50^ emissione del 12 giugno 2024, di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “le eccellenze italiane dello spettacolo” dedicato a STEFANO D’ORAZIO

50^ emissione del 11 giugno 2024, di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “le eccellenze italiane dello spettacolo” dedicato a STEFANO D’ORAZIO, con valore indicato in B, corrispondente ad €1.25

  • data emissione: 12 giugno 2024
  • dentellatura:  11 effettuata con fustellatura. 
  • dimensioni francobollo: 30 x 40 mm
  • tipo di carta: bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente.
  • Grammatura:90 g/mq.
  • Supporto: carta bianca, Kraft monosiliconata da 80 g/mq.
  • Adesivo: tipo acrilico ad acqua, distribuito in quantità di 20 g/mq (secco).
  • stampato: I.P.Z.S. Roma
  • tiratura: 250.020
  • valoretariffa B = €1,25
  • colori: quadricromia
  • bozzettista: Maria Carmela PERRINI
  • num. catalogo francobolloMichel ______ YT _______ UNIF ________
  • Il francobollo: riproduce un ritratto di Stefano D’Orazio su cui si staglia, in basso, la sua firma autografa; sullo sfondo spicca una batteria, principale protagonista della sua attività artistica che per 50 anni lo ha visto ricoprire il ruolo di musicista, cantante, autore di testi e manager di una band che detiene ancora oggi alcuni dei record più importanti nella storia della musica italiana: i Pooh. Completano il francobollo le legende “STEFANO D’ORAZIO” e “1948 – 2020”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.
  • nota: la fotografia di Stefano D’Orazio è stata riprodotta per gentile concessione dell’autore Gianmarco Chieregato.

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Stefano D’Orazio (Roma, 12 settembre 1948 – Roma, 6 novembre 2020) è stato un batterista, paroliere, cantante e regista italiano.

Stefano D’Orazio

Batteria, voce e flauto traverso dei Pooh dal 1971 al 2009 e poi nel biennio 2015-2016 (in occasione della reunion per il cinquantennale del gruppo), è stato autore di parte dei testi delle canzoni del gruppo, del quale in seguito è divenuto anche responsabile manageriale.

Biografia

Gli esordi

Nato e cresciuto nel quartiere romano di Monteverde, inizia a suonare la batteria, acquistando uno strumento di seconda mano, sin dagli anni del liceo con il proprio primo gruppo chiamato The Kings, dal nome del complesso dal quale acquistò la batteria, di ispirazione beat. La band cambia poco dopo il nome in The Sunshines e inizia a esibirsi in un locale della periferia romana, suonando unicamente pezzi strumentali degli Shadows, in quanto non avevano i mezzi per procurarsi un impianto voci; con questo gruppo, inoltre, Stefano esordì come paroliere, scrivendo il testo di Ballano male.

Terminata questa iniziale esperienza, D’Orazio si arrangiò facendo, per un breve periodo, da colonna sonora allo spettacolo underground per percussioni e voci “Osram” di Carmelo Bene e Cosimo Cinieri, organizzato nel locale “Beat ’72“. Successivamente entra nel gruppo Italo e il suo complesso, poi rinominato I Naufraghi. Anche quell’esperienza fu di breve durata cosicché aprì a Roma due “Cantine Club“, locali all’interno dei quali si esibivano i gruppi inglesi reduci dal “Piper“. A tale attività associò quella di turnista presso la RCA, potendo così pagare parte delle cambiali e l’acquisto della batteria Ludwig.

Per autofinanziarsi e non pesare sul bilancio familiare D’Orazio fece la comparsa in vari film a Cinecittà grazie all’intercessione dell’attore Marcello di Falco: Rita la figlia americana; in Capriccio all’italiana, nell’episodio Il mostro della domenica, recitò letteralmente ai piedi di Totò; Bill il taciturnoDjango spara per primoDue croci a Danger PassLittle Rita nel Far WestL’età del malesserePronto… c’è una certa Giuliana per tePer 100.000 dollari t’ammazzo.

Successivamente fa parte prima dei The Planets, poi del gruppo Pataxo and the Others e infine de Il Punto, con il quale collabora alla colonna sonora del film Ettore lo fusto, da cui viene estratto un 45 giri.

Pooh

L’8 settembre 1971, su suggerimento di Pino Tuccimei, entra a far parte dei Pooh, in seguito all’uscita di Valerio Negrini (che da lì in poi si occupò solamente della scrittura dei testi delle canzoni). La band già conosceva il batterista romano e nonostante le ritrosie del produttore Giancarlo Lucariello, lo accolse; dopo una settimana di prove al Vun Vun di Roma, dal successivo 20 settembre esordisce con una serie di serate di rodaggio in Sardegna. La prima canzone interpretata da solista nei concerti dal vivo è stata Tutto alle tre, ereditata dal suo predecessore Negrini.

Stefano D’Orazio con la sua batteria

Dal 1975 si affianca a Valerio Negrini come paroliere, in quanto firma il testo di Eleonora mia madre, inclusa nell’lp Un po’ del nostro tempo migliore e, nel successivo Forse ancora poesia, firma il testo di Peter jr. Nel 1976, con il brano Fare, sfare, dire, indovinare, incluso nell’album Poohlover (il primo prodotto dopo la collaborazione con Lucariello) approdò alla prima esperienza come cantante solista su disco; nei precedenti dischi non aveva parti soliste ma cantava nelle parti corali, utilizzando spesso il falsetto nell’armonizzazione a quattro voci dei brani. Per questo album oltre a scrivere il testo della canzone sopra citata, scrive anche Storia di una lacrima.

L’anno successivo scrive il testo di Che ne fai di te, inclusa nell’album Rotolando respirando, mentre l’anno seguente scrive i testi delle canzoni Pronto, buongiorno è la sveglia e La leggenda di Mautoa, entrambe incluse nell’album Boomerang; nel 1979 scrive i testi delle canzoni Rubiamo un’isola e Così ti vorrei, per l’album Viva, poi nel successivo album Stop scrive i testi di Numero uno e Aria di mezzanotte.

A partire dal 1981, con Buona fortuna, da lui scritta per l’omonimo album insieme a Lascia che sia, propone agli altri membri dei Pooh di cantare in ogni disco almeno un pezzo a quattro voci alternate; in questo modo s’interrompe il consolidato uso di lasciare le parti vocali soliste al duo Facchinetti-Battaglia; di conseguenza, l’anno successivo è la volta di Anni senza fiato, lato b del singolo omonimo. D’Orazio cura anche parte dell’area manageriale dei Pooh, e nel 1983 fonda l’etichetta First. Quello stesso anno interpreta, sempre con gli altri tre, il brano Tropico del nord, da lui scritta insieme a Lettera da Berlino Est, contenuta nell’album omonimo; inoltre lo stesso anno interpreta la cover Happy Christmas (War is Over), sempre con gli altri tre.

L’anno successivo interpreta La mia donna e Il giorno prima, entrambe inserite nell’album Aloha ed entrambe cantate a quattro voci alternate; inoltre per lo stesso album scrive i testi di Stella del sud e Canzone per Lilli. Nel 1985 scrive e interpreta il brano Se c’è un posto nel tuo cuore, incluso nell’album Asia non Asia, che rimarrà negli anni la canzone più significativa di questo disco e che viene puntualmente riproposta live: si tratta della prima canzone dei Pooh, tra quelle registrate in studio, interpretata interamente da Stefano. Questo brano venne utilizzato anche come sigla de Il processo del lunedì; inoltre in quello stesso album interpreta Per noi che partiamo, della quale scrive anche il testo, e Per chi merita di più, entrambe cantate a quattro voci alternate.

L’anno successivo, nell’album del ventennale, Giorni infiniti, scrive i testi di Amore e dintorni e Goodbye, brano che i Pooh interpretano a quattro voci alternate; sul finire dell’anno viene pubblicata la canzone Forse Natale, interpretata a quattro voci alternate, della quale scrive il testo. La canzone, per la verità, era stata registrata nel dicembre 1985, a Sidney, nel corso del tour promozionale dell’album Asia non Asia, ma i Pooh decisero di tenerla nascosta per otto mesi.

Nell’album Il colore dei pensieri del 1987, interpreta la canzone Tu dov’eri, insieme agli altri tre, ed il brano Non sei lei, e scrive i testi di Io sto con te e Siamo ancora sulla strada, mentre nel 1988, nell’album Oasi, interpreta il brano Io da solo, con gli altri tre, e inoltre scrive e interpreta la canzone autobiografica La ragazza con gli occhi di sole; a partire da questo album, in ogni successivo lavoro ci sarà almeno una canzone interpretata interamente da lui; inoltre per questo album scrive il testo di Che vuoi che sia.

Due anni dopo interpreta le canzoni Uomini soliDonne italiane e Tu vivrai, con gli altri tre, e interamente la canzone Giulia si sposa (scritta da Negrini e Facchinetti), contenute nell’album Uomini soli; inoltre per lo stesso album scrive i testi di Napoli per noi e Non solo musica. Due anni dopo interpreta le canzoni Il cielo è blu sopra le nuvole e In Italia si può, insieme agli altri componenti, scrive il testo e interpreta da solista (su musica di Dodi Battaglia) 50 primavere, dedicata alle nozze d’oro dei genitori, contenute nell’album Il cielo è blu sopra le nuvole, per il quale scrive anche i testi di Stare senza di te e La donna infinita.

Stefano D’Orazio insieme ai suoi colleghi dei POOH a Sanremo

Nell’album successivo, Musicadentro, pubblicato nel 1994, scrive e interpreta A cent’anni non si sbaglia più, inoltre scrive il testo di Senza musica e senza parole e di E non serve che sia Natale che interpreta con gli altri tre.

L’anno seguente viene pubblicato l’unico brano della storia del gruppo scritto da tutti e quattro i componenti: si tratta dell’inedito Buonanotte ai suonatori, del quale D’Orazio scrive il testo e realizza l’interpretazione insieme con gli altri: il brano è contenuto nel live omonimo. La canzone, per la verità, era stata registrata nel 1987, a Zurigo, nel corso del tour promozionale dell’album Il colore dei pensieri, ma fino ad allora non era mai stata pubblicata.

Nell’album del trentennale, Amici per sempre, (1996), interpreta, insieme agli altri tre, sia la canzone che dà il titolo all’album (a Stefano toccano i primi due versi della frase di passaggio dalla terza strofa al secondo ritornello) sia C’è bisogno di un piccolo aiuto, da lui stesso scritta. Preparando l’album Stefano inizialmente propone, su musica di Roby, un testo dal titolo Chissà se c’è un prato là dove sei adesso, dedicato alla memoria di suo padre, da poco scomparso, e che ovviamente avrebbe dovuto interpretare; ma gli altri componenti preferiscono non trattare il tema della morte quindi, oltre a stravolgere completamente il testo, diventato Innamorati sempre, innamorati mai, interpreta un’altra canzone, Le donne mi hanno detto (scritta da Valerio Negrini e Roby Facchinetti); sempre per il medesimo album scrive inoltre i testi dei brani La donna del mio amico, che fu il brano di maggior successo del disco, e Cercando di te.

Nel 1997 scrive il testo e interpreta la canzone Brava la vita, contenuta nella raccolta The Best of Pooh, insieme agli altri componenti del gruppo. Nel 1998 i Pooh pubblicarono un album in cui riarrangiarono e reinterpretarono le loro canzoni delle origini, dal titolo Un minuto prima dell’alba, che altro non era che il primo cd del cofanetto celebrativo Poohbook; in questo album Stefano interpretò la canzone La solita storia, originariamente interpretata da Negrini, e che era contenuta nel loro album d’esordio Per quelli come noi del 1966; l’anno successivo Stefano interpreta le canzoni Se balla da sola e 20.000 leghe sopra i cieli (della quale scrive anche il testo), insieme agli altri tre e scrive e interpreta la canzone pop-dance Dimmi di si, che è tuttora la canzone di maggior successo dell’album Un posto felice; inoltre per il medesimo album scrive i testi di Mi manchiQuando lui ti chiederà di meIo ti aspetterò e Eravamo ragazzi.

L’anno successivo ha l’onore di aprire l’album Cento di queste vite, con la canzone Un grande amore (scritta da Valerio Negrini e Roby Facchinetti), ancora un brano pop-dance, che nel testo e nella melodia è l’ideale seguito della precedente Dimmi di sì; inoltre interpreta la canzone I respiri del mondo, insieme agli altri membri del gruppo; per il medesimo album scrive poi i testi di Non dimenticarti di meStai con meTi sposerei domaniIo ti vorrei di piùBuona fortuna e buon viaggio e L’altra faccia dell’amore.

Nel 2001 scrive il testo della canzone E arrivi tu, contenuta nella raccolta Best of the Best. Scrive poi la maggior parte dei testi del musical Pinocchio del gruppo, nel cui concept-album interpreta le canzoni Gatto & Volpe S.p.A. (in coppia con Red), Che tempi bui (in coppia con Dodi), delle quali scrive anche i testi, e Galleggiando; inoltre scrive i testi di VitaIl paese dei balocchiVoglio andare via e Un vero amico.

Due anni dopo, nell’album Ascolta, interpreta ben quattro brani: Capita quando capita, insieme agli altri, e, per l’unica volta nella discografia del gruppo, interpreta interamente due brani: Per dimenticare te e Dove sono gli altri tre, oltre a interpretare i finali dei ritornelli di La donna di cuori (canzone cantata all’unisono); per questo album, oltre a Capita quando capitaLa donna di cuori e Dove sono gli altri tre, scrive anche i testi di ViviCosa sarà di noiIo e te e 335 – La posta del cuore.

L’anno successivo, nella raccolta La grande festa, scrive il testo e interpreta la canzone Destini, con gli altri componenti del gruppo, mentre nel 2006 interpreta il ritornello finale della canzone L’amore costa, uno dei due inediti inseriti nei due live Noi con voi e Noi con voi – Versione integrale, rispettivamente del 2006 e 2007. La sua ultima canzone cantata interamente da solo risale all’album di “cover” Beat ReGeneration del 2008, nel quale interpreta la canzone Un ragazzo di strada (canzone già cantata dai Brogues, col titolo I Ain’t No Miracle Worker, poi cantata da I Corvi), la canzone Gioco di bimba, con gli altri componenti del gruppo.

Il 30 settembre 2009 D’Orazio lascia i Pooh, dopo un tour di 38 date conclusosi a Milano e dopo un’ultima canzone inedita cantata a quattro voci, Ancora una notte insieme, contenuta nella raccolta omonima. Mentre salutava i suoi fan scrisse: “Ho rotto bacchette e amicizie troppo grandi per sopportare le mie eterne lontananze, ho tenuto a battesimo i figli degli altri senza avere mai avuto il coraggio di farne uno mio, ho messo tutto il mio tempo e tutto il mio talento nella grande avventura che mi ha accompagnato fin qui“.

Nel 2015 rientra nel gruppo per la commemorazione del cinquantennale, in occasione del quale scrive gli ultimi suoi tre testi per il gruppo: Tante storie fa, Le cose che vorreiAncora una canzone, che sono anche le uniche canzoni di tutta la discografia del gruppo (se si esclude la canzone I cinque orsacchiotti, registrata nel 1966, ma esclusa dall’album Per quelli come noi) interpretate a cinque voci alternate (visto che oltre a lui, è rientrato nel gruppo anche Riccardo Fogli).

Vita privata e morte

Il 12 settembre 2017, giorno del suo sessantanovesimo compleanno, sposa con rito civile la compagna Tiziana Giardoni, con la quale conviveva dal 2007.

È stato l’unico dei quattro membri storici dei Pooh a non aver mai avuto figli, tuttavia ha cresciuto e si considerava a tutti gli effetti padre di Silvia Di Stefano, figlia di Lena Biolcati.

Muore la sera del 6 novembre 2020 presso il policlinico Agostino Gemelli all’età di 72 anni a seguito di alcune patologie aggravate dal COVID-19. L’annuncio della sua scomparsa è stato dato poche ore dopo dagli altri Pooh sui social, oltre che in diretta televisiva da Loretta Goggi, Giorgio Panariello e Vincenzo Salemme durante la trasmissione del programma Tale e Quale Show. Il 9 novembre si è svolto il corteo funebre dal Campidoglio fino alla basilica di Santa Maria in Montesanto, nota come la Chiesa degli artisti a piazza del Popolo, dove si sono celebrate le esequie. Le ceneri riposano nel cimitero di Maccarese, accanto ai genitori.

Il 5 dicembre 2020 Rai 1 gli dedica Ciao Stefano, amico per sempre, una serata speciale fatta di aneddoti e documenti inediti per raccontare la lunga carriera con i Pooh. Inoltre è stata anche un’occasione per rivedere uno degli ultimi concerti che hanno tenuto allo Stadio di San Siro, nel 2016.

A D’Orazio, dopo la morte, vengono dedicate diverse pubblicazioni dei vecchi compagni dei Pooh:

  • i brani di Dodi e Roby Una storia al presente e L’ultima parola, che, pur essendo l’ultimo testo scritto da Stefano e dedicato a Valerio Negrini, dopo la sua morte viene dedicato anche a lui.
  • il brano inedito Che meraviglia, con testo di Maria Francesca Polli, incluso nell’album Symphony, di Roby Facchinetti (articolo parzialmente estrapolato dal sitoWikipedia, le foto da Google)

Testo bollettino

Rappresentare in poche parole la carriera artistica e umana di Stefano D’Orazio dagli esordi al giorno in cui prematuramente ci ha lasciato è difficile perché la vita che ha vissuto è stata molto intensa e degna di essere raccontata.

Stefano oltre ad essere un artista talentuoso, era un uomo generoso, appassionato e sempre impegnato nel sociale. 

Per 50 anni ha ricoperto il ruolo di musicista, cantante, autore di testi e manager di una band che detiene ancora oggi alcuni dei record più importanti nella storia della musica italiana: i Pooh.

Ha scritto testi che toccano temi importanti distinguendosi per un approccio diretto e mai scontato, è stato il motore ritmico dei Pooh contribuendo al loro sound distintivo. Con le sue capacità manageriali, è stato la mente commerciale dietro al successo dei Pooh, guidando il gruppo verso sfide vincenti.

Con la sua travolgente simpatia e capacità di comunicare messaggi importanti in modo schietto e popolare si è espresso su questioni ambientali e sociali mostrando un impegno verso temi di rilevanza collettiva.

Stefano D’Orazio ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama musicale italiano e non solo attraverso la sua arte ma anche attraverso la sua personalità e il suo impegno civile, è stato un artista molto amato ed è per questo che non ci ha mai lasciato e vive ancora nei cuori di tante persone.

Un francobollo a lui dedicato rappresenta un importante e prestigioso riconoscimento e dimostra l’importanza del contributo culturale e artistico che Stefano ha dato alla nostra nazione.

Orgogliosa di essere stata la sua compagna di vita, tutto quello che avrò la possibilità di fare per contribuire al suo ricordo renderà la mia vita meno triste per la sua assenza.

Tiziana D’Orazio

La moglie

I francobolli italiani sono carte valori postali emesse dallo Stato che attraverso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ne garantisce la programmazione, l’ideazione e la realizzazione affidando la stampa all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e la commercializzazione a Poste Italiane con la presenza del Ministero delle Finanze per la parte strettamente economica.

L’emissione di un francobollo è quindi un atto solenne, è la voce dello Stato che in forma ufficiale a nome della Comunità Nazionale esprime ammirazione e gratitudine a chi ha contribuito a far crescere la forza e l’immagine del nostro Paese e per questo merita un posto speciale nella memoria.

Con questo francobollo si ricordano il talento e la creatività di Stefano D’Orazio, la sua capacità di fare squadra, di guardare sempre avanti per scoprire nuove cose con il coraggio e la passione degli artisti che vivono il loro tempo e che ci accompagnano nelle nostre abitudini quotidiane con pacatezza, senza disturbare, regalandoci se possibile attimi di felicità e talvolta musiche e parole che ci aiutano ad andare avanti.

Stefano D’Orazio è un artista contemporaneo che si è affermato come batterista del mitico gruppo dei POOH ma che è stato anche un compositore musicale, autore di testi, scrittore, poeta e ideatore di spettacoli dove teatro e musica si incontrano e soprattutto manager, amministratore, dirigente e imprenditore nel settore della musica pop sempre attento alle novità, un personaggio popolare con un grande carisma e disponibilità verso gli altri.

Le linee guida che regolano l’emissione dei francobolli italiani vietano la rappresentazione e quindi la celebrazione di personaggi viventi … guardando il volto sorridente di Stefano su questo francobollo molti fans e ammiratori penseranno che si tratti di uno scherzo, della sua consueta autoironia sperando che magari sia scomparso Stefano D’Onofrio (come amava chiamarlo Giancarlo Lucariello) oppure che se ne sia andato definitivamente Francesco Valle, il suo alter ego di fantasia.

Purtroppo sappiamo che non è così, però sappiamo anche che il lavoro di Stefano D’Orazio e la sua arte ci accompagneranno ancora e magari quando incontreremo la sua immagine in affrancatura a una lettera oppure a una cartolina, o lo riconosceremo stampato sugli album e sui cataloghi filatelici, avremo la certezza che ci è rimasto nel cuore.

Questo francobollo – come avrebbe voluto Stefano – è dedicato a tutti coloro che provano a scrivere testi e fare musica e che – giovani o meno giovani – sono convinti che anche scandire tutta la vita il ritmo e le note su un tamburo, può aiutare a cambiare il mondo.

Stefano Morandi

Membro della Consulta per l’emissione delle Carte Valori Postali e la filatelia e membro della Commissione per lo Studio delle Carte Valori Postali

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