been warned several times to close. “Embassies” and warnings that have never been successful. Not even when in August 2016, two people with helmets entered his tobacconist and shot him in the mouth. Bruno Ielo had to be eliminated. And so it was on May 25, 2017. That evening he was returning home with the scooter. His daughter was a few meters ahead of him by car. It was just past 9 pm, when another scooter with a person on board joined him and fired. A few seconds and Bruno Ielo fell to the ground on the Via Nazionale in Catona, a few hundred meters from his home. The proceeds of the day were still in his pocket when the agents of the mobile team, led by Francesco Rattà, arrived. Coordinated by the DDA, the homicide section of the Mobile team, led by Sandra Manfré, reconstructed the dynamic of the ambush backwards: it was Francesco Mario Dattilo who shot the same subject that the year before, together with Giuseppe Antonio Giaramita had robbed the tobacconist seriously injuring him. Even on that occasion a good part of the money that the assassins had managed to take from the cash register after shooting Ielo, fell in front of the entrance to the business.
In the execution phase of the murder, the killer’s scooter was supported by a red Fiat Panda driven by Franco Polimeni in the company of his trusted man Cosimo Scaramozzino. The “Down the Head” operation was taken this morning at dawn. Already detained because involved in another anti-mafia investigation, Franco Polimeni was notified of the order of precautionary custody issued by the investigating magistrate Karin Catalano at the request of the prosecutor Giovanni Bombardieri and the deputies of the DDA Stefano Musolino and Giovanni Gullo. As the instigator of the Ielo crime, Polimeni is accused of murder aggravated by the mafia arrangements together with his accomplice Cosimo Scaramozzino and the material executor Francesco Mario Dattilo. They too were the recipients of the arrest order as well as the Sicilian Giuseppe Giaramita, already detained and accused of attempted murder. “My father was a loyal person who would not accept anyone’s abuses. – The daughter of the tobacconist killed to the investigators had explained – On the other hand, someone, speaking of the death of my father, told me, some time ago, that he was wrong not to go to the criminal who controls the area when we were there we moved. ” Tegano had been annoyed by Bruno Ielo’s way of working, leaving his tobacconist open from morning to 5 until evening at 9 pm without even a lunch break. He did so with the aim of guaranteeing a dignified future for his daughter Daniela who worked with him and to whom, whenever he discussed the risks associated with the business, he replied: “You have a piece of bread. I keep it for this, because there is no work. “
In doing so, Bruno Ielo increased sales regardless of the other traders or the effect that such an attitude could generate in them and, in particular, in Franco Polimeni. The latter, believed to be a ninety piece of Archi’s’ ndrangheta, was convinced that eliminating the tobacconist would solve every problem of his commercial activity. He had not dealt with Bruno Ielo’s daughter who, instead of giving up running the tobacconist’s shop, maintained the same habits even after the father’s murder, guaranteeing customers a continuous service without interruption during the day and keeping the l ‘activity also on holidays. This bothered Polimeni who controlled Daniela Ielo’s movements and schedules even after killing her father. Talking to his daughter Rita (also denounced by the Mobile team), in fact, the brother-in-law of the Teganos lets go of an outburst commenting on the crisis of his business: “He had to close the one out there and we will close … and we have lost the boat and raises” A very clear sentence which, for the DDA and for the investigators of the mobile team, is a sort of confession.

If you are interested in purchasing this stamp, you can buy it for € 1.50. Send me a request to the email: [email protected]