28^ EMISSIONE 2023, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del 05 giugno, di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “lo sport” dedicato a Codogno, comune europeo dello sport

28^ EMISSIONE 2023, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del 05 giugno, di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “lo sport” dedicato a Codogno, comune europeo dello sport, dal valore indicato in B, corrispondente ad €1.20

  • dentellatura: 11 effettuata con fustellatura
  • dimensioni francobollo: 40 x 30 mm.
  • stampa: in rotocalcografia
  • tipo di cartabianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente; grammatura: 90 g/mq; supporto: carta bianca, Kraft monosiliconata da 80 g/mq; adesivo: tipo acrilico ad acqua, distribuito in quantità di 20 g/mq (secco)
  • stampato: I.P.Z.S. Roma
  • tiratura: 270.000
  • valoreB
  • colori: sei
  • bozzettistaStefano Massaro
  • num. catalogo francobolloMichel ______ YT _______ UNIF ________
  • Il francobollo: il francobollo riproduce un panorama di Codogno in cui svetta il campanile della Chiesa di San Biagio e della Beata Vergine Immacolata e su cui si stagliano, rispettivamente a destra e sinistra, il logo di Codogno “Comune Europeo dello Sport 2023” e il logo di ACES Italia, Federazione delle Capitali e delle Città Europee dello Sport. Completano il francobollo la legenda “COMUNE EUROPEO DELLO SPORT”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”. 

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1,80; basta inviare una richiesta alla email: protofilia1@gmail.com

“Codogno, Comune europeo dello Sport 2023” rappresenta per la nostra città un’occasione unica in un frangente storico particolarmente difficile, un’opportunità di rinascita dopo i drammatici mesi che hanno messo a dura prova la nostra comunità.
Un prestigioso riconoscimento con un messaggio di speranza e di rilancio che deve risuonare forte e deciso, un modo quindi per permettere al nostro sguardo di proiettarsi verso il futuro: Codogno riparte dallo Sport!

Francesco Passerini – Sindaco di Codogno

Logo dell’avvenimento

Codogno è una Città con una popolazione di 16.000 abitanti, conta 28 Società Sportive nell’elenco Comunale, per un totale di circa 5.500 tesserati dei quali il 45% è di Codogno. Circa 2.000 tesserati sono sotto i 16 anni e 900 sopra i 41 anni a dimostrazione che oltre ai giovani, anche con l’età che avanza in molti rimangono attivi sportivamente parlando.

Che Codogno sia una cittadina sempre in fermento, sopratutto in anni più recenti, oramai è risaputo. Grazie alle tante iniziative culturali e di intrattenimento vario, ma anche per via del suo centro storico ricco di negozi e attività storiche, la loggia del mercato coperto, bar e locali che ne fanno un vero e proprio centro commerciale all’aperto, un luogo ideale per fare shopping, happy hours, cene e serate di divertimento, che vedono il loro culmine nella notte bianca di luglio. Ma a Codogno si può fare anche tanto sport: qui si trova infatti un “quartiere dello sport”, con campi e strutture per ogni attività sportiva. Fiori all’occhiello il Centro Sportivo Molinari e il Palazzetto dello Sport, rimessi totalmente a nuovo. Tanti sono poi gli spazi verdi e i parchi, come quello in pieno centro appena riqualificato di piazza Cairoli, in cui fare passeggiate o trascorrere momenti di svago e tempo libero. Insomma, caratteristiche quasi uniche per il Lodigiano, più tipiche di una località turistica blasonata. Trascorrere un paio di giorni a “Cudògn”, città a misura d’uomo e crocevia di diverse province, vi riempirà il cuore di emozioni!

Storia

L’insediamento parrebbe risalire alla penetrazione romana nella Gallia Cisalpina forse con funzione di accampamento. Il nome Codogno, antica “Cothoneum”, deriverebbe da quello del Console Aurelio Cotta, vincitore dei Galli Insubri che popolavano quelle terre. Si tratta comunque di una supposizione: la prima testimonianza certa dell’esistenza di Codogno risale soltanto al 997, quando il centro abitato viene citato in un diploma dell’Imperatore Ottone III. Pochi anni dopo, lo stesso Ottone III donò il feudo a un conte di nome Reglerio o Ruggero. Nell’XI secolo, comunque, Codogno divenne feudo del vescovo di Lodi che l’amministrò fino al XV secolo. Secondo un’altra ipotesi il toponimo deriverebbe da quello del pomo “cydonio”, o melo cotogno, frutto tipico del luogo.

Logo del Gonfalone di Codogno

Dopo la lunga giurisdizione dei vescovi di Lodi, nel 1441 Filippo Maria Visconti signore di Milano cedette Codogno alla famiglia Fagnani e successivamente (nel 1450) ai Trivulzio. Fu sotto il loro operato che Francesco Sforza diede a Codogno il rango di borgo. All’epoca il centro aveva forte tensione autonomistica, con una propria vita commerciale, piccolo polo di attrazione per tutti i paesi limitrofi, tant’è che i codognesi si slegarono dalla realtà del territorio dei Trivulzio e chiesero di essere considerati piacentini, allo scopo di avere un mercato più libero e più ampio. Così, con un atto ratificato il 21 aprile 1492, i codognesi divennero cittadini piacentini, e vollero, a dimostrazione della propria gratitudine, la lupa piacentina nel proprio stemma, legata con una catena d’oro all’albero di mele cotogne.

Molti loro prodotti, infatti, trovavano collocazione sul mercato di Piacenza che i codognesi raggiungevano attraversando il Po, via di comunicazione privilegiata anche con Venezia per l’accesso agli scali del Levante. Lì esportavano specialmente i prodotti caseari (non a caso a Codogno sorse la prima industria italiana del settore lattiero-caseario, la Zazzera, e successivamente la più rinomata Polenghi Lombardo), ma anche tele di lino e seta. Era quindi vantaggioso raggiungere quel mercato come cittadini, status che li esentava da ogni peso fiscale, tanto per le merci in vendita, quanto per quelle acquistate.

L’inizio del XVI secolo fu caratterizzato dalle battaglie fra Francia e Spagna per l’occupazione dell’Italia (culminate con il saccheggio della città da parte del Duca di Borbone diretto a Pizzighettone) e dalla peste del 1516, che arrestarono lo sviluppo del borgo. Nel 1524 la città fu dotata di fortificazioni e negli stessi anni fu eretta la chiesa parrocchiale di San Biagio.

Nel 1639 Codogno fu occupata dai lanzichenecchi, che vi diffusero la peste. I residenti tuttavia pur ridotti di un quinto raggiunsero la soglia dei 6 500 garantendo alla città una fiorente e stabile ricchezza. L’affermata prosperità economica spinse i reggitori del borgo a chiedere l’emancipazione dalla servitù feudale. Alla morte del principe Antonio Teodoro Trivulzio, non avendo questi lasciato figli maschi, decisero di giurare fedeltà direttamente al sovrano, Carlo II. In seguito all’estinzione del ramo maschile della famiglia dei Trivulzio, il 6 giugno 1672, Carlo II con un diploma reale stabilì “in perpetuo” la loro libertà da ogni feudo; Codogno divenne infatti Regio Borgo.

Il 10 maggio 1796 morì a Codogno il generale napoleonico Amédée Emmanuel François Laharpe, ucciso per errore, nell’oscurità, da un soldato del suo stesso esercito. In età napoleonica (1809-16) al comune di Codogno furono aggregate Gattera, Retegno e Triulza, ridivenute autonome con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto. Gattera e Triulza furono riaggregate definitivamente nel 1869. In quegli anni, le cospirazioni prima e le guerre del Risorgimento poi trovarono numerosi e ferventi partecipanti: ben 283 codognesi furono volontari nelle guerre risorgimentali e dieci di essi vi trovarono la morte.

Codogno continuò a progredire fino ad assumere un ruolo importante nell’area milanese nella fine dell’Ottocento. Considerando come confini dell’area milanese quelli della vecchia Provincia di Milano (includendo, quindi, anche le attuali province di Lodi e di Monza e Brianza, più il circondario di Gallarate), Codogno era il quarto comune del territorio per numero di abitanti nei censimenti del 1861, 1871 e 1881, dietro alle città di Milano, Monza e Lodi. Rimase nei primi 15 dell’area milanese fino al grande boom degli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, che portò i comuni attorno a Milano a incrementare notevolmente la loro popolazione.

Negli anni della seconda guerra mondiale, dopo i numerosi morti della prima, molti codognesi aderirono alla Resistenza, e questo nonostante la vicinanza con il grosso centro fascista di Piacenza e la zona tatticamente difficile, dalla quale passavano i tedeschi in ritirata per lasciare l’Italia.

Codogno “cartolina

Nel 1955 Codogno ottenne il titolo di città soddisfacendo il desiderio che gli abitanti avevano già espresso a Napoleone Bonaparte oltre 150 anni prima, con una petizione del 5 ottobre 1796, che non aveva trovato allora favorevole accoglimento. Il 9 dicembre 1957, nei pressi di Codogno, avvenne un disastro ferroviario che provocò la morte di 15 persone e oltre 30 feriti. Nel 1992 il comune di Codogno è passato dalla provincia di Milano alla provincia di Lodi. Il codice ISTAT del comune prima della variazione era 015079, mentre il CAP era 20073.

Negli ultimi anni, la città è particolarmente ricordata nella Penisola per essere stata il territorio in cui venne identificato il primo focolaio accertato in Italia di COVID-19, risalente a febbraio 2020.

Nel 2023 la città è stata dichiarata Comune Europeo dello Sport 2023 (articolo parzialmente estrapolato dalla Rete e dal sito Wikipedia).

Testo bollettino

Per la città di Codogno il 2023 sarà un anno indimenticabile, l’anno dell’investitura a “comune europeo dello sport 2023” in cui lo Sport sarà il vero protagonista. Il riconoscimento, assegnato da ACES EUROPE, la cui candidatura è stata avanzata alla fine del 2020, rappresenta per la città di Codogno un’occasione unica che permette di superare un frangente storico particolarmente difficile ed un’opportunità di rinascita dopo i drammatici mesi di emergenza sanitaria che hanno messo a dura prova l’intera comunità. Per la nostra città, inoltre, l’attività sportiva rappresenta parte importante e fondamentale dell’identità comunitaria e da anni l’attenzione alla diffusione delle buone pratiche sportive e dello sport come mezzo di salute e di inclusione sociale è profondamente radicata nella società.

Al fine di valorizzare il riconoscimento, è stato predisposto un nutrito palinsesto di eventi che coinvolgerà con competizioni e manifestazioni, per tutto il 2023, il mondo sportivo ma anche l’intero mondo del volontariato, della scuola, della disabilità e della terza età mediante l’organizzazione di mostre fotografiche, di convegni, di laboratori, di premi e rassegne letterarie, oltre alle attività di sensibilizzazione e di prevenzione. Proprio dal mondo culturale, in sinergia con la Pro Loco, è nata l’idea di un’emissione filatelica che rendesse unico, storico e indimenticabile l’anno 2023.

Ringraziamo pertanto il Ministero delle Imprese e del Made in Italy che, con l’emissione del francobollo dedicato a Codogno 2023, ha voluto celebrare con la nostra comunità la ripartenza della nostra città per mezzo dei valori dello Sport.

Francesco Passerini Sindaco della città di Codogno                              

Se sei interessato all’acquisto di questo francobollo lo puoi acquistare al prezzo di € 1,80; basta inviare una richiesta alla email: protofilia1@gmail.com

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