M.I.S.E. 26^ EMISSIONE 2022, del 30 giugno, di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica ” lo Sport ” dedicato alla squadra vincitrice del Campionato di calcio di Serie A.

Foglietto con n.6 francobolli

M.I.S.E. 26^ EMISSIONE 2022, del 30 giugno, di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica ” lo Sport ” dedicato alla squadra vincitrice del Campionato di calcio di Serie A, con valore indicato in B, corrispondente ad € 1.20.

  • data: 30 giugno 2022
  • dentellatura: 12
  • dimensioni francobollo: 40 mm di diametro
  • stampa: rotocalcografia
  • tipo di cartabianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente; grammatura: 90 g/mq; supporto: carta bianca, Kraft monosiliconata da 80 g/mq; adesivo: tipo acrilico ad acqua, distribuito in quantità di 20 g/mq (secco)
  • stampato: I.P.Z.S. Roma
  • tiratura: 300.000
  • valoreB = € 1,20
  • colori: cinque
  • bozzettista: Emanuela L’Abate
  • num. catalogo francobolloMichel ______ YT _______ UNIF ________
  • Il francobollo: Le vignette raffigurano, a destra, un giocatore con la maglia del Milan al momento di calciare, affiancato, a sinistra, dal particolare di un pallone da calcio su cui si incastona il logo ufficiale dell’AC Milan armonizzato a quello celebrativo della vittoria del 19° Scudetto. Completano i francobolli la legenda “AC Milan Campione d’Italia 2021 – 2022”, la scritta “Italia” e l’indicazione tariffaria “B”.
  • Il foglietto: Sullo sfondo del mini-foglio, in cui sono racchiusi su due righe i sei francobolli, viene raffigurata la rete di una porta da calcio. A destra scorrono in ordine cronologico le stagioni in cui il Milan ha conquistato i 19 Scudetti. Completano il mini-foglio, in alto, le date “2021 – 2022” e un pallone che idealmente sembra uscire da uno dei francobolli. Colori: tre; formato del mini-foglio: 200 x 130 mm.

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1,70, oppure se vuoi il foglietto il costo è di € 11,00, basta inviare una richiesta alla email: [email protected]

L’Associazione Calcio Milan, meglio nota come AC Milan, è una società calcistica italiana fondata nel 1899 con sede nella città di Milano. Milita nella Serie A, massima serie del campionato italiano di calcio, dalla sua introduzione nella stagione 1929-1930, dove ha giocato pressoché stabilmente: da allora, infatti, ha partecipato a 88 campionati di Serie A a girone unico su 90, vincendone 19 della Serie A e  due campionati di Serie B nelle stagioni 1980-1981 e 1982-1983.

È la terza squadra al mondo per numero di titoli internazionali vinti (18, a pari merito con il Boca Juniors e l’Independiente e alle spalle di Real Madrid e Al-Ahly, rispettivamente a quota 28 e 24). Nella sua bacheca figurano, a livello internazionale, 7 Coppe dei Campioni/UEFA Champions League, 2 Coppe delle Coppe, 5 Supercoppe europee, 3 Coppe Intercontinentali e una Coppa del mondo per club FIFA. Se in ambito internazionale il Milan è la squadra italiana con più successi, la prima italiana ad essersi aggiudicata la Coppa dei Campioni (nel 1962-1963) e la seconda squadra europea e prima italiana per numero di finali di Coppa dei Campioni/UEFA Champions League disputate (11, a pari merito con il Bayern Monaco), in ambito italiano è il terzo club più titolato, alle spalle della Juventus (59 trofei) e dell’Inter (33 trofei), avendo vinto 31 trofei nazionali: 19 scudetti, 5 Coppe Italia e 7 Supercoppe italiane. Complessivamente, con 49 trofei ufficiali vinti (31 nazionali e 18 internazionali), è il secondo club italiano più titolato dietro alla Juventus (70). È stata inoltre la prima squadra a vincere, nel 1991-1992, il campionato italiano a girone unico senza subire sconfitte e detiene il record assoluto di partite consecutive senza sconfitta (58) nei cinque principali campionati europei (dal 26 maggio 1991 al 14 marzo 1993).

Dagli esordi al secondo dopoguerra

Il Milan Football & Cricket Club nacque grazie all’iniziativa di un gruppo di inglesi e italiani, riuniti all’hotel Du Nord e des Anglais, con  Alfred Edwards, il primo presidente, che il club stesso fissa tradizionalmente al 16 dicembre 1899.

Il 15 gennaio 1900 il club fu affiliato alla FIF, Federazione Italiana del Football e il 15 aprile, nelle semifinali del campionato 1900, la squadra esordì con una sconfitta per 3-0 contro il Torinese. Il 27 maggio dello stesso anno vinse la Medaglia del Re grazie al 2-0 ottenuto contro la Juventus.

L’anno 1901,  il Milan si laureò campione d’Italia, interrompendo la serie di vittorie consecutive del Genoa, sconfitto in finale per 3-0. Nonostante i successi, nel 1908 un gruppo di soci, in disaccordo sul tesseramento dei giocatori stranieri, lasciò i rossoneri per fondare un nuovo sodalizio, il Football Club Internazionale Milano. Dopo la separazione il Milan sfiorò due scudetti, nel 1910-1911 e nel 1911-1912, entrambi vinti dalla Pro Vercelli.

Nel marzo 1919 la denominazione fu mutata in Milan Football Club e nel 1926 venne inaugurato lo stadio San Siro, fatto costruire dal presidente Piero Pirelli e che, fino al 1947, ospitò solo il Milan, dato che l’Inter avrebbe giocato all’Arena Civica.  Nel 1936 la società assunse la denominazione Milan Associazione Sportiva, mutata nel febbraio 1939, quando le autorità fasciste imposero l’italianizzazione del nome in Associazione Calcio Milano.

Gli anni cinquanta e sessanta

Il quarto scudetto arrivò nel 1950-1951, dopo 44 anni di attesa, insieme alla prestigiosa Coppa Latina 1951, grazie ai gol del celebre trio svedese Gre-No-Li e alle parate di Lorenzo Buffon, sotto la guida tecnica dell’ungherese Lajos Czeizler. Negli anni seguenti si unirono alla squadra altri campioni come Juan Alberto Schiaffino, Osvaldo Bagnoli, Luigi Radice e Cesare Maldini che, capitanati da Nils Liedholm, furono fra i protagonisti delle vittorie nella Coppa Latina 1956 e di altri 3 campionati (1954-1955, 1956-1957 e 1958-1959). Nel 1958 il Milan raggiunse la sua prima finale di Coppa dei Campioni, perdendo però per 3-2 ai supplementari contro il grande Real Madrid.

Nel 1961-62 il Milan vinse il suo ottavo titolo con Nereo Rocco in panchina, il capocannoniere José Altafini in attacco e un giovane Gianni Rivera in campo. Cambiata, all’inizio della stagione seguente, la denominazione in Milan Associazione Calcio, il club ottenne il primo successo continentale trionfando per 2-1, grazie a una doppietta di Altafini, nella finale di Wembley contro il Benfica e Cesare Maldini fu il primo capitano di una squadra italiana a sollevare la Coppa dei Campioni. Il 16 novembre 1963 i rossoneri, con Giuseppe Viani in panchina dopo il passaggio di Rocco al Torino, persero però per 1-0 lo spareggio della Coppa Intercontinentale giocato allo Stadio Maracanã contro il Santos di Pelé. Questa fu l’ultima stagione sotto la presidenza di Andrea Rizzoli, che si dimise dopo nove anni in cui vinse 4 scudetti, una Coppa Latina, una Coppa dei Campioni ed edificò il centro sportivo di Milanello.

Dopo alcune stagioni opache, che videro come unico successo la Coppa Italia 1966-1967, il ritorno in panchina di Rocco portò, nel 1967-1968, a vincere il nono scudetto e la Coppa delle Coppe 1967-1968, messa in bacheca battendo al De Kuip di Rotterdam l’Amburgo grazie ad una doppietta di Kurt Hamrin. Nel campionato successivo il Milan giunse secondo alle spalle della Fiorentina, ma vinse la sua seconda Coppa dei Campioni battendo per 4-1 nella finale di Madrid l’Ajax.  In quell’anno il Milan si aggiudicò la Coppa Intercontinentale, in virtù del successo nella doppia finale contro gli argentini dell’Estudiantes (3-0; 1-2). A questi allori di squadra si aggiunse anche la vittoria di Rivera nel Pallone d’oro 1969, primo italiano a riuscirvi.

Gli anni settanta e ottanta

Gli anni settanta si aprirono con tre secondi posti consecutivi in campionato. I secondi posti in campionato furono però compensati dalla vittoria di due Coppe Italia (1971-1972 e 1972-1973) e dalla seconda Coppa delle Coppe.

Dopo alcune stagioni non esaltanti, l’arrivo di Nils Liedholm in panchina e il 4º posto nel torneo 1977-1978, stagione di debutto di Franco Baresi, prelusero alla vittoria del decimo titolo nel 1978-1979. La squadra, guidata in campo da Gianni Rivera, alla sua ultima stagione da calciatore, vinse il campionato imbattuto (prima squadra a riuscirvi nella Serie A a girone unico) e si assicurò l’agognato “scudetto della stella”.

Gli anni ottanta si aprirono con la prima retrocessione in Serie B e la radiazione del presidente rossonero Felice Colombo a seguito dello scandalo del Totonero.  Il ritorno in A fu ancora una volta immediato ma il Milan, dopo alcune stagioni di transizione, che il 20 gennaio 1985 videro l’esordio a Udine del sedicenne Paolo Maldini, dovette affrontare una grave crisi societaria. La società, fortemente indebitata e a rischio fallimento, fu rilevata il 20 febbraio 1986 dall’imprenditore milanese Silvio Berlusconi, che ne ripianò il deficit economico.

Il Milan scelse di puntare sul giovane tecnico Arrigo Sacchi e ingaggiò i due fuoriclasse olandesi Marco van Basten e Ruud Gullit, pallone d’oro 1987. Sacchi, dopo un inizio difficile, guidò la squadra alla rimonta sul Napoli sino alla vittoria finale. Tale successo fu il preludio a un triennio d’oro in cui i rossoneri si aggiudicarono due Coppe dei Campioni (1989, 1990), due Supercoppe europee (1989, 1990), due Coppe Intercontinentali (1989, 1990) e la Supercoppa italiana 1988. Il Milan di Sacchi, ispirato al calcio totale, è considerata dalla UEFA una delle più forti squadre di club di sempre.

Gli anni novanta e duemila

La serie di successi internazionali del Milan di Sacchi si interruppe il 20 marzo 1991 nella “notte di Marsiglia”, quando Adriano Galliani, durante il ritorno del quarto di finale di Coppa dei Campioni giocato contro l’Olympique Marsiglia, fece ritirare la squadra, in svantaggio per 1-0, per lo spegnimento di uno dei riflettori dello stadio. La scelta di non tornare in campo anche dopo il ripristino dell’illuminazione portò alla sconfitta a tavolino per 3-0 e alla squalifica per un anno dalle coppe europee. Si chiuse così il ciclo di Sacchi che a fine stagione lasciò la panchina a Fabio Capello per diventare commissario tecnico della nazionale italiana.

Escluso dalle competizioni europee, il Milan si concentrò sul campionato 1991-1992, vinto senza subire sconfitte, impresa eguagliata dalla Juventus nell’annata 2011-2012. L’anno seguente il Milan si aggiudicò il secondo scudetto di fila (stabilendo il record assoluto di partite consecutive senza sconfitta, 58, considerando i primi cinque campionati europei) e la Supercoppa italiana 1993 e tornò da protagonista nel palcoscenico europeo, arrivando a disputare la finale di UEFA Champions League, dove fu nuovamente sconfitto di misura dall’Olympique Marsiglia.

L’annata 1993-94 fu invece memorabile, impreziosita dal double scudetto-UEFA Champions League, coppa vinta in finale per 4-0 contro il Barça allenato da Johan Cruijff malgrado le assenze di Franco Baresi e Alessandro Costacurta per squalifica; si aggiudicò, poi, la Supercoppa italiana 1994 e la Supercoppa UEFA 1994, ma fu sconfitto per 2-0 nella Coppa Intercontinentale 1994 dagli argentini del Vélez Sarsfield e per 1-0 nella finale di UEFA Champions League 1994-1995, raggiunta per il terzo anno consecutivo, dal giovane Ajax del tecnico Louis van Gaal. Al termine della stagione 1995-96, conclusa con la vittoria del quarto scudetto in cinque anni, Capello lasciò la panchina all’uruguaiano Óscar Tabárez.

Nei due anni seguenti il Milan, che passò nel dicembre 1996 da Tabárez al rientrante Sacchi e, nell’estate 1997, da questi al rientrante Capello, visse la fine di un ciclo, segnata da una crisi di risultati e piazzamenti molto deludenti in campionato. Nel 1998 riuscì, tuttavia, a raggiungere dopo otto anni la finale di Coppa Italia, dove fu sconfitto dalla Lazio. L’ingaggio del tecnico Alberto Zaccheroni, che guidò i rossoneri alla vittoria del sedicesimo scudetto nel 1998-1999, parve preludere ad un nuovo ciclo di successi, ma la squadra non ottenne risultati di rilievo e passò nel 2001 nelle mani di Cesare Maldini, prima dell’arrivo in panchina dell’ex calciatore rossonero Carlo Ancelotti, che, approdato nella stagione 2001-2002, inaugurò un nuovo ciclo vincente. Sotto la sua guida, dopo la semifinale di Coppa UEFA 2001-2002, nel 2003 tornò in bacheca la UEFA Champions League, che mancava da nove anni e fu vinta battendo ai tiri di rigore, nella finale all’Old Trafford di Manchester, i rivali della Juventus. Tre giorni dopo, contro la Roma, la squadra si aggiudicò l’unica Coppa Italia dell’era Berlusconi, la quinta della storia rossonera. Nella stagione 2003-2004, in cui la società mutò la denominazione in Associazione Calcio Milan, la bacheca si arricchì con il diciassettesimo scudetto e la quarta Supercoppa europea, vinta allo Stadio Louis II di Monte Carlo battendo per 1-0 il Porto di José Mourinho, mentre i rossoneri persero, sempre ai rigori, sia la Supercoppa italiana 2003 contro la Juventus che la Coppa Intercontinentale 2003 contro gli argentini del Boca Juniors.

Nel 2004-2005 la squadra fu artefice di un’altra stagione ad alti livelli, aperta con la vittoria della Supercoppa italiana 2004 e chiusa con il secondo posto in campionato e la sconfitta-beffa nella finale di UEFA Champions League contro il Liverpool, che nel secondo tempo rimontò in soli sei minuti dallo 0-3 e vinse la coppa ai rigori. Nel 2005-2006 i rossoneri si fermarono in semifinale in UEFA Champions League e conclusero il campionato al secondo posto. Nell’estate seguente il club fu coinvolto nello “scandalo Calciopoli” e subì una penalizzazione di 30 punti che lo relegò al terzo posto e un’ulteriore penalizzazione di 8 punti da scontare nel campionato successivo.

Nel 2006-2007 il Milan giunse nuovamente in finale di UEFA Champions League (l’undicesima della propria storia), vinta per la settima volta, con la doppietta di Inzaghi ancora contro gli inglesi del Liverpool. Kaká, che vinse poi il Pallone d’oro 2007, fu il capocannoniere della manifestazione con 10 gol. Nel 2007-2008 il Milan si aggiudicò anche la sua quinta Supercoppa europea e la sua prima Coppa del mondo per club, ultimi successi del ciclo Ancelotti, che al termine della stagione 2008-2009, segnata anche dal ritiro di Paolo Maldini, lasciò il testimone all’ex calciatore e dirigente Leonardo, alla sua prima esperienza da allenatore, ma rimasto in carica per una sola stagione.

Dagli anni duemiladieci ad oggi

Nell’estate del 2010 arrivò sulla panchina rossonera Massimiliano Allegri, che guidò il Milan alla vittoria del campionato italiano nella stagione 2010-2011, quando il Milan, trascinato dai gol del neoacquisto Zlatan Ibrahimović, vinse il diciottesimo scudetto. Nel 2011 il Milan mise in bacheca anche la sua sesta Supercoppa italiana, battendo a Pechino l’Inter per 2-1. Durante la gestione di Allegri giunsero un secondo posto in Serie A nel 2012 e un terzo posto nel 2013. Nel gennaio 2014 Allegri fu sollevato dall’incarico e sostituito con Clarence Seedorf.

Nel triennio successivo alla guida dei rossoneri si avvicendarono Clarence Seedorf, Filippo Inzaghi, Siniša Mihajlović e Cristian Brocchi, ma la squadra visse un periodo di declino. Nel dicembre 2016, sotto la guida di Vincenzo Montella, i rossoneri si aggiudicarono per la settima volta la Supercoppa italiana, ultimo trofeo della presidenza Berlusconi. Il 13 aprile 2017 fu ufficializzata la cessione della società all’imprenditore cinese Li Yonghong, nuovo presidente del club, ma, dopo poco più di un anno, si assistette ad un nuovo ribaltone societario: il 21 luglio 2018 il fondo d’investimento statunitense Elliott subentrò all’inadempiente Li Yonghong, nominando Paolo Scaroni nuovo presidente del club rossonero. Dopo aver conseguito la qualificazione all’Europa League per il terzo anno di fila nel campionato 2018-2019, il Milan fu successivamente escluso (di comune accordo con l’UEFA) dalla competizione per aver violato le norme del fair play finanziario. Passato nel 2019 sotto la guida di Stefano Pioli, il club, giunto secondo nel campionato 2020-2021, si aggiudica il diciannovesimo scudetto nel 2021-2022 (articolo parzialmente  estrapolato dal sito Wikipedia).

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